Donne, manifestazioni in 230 città. E mo´ bast!, l´urlo delle 100mila a Napoli /Video

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NAPOLI – “Dimissioni” e “Vergogna”. Sono i due slogan maggiormente scanditi nel corso della manifestazione ‘Se non ora quando?’ che ha attraversato le strade di Napoli da Piazza Matteotti e si e’ concluso a Piazza Dante. Gremite le due piazze, con tantissime persone che sono sfilate per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi. Ma non solo Napoli: sono 230 le città in Italia e all’estero, finanche in Giappone, ad aver aderito all’iniziativa organizzata dal comitato “Se non ora quando”. Qui Napoli. «Siamo 100mila, tutte non a disposizione di Berlusconi», dice Elena Coccia, una degli organizzatori, dal palco. «Secondo la questura eravamo 40mila», dice Teresa Potenza, della Camera del lavoro di Napoli, «abbiamo organizzato questa grande piazza dal niente, senza strumenti e senza nulla. Questo significa che c’è una forte voglia di dissenso. Prendiamo l’impegno di proseguire in questo dialogo di donne»«. Una piazza piena di donne giovani, studentesse, pensionate ma con anche tanti uomini e bambini. Dal palco è stato letto anche un messaggio della leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha parlato della manifestazione dicendo «queste sono le donne vere». In piazza, in forma privata, anche il sindaco Rosa Russo Iervolino e diversi assessori della sua giunta, e poi Teresa Armato, Valeria Valente, Angela Cortese. Gli organizzatori rivendicano anche l’indipendenza dalla sinistra, assicurando «che non ha strumentalizzato questa manifestazione». Tra le tante sigle aderenti, hanno raccolto applausi quella delle “Mamme vulcaniche” che hanno lottato contro la discarica a Terzigno, e quello degli “Artisti operai”. Qui Roma. In una piazza del Popolo gremita le donne rivendicano la loro dignità. Dalla folla sotto al palco si è levato un urlo verso il premier: «Dimettiti». Tanti i cartelli: su uno si legge «Ex-cavaliere, qui!». Su un altro «Ci ruba soldi cultura e dignità». A dare il segnale di inizio dal palco di piazza del Popolo a Roma, l’attrice Isabella Ragonese, con il “flash mob” e lo slogan urlato dalla piazza «Se non ora quando?» con la risposta «Adesso!» da parte dei manifestanti assiepati sulla terrazza del Pincio. Poi gli interventi di Cristina Comencini, la deputata finiana Giulia Bongiorno, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, la presidente della Regione Umbria Katiuscia Marini, le attrici Lunetta Savino e Angela Finocchiaro. Un gruppo di manifestanti, sembra oltre un migliaio, che si era staccato dalla manifestazione in corso a Piazza del Popolo hanno invaso la piazza di Montecitorio, scavalcando le transenne e sono giunte davanti alla porta della Camera. «È una manifestazione importante di protesta civile, è un importante sentimento che emerge, è la dignità che esplode. Ma poi bisogna proseguire». Lo ha detto la senatrice del Pd, Livia Turco, arrivando alla manifestazione di piazza del Popolo, ‘Se non ora quandò. Turco ha sottolineato di partecipare all’evento in quanto donna, «è un momento liberatorio. Poi c’è anche il Pd, ma prima di tutto sono qui come donna». Turco ha quindi aggiunto di essere «una veterana delle manifestazioni per i diritti delle donne». E la manifestazione di oggi si spiega a causa «di una pesante cappa. Il presidente del Consiglio deve governare, ma invece di farlo fa queste cose. Poi uno si ribella». Commentando infine la partecipazione degli uomini, la senatrice afferma che è importante «perchè questa rappresentazione delle donne è umiliante ed è umiliante che gli uomini si comportino in questo modo». Qui Milano. Tra i 230 appuntamenti italiani (in ognuna delle principali città partecipano migliaia di donne), si segnala per singolarità quello milanese, dove, in Piazza Castello, su un grosso filo da bucato tutte le donne possono appendere pensieri, storie, poesie e immagini. Questa è una manifestazione aperta per le donne e con le donne, e Berlusconi è dentro i nostri cuori, nel senso che ce li sballa». Con queste parole il premio Nobel Dario Fo ha strappato il fragoroso applauso delle migliaia di persone raccolte in piazza Castello per la manifestazione ‘Se non ora, quando?’ organizzata per difendere la dignità delle donne dopo il caso Ruby. Fo ha voluto sottolineare il carattere intimamente politico di una iniziativa che punta chiaramente il dito contro il capo del governo. «Io non capisco – ha detto – chi dice che non gli interessa se ci sia o non ci sia Berlusconi: coglione!». Dario Fo ha letto in questa manifestazione, che coinvolge tante città italiane, il riscatto storico delle donne. «Sono fortemente impressionato da quello che succede oggi – ha aggiunto il premio Nobel -, è impressionante vedere che le donne ora determinano la maggioranza. Era ora». Prima di Dario Fo, sul palco è salita anche la moglie, Franca Rame, a sua volta accolta da un caloroso applauso. Franca Rame ha letto un brano di Giuseppe Cederna, scatenando la folla in piazza al grido di ‘vergogna, vergognà. «Mi vergogno di non riuscire a pensare al mio Paese senza vergogna», ha detto tra gli applausi la moglie di Dario Fo. Qui Catania. A Catania un migliaio di donne hanno partecipato alla manifestazione ‘Se non ora quando?’. L’iniziativa dei promotori, come si legge in una nota, «è contro le politiche del governo, i comportamenti del presidente del Consiglio e per dire basta al degrado morale, alla deriva politica e alla disgregazione sociale a cui assistiamo da troppo tempo». Il corteo ha sfilato lungo la via Etnea, partendo dalla Villa Bellini sino in piazza università. All’iniziativa, oltre alla Cgil, hanno aderito diverse associazioni quali Città Insieme, Dance Attach. Open Mind, Rete Catanese Antirazzista, Arci, Popolo Viola e Comunità Santi Pietro e Paolo. Alla mobilitazione catanese hanno preso parte anche diversi esponenti del Pd, come il senatore Enzo Bianco, dell’Idv, dei comunisti italiani come Orazio Licandro, Sel, Rifondazione comunista e Movimento 5 stelle. Posizione contraria all’iniziativa è stata espressa dalle donne dei partiti del centrodestra etneo. Si è trattato, hanno dichiarato in una nota, di una «strumentalizzazione politica. La dignità delle donne non ha bisogno di essere difesa perchè è connaturata alla propria indole». Qui Perugia. La città che ieri aveva dato il via alle proteste di piazza per la dignità della donna «Se non ora quando» – ha partecipato oggi all’iniziativa con un «flash mob» ed una catena umana con un migliaio di persone. Dalle 16,30 circa di oggi moltissime donne, soprattutto giovani e giovanissime hanno dato vita ad un sit-in e poi ad una manifestazione lungo corso Vannucci, percorso da diverse centinaia di persone che, tenendosi per mano, hanno raggiunto piazza IV Novembre e sono tornate indietro fino a piazza della Repubblica. Tra gli slogan scanditi dai manifestanti, «Dimissioni, dimissioni, dimissioni» e «’Dignità, dignità», dignita«. Le donne presenti avevano al collo un cartello con indicata la professione: operaia, impiegata, commessa ed altre. A Perugia, il comitato locale »Se non ora quando?