FOGNA A MARE IN PENISOLA SORRENTINA, VICO EQUENSE CHIEDE I DANNI

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La Giunta di Gennaro Cinque chiederà i danni per lo sversamento fognario a Punta Gradelle il sito di Vico Equense che dovrebbe ospitare gli impianti fognari di tutta la penisola sorrentina da Sorrento a Sant’Agnello e Meta. L’elenco degli argomenti da discutere nella seduta di consiglio comunale, prevista per venerdì 11 febbraio scorso è stato integrato con un ordine del giorno: “Gestione acque reflue – Punta Gradelle”. Ed il consiglio ha dato incarico alla Giunta di agire peril risarcimento danni . “E’ una questione complessa dove si deve capire chi è responsabile – dice il consigliere Giuseppe Guida -, il danno è stato enorme sia di immagine perchè siamo finiti su tutti i giornali e televisioni ma anche e sopratutto all’ambiente. Il punto da capire è se si tratta di un fenomeno continuato come dicono gli ambientalisti o un guasto episodico. In ogni caso è giusto agire per tutelarsi e tutelare la cittadinanza”

«Lo sversamento che si è verificato – ha spiegato in una nota la Gori, la società che gestisce il ciclo delle acque in Costiera – è stato causato da un’ostruzione del canale fognario in galleria, provocata dai lavori commissariali in corso per la costruzione del depuratore di punta Gradelle. L’ostruzione è stata prontamente rimossa dalla Gori, che intanto ha inviato alla struttura del Commissariato Tutela Acque della Regione Campania una richiesta di sopralluogo congiunto nel cantiere, al fine di verificare quali siano state le cause dell’incidente». La denuncia partita dai volontari del Wwf della penisola sorrentina, che hanno filmato una cascata di liquido fognario riversarsi direttamente in mare, ha fatto il giro dei quotidiani e delle Tv. L’episodio non è certo il primo e avvistamenti di rifiuti, solidi e liquidi, maleodoranti al largo di punta Gradelle sono il filo conduttore delle ultime estati in Costiera. «Ma quel che è accaduto l’altro giorno – insiste il Wwf – si ripete spesso e con le stesse identiche modalità. Alla magistratura e alle forze dell’ordine chiediamo di continuare ad indagare sugli impianti e sugli scarichi fuorilegge della turistica Terra delle Sirene perché si fermino tutti i colpevoli di un disastro ambientale di una portata non più tollerabile».