SANREMO, BENIGNI ARRIVA SUL CAVALLO BIANCO

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SANREMO – Parte con un paso doble sexy di Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis la terza serata del festival di Sanremo, quest’anno alla 61esima edizione. Le due prime donne entrano in scena con due abiti molto diversi: un tailleur pantalone nero per la showgirl argentina, accompagnato da zeppe vertiginose, e un abito sognante color pesca per la Canalis. “Siamo una coppia di fatto”, hanno detto le due stelle.
Sul palco, insieme a Gianni Morandi, subito anche Luca e Paolo. I due comici sono entrati in scena cantando ‘Noi due stupidi’, mentre da una gigantografia sul ledwall il Signor G sorrideva sornione.
La serata è stata aperta da un enorme tricolore srotolato sul palco dell’Ariston, a celebrazione del 150esimo dell’Unità d’Italia. «La Rai festeggia i 150 anni per tutto l’anno», aveva detto il direttore generale dell’azienda, Mauro Masi, parlando ai microfoni del Tg1 in collegamento da Sanremo con Vincenzo Mollica.

Ore 22.25 Belen, cambio d’abito e canto Sul palco insieme a Elisabetta, Belen accenna alcune note de “Il mio canto libero”. Poco prima dell’arrivo di Roberto Benigni. Il comico toscano “spunta” nella platea in groppa a un cavallo bianco, sventolando la bandiera italiana. Qualche incertezza per il destriero, che scivola proprio a ridosso del palcoscenico. Ma Benigni arriva a destinazione sano e salvo, abbraccia Morandi e comincia la sua esibizione, proprio parlando del cavallo. “È un periodo che ai Cavalieri non gli va tanto bene. Ma il mio era un cavallo buonissimo, addomesticato dalla Rai”.

Ore 22.15 Vecchioni, il professore “‘nnammurato” Accompagnato da una chitarra classica, un Roberto Vecchioni in giacca e cravatta rossa canta O’ surdato ‘nnammurato.

Ore 22.05 Tributo a Sacco e Vanzetti Emma Marrone e I Modà sul palco cantano “Here’s to you-La ballata di Sacco e Vanzetti”, canzone dedicata alla storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due italiani condannati e giustiziati ingiustamente alla sedia elettrica nel 1927 negli Stati Uniti. Quindi è la volta di Max Pezzali e Alisa, che cantano “Mamma mia dammi 100 lire”.

Ore 21.50 Sul palco Nathalie Nathalie canta “Il mio canto libero”. Poi è la volta di Luca Barbarossa e Raquel del Rosario, che cantano “Addio mia bella addio”. Dopo l’esibizione Morandi si ferma qualche secondo sul palco per  scambiare due parole con Raquel, sfoggiando un discreto spagnolo.

Ore 21.45 “Morandi è come il vino buono” “All’inizio è teso, poi si rilassa, alla fine si addormenta”. In mezzo a Luca e Paolo, sul palco, Gianni Morandi. “A parte che all’inizio mi hai chiamato Paolo”, gli dice Luca. “Ma lo sai, prima gli italiani si chiedevano quando avresti cantato. Ora che hai cantato, si chiedono quando comincerai a presentare”. “Voi mi date la carica”, risponde sorridente Morandi prima di presentare sul palco Giusy Ferreri con “Il cielo in una stanza”.

Ore 21.35 Patty Bravo in bronzo
Torna sul palco Patty Pravo, che in tema Unità d’Italia canta “Se potessi avere 1000 lire al mese”. Per lei questa sera un abito lungo color bronzo. Dopo gli applausi tornano in scena Eli e Belen, che sottobraccio annunciano Franco Battiato. Il maestro dirigerà l’orchestra per la canzone di Luca Madonia.

Ore 21.25 Morandi, da conduttore a cantante “Non volevo cantare in questo festival – esordisce Morandi – ma ho trovato una canzone adatta. L’ha scritta un mio amico, che non può cantarla né suonarla perché è stato colpito da ictus”. Si presenta da solo Gianni Morandi. Calano le luci sul palco, mentre lui intona le prime parole di “Rinascimento”, dedicandola al suo amico e autore della canzone, Gianni Bella. Il testo è di Mogol, salutato da un Morandi commosso subito dopo l’esibizione, mentre la platea gli tributava una standing ovation.

Ore 21.15 Al Bano canta Giuseppe Verdi “La musica di Giuseppe Verdi è quella che meglio rappresenta la storia dell’Unità d’Italia”. Così Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis presentano Al Bano, che insieme a due cantanti lirici intona le note di “Va’ pensiero”.

Ore 21.05 Luca e Paolo, satira su La Russa Dopo la performance della Tatangelo, Luca e Paolo salgono sul palco per il primo momento di satira. Nel mirino del duo comico questa sera c’è il ministro della Difesa Ignazio La Russa seduto in prima fila nella platea dell’Ariston. «È bello vedere il direttore generale della Rai Masi in platea perchè vuol dire che così non chiama», hanno esordito i due. Poi, rivolti al ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Guarda c’è la Russa», ha detto Luca. «Ma allora esiste! Pensavo che fosse una parodia … se è ministro lui vuol dire che c’è speranza per tutti», gli ha fatto eco Paolo. E ancora, rivolti al ministro: «La ringraziamo perchè ha parlato bene di noi sui giornali, ma se potesse smentire sarebbe meglio perchè a casa ci hanno tolto il saluto». Il pubblico ride, ma è già tempo di tornare alla gara, con Anna Oxa che canta “O sole mio”. “Una bellissima interpretazione”, applaude Gianni Morandi dopo la performance canora della collega.

Ore 20.55 Gara al via con de Sfroos Subito al via lagara tra 14 brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Il primo a salire sul palco è Davide van de Sfroos, che canta Viva l’Italia di Francesco De Gregori. Dopo è la volta di Anna Tatangelo, che abbandonato il look stile Anna Oxa “anni Ottanta” stasera è sul palco con un abito bianco. Canta “Mamma”. Una trentina di manifestanti del Popolo Viola stanno cantando Bella Ciao davanti al teatro Ariston, dove è appena iniziata la serata del festival di Sanremo dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. La dimostrazione è pacifica, ci sono solo curiosi, fotografi, e anche Alba Parietti – in questi giorni al festival per un programma su Radio Monte Carlo – che ha intonato insieme agli altri la canzone. Il gruppetto ha anche uno striscione con la scritta ‘Bella Ciao c’e«, alcuni di loro, soprattutto le donne, hanno in mano un fiore che viene alzato con la strofa »e questo è il fiore del partigiano«. L’iniziativa era stata lanciata sul web e sui social network dopo che il cda della Rai aveva bocciato l’ipotesi di far cantare Bella ciao e Giovinezza sul palco dell’Ariston in occasione di questa serata.

fonte:leggo           scelto da michele de lucia

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