Bit, 80mila euro investiti dalla Provincia…ma la Costiera Amalfitana non c´è!

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Ottantamila euro, questa la somma stanziata dall’amministrazione provinciale di Salerno per la partecipazione alla Bit di Milano. Ottantamila euro, così come si legge in una delibera di giunta provinciale, ma senza le bellezze e le tipicità più rappresentative del territorio salernitano. C’è Cava de’ Tirreni, ci sono due società partecipate, c’è Celle di Bulgheria ma non ci sono le coste di Salerno, quella Amalfitana e quella Cilentana. E l’assenza – evidenziata anche da queste colonne – non è passata inosservata ad amministratori comunali e addetti ai lavori. Perché la vetrina di Milano è una delle più importanti a livello nazionale ed internazionale ed escludere gli oggetti più preziosi è praticamente assurdo. Se si aggiungono poi le difficoltà oggettive che vivono, sotto il profilo economico, le amministrazioni comunali, l’occasione è davvero persa. «Che dire, sono sconcertato», afferma il sindaco di Maiori, Antonio Della Pietra. «Ho appreso – prosegue il primo cittadino del centro costiero – che l’amministrazione provinciale partecipa alla Bit, importante appuntamento per la promozione turistica del nostro territorio e non sceglie di promuovere la Costa d’Amalfi, che è senza dubbio, un importante biglietto da visita per l’intero territorio salernitano». «Questo è il momento di reagire e di far sentire la nostra voce», incalza Andrea Cretella, coordinatore di Cittadinanza Attiva “Costa d’Amalfi” che in rappresentanza degli ottocento iscritti circa dell’assemblea territoriale, “ringrazia” (ironicamente) il presidente Cirielli. «E’ una mortificazione per un territorio come quello della Costiera Amalfitana – prosegue Cretella – un ente, come quello della Provincia, non può escludere una realtà così importante e nota. Questo deve far riflettere agli stessi sindaci della Costa ma anche a tutto il comparto commerciale e turistico. Purtroppo la Costiera Amalfitana non ha nessun rappresentante a livello provinciale e a livello regionale, nonchè devo constatare, ahimè, che non c’è una opposizione così attenta verso i numerosi problemi che sottoponiamo, Bit compresa». La protesta arriva anche da Cetara, con l’ex presidente della Pro Loco, Antonio Francese: «Non si può escludere una località come Cetara famosa nel mondo per la pesca del tonno e per la colatura di alici. Oltre ad esser un prodotto agro alimentare la colatura di alici salate ha anche un valore storico. Le origini di questo prodotto gastronomico risalgono ai Romani, che producevano una salsa molto simile alla colatura odierna, chiamata garum. La ricetta venne poi in qualche modo recuperata nel Medioevo da parte dei gruppi monastici presenti in Costiera, i quali ad agosto erano soliti conservare sotto sale le alici in botti di legno con le doghe scollate e poste in mezzo a due travi, dette mbuosti; sotto l’azione del sale, le alici perdevano liquidi che fuoriuscivano tra le fessure delle botti. Il procedimento

si diffuse successivamente tra la popolazione della costa, che la perfezionò con l’utilizzo di cappucci di lana per filtrare la salamoia. Mentre per quanto concerne la pesca del tonno ha ribadito come Cetara , con le sue imbarcazioni detiene il 70% della `quota tonno´ nazionale e rappresenta la realtà più importante del Mediterraneo».

 Andrea Pellegrino

 

tratto dal giornale quotidiano “ROMA” del 17 febbraio 2011