Sorrento: Operazione Bancomat Express su scala europea, indagati in 30, già arrestati in 13.

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Sorrento: Clonazione bancomat, sgominata banda di rumeni.

di Vincenzo Maresca.

Sorrento. Sgominata una rete criminale dedita alla clonazione ed alla contraffazione di carte di credito e bancomat con le quali si riusciva ad accedere ai sistemi informatici di banche ed uffici postali prelevando ed impadronendosi di somme di denaro appartenenti agli ignari correntisti che solo dopo la verifica degli estratti conto si accorgevano degli effettivi ammanchi con un danno patrimoniale di un milione e mezzo di euro. Con l’arresto del capo dell’organizzazione sono finite indagate ben 30 persone di nazionalità rumena, tutte incriminate per associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità dell’attività criminale che oltre a colpire istituti di credito sull’intero territorio nazionale italiano veniva perpetrata anche all’estero. L’operazione denominata “Bancomat Express” è stata condotta e portata a termine dai carabinieri della compagnia di Sorrento coordinati dal capitano Massimo De Bari e dal nucleo investigativo di Torre Annunziata in collaborazione con il comando dei carabinieri di Roma-Ostia dove nella mattinata di ieri i militari dell’Arma hanno dato esecuzione alla ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata nei confronti d 13 rumeni in una operazione a vasto raggio coordinata dal procuratore Diego Marmo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Dei 13 arrestati 10 sono stati sottoposti alla misura cautelare in carcere, altri 3 sono invece stati raggiunti dall’ordinanza di obbligo di dimora. A finire in manette sono stati il 39enne Doru Stan ritenuto il capo della organizzazione criminale, la 24enne Loredana Ileana Vulpescu, Agnieszka Kowalik di 28 anni, Vodka Alias Serhiy Smetanyuk di 26 anni, il 28enne Alexandru Aurelian Ilov, il 24enne Alexandru Virgil Zidaru già detenuto nel carcere di Pescara, Florin Marius Grecea di 38 anni già detenuto nelle carceri romane di Regina Coeli, Marian Robert Anca di 29 anni, il 25enne Lucian Costinel Hau, Mioara Barbu di 25 anni. L’ordinanza di obbligo di dimora è stata invece applicata nei confronti di 3 donne, Cristina Ungureanu di 25 anni, Maria Neli Ciceru di 30 anni, Ramona Alina Rosu di 27 anni. Rinvenuti a Roma-Ostia anche 3 laboratori di stamperia clandestini presso i quali è stato sottoposto a sequestro un notevole quantitativo di microtelecamere, memorie di archiviazione, skimmer, programmatori per microchip e stampanti utilizzati per la clonazione delle carte di credito. Attualmente è al vaglio degli inquirenti la posizione di una delle tre donne raggiunta dal provvedimento di obbligo di dimora in quanto ritenuta consegnataria e gestrice di uno dei 3 laboratori. Ulteriori ricerche sono tuttora in corso per individuare gli altri 17 rumeni indagati che mancano all’appello e che essendo senza fissa dimora potrebbero trovarsi sul territorio italiano o nelle vicine nazioni europee. L’intera operazione è partita dalla compagnia dei carabinieri di Sorrento coordinata dal capitano Massimo De Bari all’indomani dell’arresto in flagranza di reato di due rumeni che stavano manomettendo uno sportello bancomat a Vico Equense. A finire in manette intorno all’una di notte del 13 giugno 2009 erano stati la 27enne Monica Irina Butoi ed il 26enne Mihai Ionut Mogoi, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine, entrambi nati in Romania, sorpresi a praticare il reato di frode informatica presso uno sportello del “Monte dei Paschi di Siena” di Seiano, frazione di Vico Equense, immediatamente a ridosso della statale 145 sorrentina e colti con le mani nel sacco dai carabinieri del nucleo radiomobile diretti dal maresciallo Berardo Amicuzi. I due pirati informatici furono sorpresi mentre stavano rimuovendo una serie di micro dispositivi elettronici per l’effettuazione di riprese video genialmente occultati all’interno di un pannello in acciaio sovrapposto alla cabina dello sportello bancomat. Un espediente in grado di carpire i codici segreti delle carte di credito di ignari clienti che durante la settimana si recavano allo sportello bancomat per eseguire operazioni di prelievo. Le sofisticate apparecchiature elettroniche venivano piazzate sugli sportelli delle banche nel tardo pomeriggio del venerdì per essere solitamente recuperate la domenica, evitando in tal modo che alla riapertura del lunedì impiegati e direttori delle banche potessero accorgersi delle modifiche apportate agli sportelli bancomat. In tale occasione i carabinieri di Sorrento eseguirono per la prima volta un importante sequestro di materiale elettronico in seguito trasmesso al reparto della scientifica per le opportune analisi. Dai dati contenuti nelle memorie di archiviazione delle immagini riprese dalle microcamere emersero precedenti episodi di clonazione di carte di credito nei comuni di Sorrento, Gragnano, Positano ed Amalfi, tutti territori che nel periodo estivo sono meta di turismo nazionale ed internazionale. Successive indagini condotte fino a maggio 2010 attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e l’ausilio di localizzazioni satellitari hanno permesso ai carabinieri di raccogliere una serie di importanti elementi dell’associazione criminale capeggiata dal rumeno Doru Stan e specializzata in truffe informatiche tramite l’applicazione di skimmer e microtelecamere sui distributori di bancomat. Il braccio operativo era attivo in tutta Italia mentre la mente organizzativa era insediata in Romania nella città di Craiova dove venivano materialmente realizzati i sofisticati meccanismi utilizzati per la clonazione dei codici delle carte di credito. L’attività investigativa ha permesso di delineare l’intera organizzazione accertando 46 casi di frode informatica dai quali l’attività criminale aveva ricavato un importo di un milione e mezzo di euro, rapportato al solo periodo di indagine e permettendo l’arresto in flagranza di reato di 13 persone con denuncia in stato di libertà per altre 3 nei comuni di Roma, Ceccano in provincia di Frosinone, Umbertide in provincia di Perugia, Barletta in Puglia con il sequestro di lettori di carte magnetiche, microtelecamere, memorie di archiviazione dati e telefoni cellulari. L’operazione “Bancomat Express” non è comunque ancora conclusa, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata prosegue la collaborazione con altre nazioni europee attraverso “Eurojust”, l’unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea e con l’autorità giudiziaria della Romania per delineare l’assetto di una complessa organizzazione che opera su scala europea con una struttura gerarchica e professionale con una precisa ripartizione di compiti e responsabilità che consente al sodalizio criminale di riorganizzarsi in breve tempo per tornare a colpire nonostante i numerosi arresti.