« aveva organizzato già ieri pomeriggio una iniziativa nel centro storico di Perugia, dove alcune centinaia di persone avevano formato una catena umana lungo corso Vannucci. Oggi, flash mob e manifestazioni sono stati promossi anche in altre città dell’Umbria. Qui Salerno. Un migliaio di persone (3 mila secondo gli organizzatori) ha manifestato a Salerno da Piazza Ferrovia fino a Piazza Portanova nell’ ambito della manifestazione «per la dignità della donna» indetta dal Comitato «Se non ora, quando?», con la partecipazione della Cgil, del Pd, dell’ Udi e di altre organizzazioni femministe del «Coordinamento donne Salerno». «Il nostro impegno – ha detto Mimma Virtuoso, del Coordinamento – non si fermerà qui. Nessuna bandiera, ma solo la voglia comune di esprime il nostro disappunto per quello che sta capitando nel nostro Paese». «Diversamente dal passato – ha detto una professoressa salernitana – questa volta gli uomini non solo sono stati invitati, ma ci hanno anche sostenuto. Abbiamo organizzato il tutto in pochi giorni, con un tam tam di telefonate, e-mail ed inviti su Facebook». In prima fila tra i manifestanti Bruno Troffa con un fotomontaggio che ritrae il premier Berlusconi arrestato dalla polizia e la scritta «I have a dream». Andrea, da Vietri sul Mare, è con la figlia Sara, di quasi 9 anni, «perchè – dice – è giusto che sin da piccola capisca cosa significhi dover lottare per i propri diritti e la propria dignità». Dello stesso avviso anche Melania Izzo e Biagio Marinelli che hanno portato anche le piccole Letizia e Lavinia, di 4 e 2 anni. «A noi non interessa – ha detto Pina Mossuto dell’ associazione “SpazioDonna” – che cosa fa Berlusconi nelle sue camere da letto. Non siamo così moraliste. Semplicemente non vogliamo quelle donne né alla Regione, né al Parlamento. Noi non siamo le maitresse del Premier». Presenti la presidente di SpazioDonna, Vilma Tabano, l’attrice Antonella Parisi »contro il Governo anche per i tagli alla cultura«, le associazioni »Linea Amica« di Eboli e Battipaglia, »La tua idea« di Bellizzi, il gruppo di lettura »Eva e le altre«, l’Usb di Salerno ed esponenti politici, come gli assessori comunali Alfonso Buonaiuto, Ermanno Guerra ed il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa che ha sottolineato: »Penso che si debba riscoprire la necessit… di indignarsi. Sono scesa in campo per difendere la dignit… della politica, perchŠ io mi sento onorata di essere in politica, ma non in questa politica che non mi appartiene«. Slogan e canti per tutta la mattinata, ma su tutti »Bella Ciao«, che hanno cantato uomini, donne e bambini. Ma c’erano anche i fedeli animali degli uomini, i cani, che i loro padroni hanno »vestito« per l’occasione, come Perla, esemplare di Spinone Italiano, avvolto in una specie di manifesto con scritto »Minorenne – nipote di Muba-Rex«, o la dolcissima Zoe che faceva capolina tra la folla con il suo fiocchetto rosa e al posto del collare un piccolo cartello con la scritta »Basta«. Per San Valentino, comunque, le donne del corteo hanno le idee ben chiare. Niente brillanti, borse firmate o vestiti all’ultima moda. Hanno espresso, tutte, un unico desiderio: «Vogliamo solo che Berlusconi vada via». La manifestazione si è conclusa in Piazza Portanova con un flash mob. Qualche secondo di silenzio, tutti quasi immobili, e alla fine un urlo collettivo «Se non ora quando? Adesso». Qui Udine. Sono tornate oggi a suonare, in piazza Matteotti a Udine, centinaia di sveglie in occasione della manifestazione «Se non ora quando?» per la dignità della donna. Le promotrici dell’incontro udinese hanno ripetuto così l’azione dimostrativa del 29 gennaio scorso, nello stesso luogo ma in contemporanea con le altre piazze italiane, per «dare la sveglia» ai cittadini. Nessun simbolo di partito tra la folla di manifestanti, ma numerosi rappresentanti di associazioni, sigle sindacali e forze politiche di centrosinistra. Sugli striscioni e sui cartelli, scritte come «Libere indignate orgogliose», «Dignità, democrazia e dimissioni», «Donna non oggetto ma soggetto». Alla manifestazione ha portato il saluto anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, accompagnato dalla Giunta comunale al completo. «Vi ringrazio per essere qui a far sentire la vostra voce – ha detto il primo cittadino – e sono orgoglioso che siate scese in piazza in questa città».

Fonte Il Mattino

scelto da Michele Pappacoda

Domenica 13 Febbraio 2011 – 14:01