BERLUSCONI RECUPERA PEZZI DI FLI: "CRESCEREMO"

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ROMA – Lo aveva promesso alla Lega e ribadito nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi: i numeri della maggioranza cresceranno. E così, complice il ritorno da Fli al Pdl di Roberto Rosso e Francesco Pontone ed i movimenti in corso al Senato, Silvio Berlusconi non esita a mostrarsi soddisfatto per i numeri della maggioranza che riprendono a crescere. E rilancia sulla piazza ipotizzando una manifestazione a Piazza san Giovanni, a Roma, a sostegno del governo a fine marzo. Ma anche a ricucire con il Vaticano dopo il gelo, causato dalla vicenda Ruby, con le alte gerarchie ecclesiastiche. Un ottimismo, quello del Cavaliere, che come risultato ha l’effetto di ridurre l’irritazione per le accuse rivolte dal presidente della Camera Gianfranco Fini. È chiaramente nervoso, sarebbe il ragionamento del premier con i suoi fedelissimi, il suo partito non fa che perdere pezzi. Quello che dice si commenta da solo, e poi – avrebbe proseguito con una punta di ironia – il Secolo chi lo legge?..

FINI ALL’ATTACCO Per Fini «la difficoltà di Fli e la ritrovata baldanza dei gerarchi del PdL sono infatti fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale». Ma il leader Fli rivendica la scelta di volgere altrove lo sguardo: «Nella società – scrive – il clima è diverso: c’è preoccupazione per la situazione economico-sociale, indignazione per il degrado in primo luogo morale che caratterizza lo scontro politico, sbigottimento per l’immagine negativa che le note vicende danno dell’Italia nel mondo, angoscia per il futuro dei più giovani». «È un’Italia tutt’altro che apatica e rassegnata – prosegue – (basta pensare all’incredibile partecipazione femminile alle manifestazioni di domenica) e resto profondamente convinto che in questa Italia largamente maggioritaria nel Paese reale quanto minoritaria nell’attuale Parlamento una voce importante possa averla quell’Italia moderata, che ha votato centrodestra, che non si rassegna a veder traditi o dimenticati i propri convincimenti e ideali».

«Penso a quel popolo di destra e di centrodestra che crede nell’unità della Nazione e nella sua identità – riepiloga i valori fondanti di Fli Fini – nel rispetto delle istituzioni, nel senso dello Stato, nel primato della legge senza impunità per nessuno, nella meritocrazia, nel valore della dignità dell’uomo e quindi nella tutela di ogni minoranza, nella centralità del lavoro nell’economia, nel libero mercato per produrre ricchezza e nella necessità di distribuirla in modo socialmente equo, nelle riforme istituzionali per far nascere davvero la Nuova Repubblica». «A Milano Futuro e Libertà ha ribadito con chiarezza e in modo unanime (compresi i dissidenti del giorno dopo) – ironizza – che intende difendere questi principi e impedire che vengano travolti dal declino del berlusconismo. Ci riconosciamo e intendiamo agire nell’ambito dei valori e della cultura politica del centrodestra, senza alcuna ambiguità nè tantomeno senza derive estremiste o sinistrorse. »Sappiamo che il nostro è un progetto ambizioso e quindi difficile. Ma soprattutto sappiamo – conclude – che va spiegato agli elettori più che agli eletti. Ne consegue che è nella società che Futuro e Libertà dovrà sviluppare le sue iniziative, tessere la sua rete, organizzare i suoi consensi. E solo quando si apriranno le urne, accada tra poche settimane o tra due anni, sapremo se avremo vinto la nostra battaglia. Fin d’ora sappiamo che vale la pena di provarci con tutto l’entusiasmo, la passione, l’impegno civile dei tanti che ci invitano, senza preoccuparsi degli organigrammi, ad andare avanti. Cosa che dopo Milano faremo ancor più convintamente«

fonte:leggo               scelto da michele de lucia