Le mani della camorra sul voto comunale Ecco la truffa delle false residenze

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NAPOLI – Un solo voto, al mercato preelettorale vale cinquanta euro, a volte meno: è roba da disperati. La camorra, invece, punta più in alto. Può contare su duemila voti che valgono molto di più: consentono di decidere un paio di posti da consigliere comunale, possono incidere fortemente sull’elezione del sindaco, sul ballottaggio. E per avere a disposizione almeno duemila voti, i clan di Secondigliano hanno già messo in moto la macchina organizzativa: vengono «richiamati» i napoletani che si sono trasferiti nelle altre città d’Italia, soprattutto al Nord. Occorre il tempo per chiedere, e ottenere, il cambio di residenza e quindi l’iscrizione alle liste elettorali, e il gioco è fatto. Stavolta, però, con largo anticipo sulla scadenza elettorale è stata aperta una indagine sul fenomeno della «migrazione elettorale». L’ha fortemente voluta il comandante della polizia municipale Luigi Sementa (che ne ha parlato anche alla procura della Repubblica) al quale i vigili dell’unità operativa di Secondigliano avevano raccontato di aver notato il fenomeno anche nel passato. «D’improvviso migliaia di persone si trasferiscono a Secondigliano nei mesi che precedono l’apertura dei seggi; altrettanto misteriosamente quelle stesse persone lasciano la zona nei giorni successivi alle elezioni», hanno spiegato gli agenti al comandante Sementa. Ma la semplice «sensazione» non basta a denunciare un mercato di voti: per scoprire i meccanismi bisogna indagare. Così già da un mese è al lavoro una squadra di vigili, coordinata in prima persona dal responsabile della sezione, il tenente Ciro Colimoro. Il primo passo è stata la creazione di una database delle richieste di cambio di residenza per stabilire qual è la media «standard» e valutare l’inevitabile impennata preelettorale…

di Paolo Barbuto Il Mattino

scelto da Michele Pappacoda