Cetara lettera a Galan salviamo la pesca del tonno

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Cetara costiera amalfitana amalfi  Un accorato appello al ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, affinché intervenga per salvare il comparto tonniero, messo oramai con le spalle al muro. La richiesta di aiuto parte dal sindaco di Cetara, Secondo Squizzato, per salvare la flotta del paese che, oramai, rischia di scomparire definitivamente, mandando, così, sul lastrico centinaia di famiglie che dalla pesca traggono la loro unica fonte di sussistenza. Con le sue 16 tonnare (25 se si sommano anche quelle di Salerno), infatti, Cetara vanta la flotta più consistente dell’intera Penisola (49 in totale). E, se si tiene presente che le ulteriori diminuzioni della quota pesca ridurrebbero a solo 9 i pescherecci “abilitati” i conti sono presto fatti. Più di cento marittimi, improvvisamente, si troverebbero senza più un lavoro. «In un contesto europeo in cui ciascuno Stato (vedasi Spagna e Francia) – evidenzia Squizzato nella lettera inviata a Galan- ha provato a difendere in tutti i modi le proprie imprese e i lavoratori, la posizione italiana è apparsa sempre la più debole e remissiva. Al termine di un difficile processo di concentrazione che ha condotto gli armatori ad aggregarsi con tanti sacrifici economici e personali, con la cancellazione di imprese e perdita di occupazione, ora appare inaccettabile che il sistema della circuizione non possa mantenere l’originaria percentuale di quota attribuita consentendo, ad esempio, il ’recupero’ di ulteriori unitá nel comparto da sottrarre al fermo definitivo. Ogni unitá in più significa 14 posti di lavoro salvati. Da tre anni le imprese e i lavoratori del comparto tonniero – in gran parte concentrati nel comune di cui sono il massimo rappresentante istituzionale – subiscono blocchi e limitazioni». Gaetano de Stefano

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