GEMELLINE, INDIZI SU NAVE BASTIA-TOLONE -FOTO/VIDEO

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MARSIGLIA – Sarebbe stata smentita la voce riguardante un presunto nastro registrato da Matthias Schepp e inviato all’ex moglie Irina, riguardo alla scomparsa delle loro figlie Alessia e Livia. La polizia cantonale svizzera ha smentito la circostanza, che pure era circolata ed era stata ripresa in alcune ricostruzioni. Al momento, inoltre, non ci sarebbero elementi per ritenere che vi siano altre lettere in arrivo. I cani avrebbero invece fiutato la presenza di Schepp sul traghetto da Bastia a Tolone, salpato alle 15.40 del 1 febbraio. Al vaglio degli investigatori ci sono i nastri registrati dalle telecamere della nave.

Sebbene il filo di speranza legato al ritrovamento delle due bambine sia sempre più sottile, gli investigatori sottolineano come l’ultima, drammatica lettera nella quale Schepp annuncia la morte delle figlie, non ha intaccato l’attività investigativa, che prosegue. La lettera, che non contiene indicazioni per il ritrovamento dei corpi delle due bambine, secondo un’ipotesi investigativa, potrebbe essere solo un ulteriore gesto calcolato dall’uomo, in un percorso a ostacoli che potrebbe non ancora essersi concluso. L’ultima lettera di Matthias Schepp, si apprende, sarebbe arrivata insieme a quella contenente il denaro inviato dall’uomo alla ex moglie, ma è stata resa pubblica solo in un secondo momento.

Sulla pagina Facebook dedicata alle ricerche delle gemelline, si legge che “La madre delle gemelle si batte per trovare le piste nei luoghi dove potrebbero essere le sue figlie. Ricostruice nella sua mente i luoghi dove è andata duranti i suoi viaggi in famiglia. Irina farà un communicato stampa per indicare tutti luoghi visitati e amati“.

NESSUN RISCONTRO AD ASCOLI Secondo la Squadra Mobile di Ascoli, diretta da Maurilio Grasso, non vi sarebbero, al momento, riscontri sulla presenza di Matthias Schepp e delle due gemelline in città, nella fattispecie in un’area di servizio lungo al Via Piceno Aprutina, dove il gestore del bar avrebbe riconosciuto lo scorso 2 febbraio l’ingegnere suicida. Il barista, e un altro testimone, hanno fatto ieri una segnalazione ai carabinieri, e tra i militari e la Squadra Mobile, che si è occupata fin dall’inizio delle ricerche nell’Ascolano, c’è stato un passaggio di informazioni. Secondo la polizia, vi sarebbero discrepanze nella descrizione di Schepp fornita dai testimoni. E ad oggi, in ogni caso, non sono stati raccolti elementi utili per ricostruire un possibile passaggio di Schepp in questa zona. Tuttavia, anche l’Ascolano aveva per l’ingegnere un richiamo sentimentale, come altre tappe del suo folle viaggio, in quanto di Ascoli è originaria la famiglia della moglie Irina e sembra che proprio nella città marchigiana i due si fossero sposati. Nei giorni scorsi la polizia aveva battuto a tappeto non solo le abitazioni dei Lucidi (una casa ad Ascoli e un fabbricato del Quattrocento ristrutturato a Cerreto di Venarotta) ,a anche le aree circostanti, senza esito.

MACINAGGIO, RICERCHE NEI POZZI Matthias Schepp avrebbe potuto avere un «amico con una barca qui a Macinaggio, non lo escludo». Lo ha detto il sindaco di Macinaggio Patrice Quilici stamani. «La polizia ieri ha cercato tutto il giorno, anche nei pozzi di Santa Maria, ma non hanno trovato nulla». Non è escluso che Mathias abbia gettato i corpi delle figlie in questo mare, uno dei più belli della Corsica, un ambiente «protetto» e soprattutto «sicuro» visto che non c’è necessità di alcun dragaggio e per molto tempo non ci sono immersioni subacquee. Si pensa dunque ad un’imbarcazione. «Di un’imbarcazione di proprietà di Schepp – ha detto il sindaco – non c’è traccia in Capitaneria e nemmeno a nome della moglie ma non escludo che lui abbia avuto qui degli amici. Io personalmente non l’ho visto ma so che quel giorno, l’1 febbraio, alcuni cittadini hanno notato un’Audi nera parcheggiata davanti alla Capitaneria, forse con targa svizzera ma non ricordano di quale cantone». Il sindaco ha confermato anche ricerche all’interno di una cappella vicino al sentiero dei Doganieri.

fonte:leggo                         scelto da michele de lucia