SCARICHI FOGNARI A CIELO APERTO NEL MARE DELLA PENISOLA SORRENTINA UN NUOVO VIDEO DEL WWF

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A seguito dell’enorme clamore mediatico della fogna sversata a mare e denunciata dal WWF Penisola Sorrentina, è apparso un nuovo video (visibile sul sito www.wwfpenisolasorrentina.org) girato da un cittadino con un telefonino nel luglio del 2010, a testimoniare come analoga situazione (fogna a mare a cielo aperto) si fosse già verificata l’estate scorsa nello stesso punto e con le stesse modalità!!! Con nota inviata al Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, al Comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e al Capitano della Compagnia Carabinieri di Sorrento, il WWF è tornato sulla vicenda del 05.02.11, quando appena pochi metri dietro la spiaggia di Alimuri, sul versante ad est della baia di Sorrento, allertato da una segnalazione pervenuta alla Segreteria SOS Ambiente, denunciò una vera e propria cascata di fogna a cielo aperto che finiva direttamente in mare, documentando con foto e video, diffusi dai mass-media a livello nazionale, un mare di colore marrone e vaste chiazze schiumose e maleodoranti, con scaglie di sostanze in sospensione e alghe verdi che ricoprivano gli scogli, a testimonianza dell’eutrofizzazione provocata da un apporto (continuo!!!) di nutritivi, nitrati e fosfati, contenuti negli scarichi fognari. L’intervento delle forze dell’ordine, sopraggiunte da terra e da mare, consentì ancora una volta di accertare come le acque fognarie, anzicchè immettersi nella condotta sottomarina in gestione della GORI, tracimando, finissero direttamente a mare, inquinando l’intera baia. La versione data dalla società Gori, appresa a mezzo stampa, fu che “a provocare l’occlusione siano stati i lavori commissariali in corso per la costruzione del depuratore di Punta Gratelle”, quindi vere e proprie masserizie finite in condotta. “La cosa più sconcertante – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – è che abbiamo il serio dubbio che nessun piano di sicurezza fosse stato predisposto all’interno della galleria dove passa la condotta fognaria…come invece richiesto dalla legge 152/06. Chi è in che modo avrebbe dovuto avvisare l’ente responsabile di eventuali guasti e/o imprevisti???È mai possibile che bisogna aspettare che passi un turista da mare per accorgersi che tonnellate di liquami inquinanti si stanno riversando a cielo aperto nel nostro mare???Il nuovo video giunto al WWF in questi giorni dimostra che analoghi “incidenti” alle condotte fognarie non appaiono affatto sporadici o “imprevisti”come si vorrebbe far credere. E mentre si rimbalzano le responsabilità tra vari enti nessuno, ad una settimana dall’evento, ha ancora predisposto un piano di messa in sicurezza e di bonifica del sito inquinato…è pazzesco!!! Giorni fa abbiamo visto dei sub che ignari di tutto continuavano a pescare tranquillamente proprio all’interno dell’area contaminata…e dove crediate che finisca quel pescato???nelle pescherie locali e sulle nostre tavole!!! Abbiamo denunciato i fatti a chi di competenza nella speranza di riuscire ad impedire il perpetrarsi di tale continuo e ripetuto stato di minaccia all’ecosistema-mare e alla salute stessa dei cittadini della penisola sorrentina, che rischia di vedersi compromettere assieme all’integrità del prezioso tesoro paesaggistico-ambientale, anche lo stesso sistema produttivo legato al turismo.” Di seguito stralcio della nota WWF: (…) La fuoriuscita dei liquami, a cielo aperto e sotto costa, ha provocato una grave e palese alterazione morfologica delle acque marine ed un conseguente danneggiamento paesaggistico – ambientale. Il danno ambientale arrecato all’ecosistema alla filiera ittica nonché alla salute umana in senso generale (direttamente e indirettamente) è incalcolabile e, nonostante il clamore dell’estate trascorsa e lo scandalo di questi giorni sulla vicenda percolato, l’attenzione al problema dell’inquinamento del mare, proprio da parte di chi dovrebbe gestire la depurazione delle acque e tutelare la salute dei bagnanti, appare veramente bassa. Si tiene a precisare che un evento occasionale dovuto a guasto tecnico o incidente può essere e deve essere prevedibile in considerazione dei motivi sopra espressi. Una semplice video-sorveglianza, ad esempio, sarebbe bastata ad allertare in tempo reale gli addetti evitando la tracimazione e l’evidente danno; ciò non è una proposta etico-morale ma un obbligo previsto dal d.l.gs 152/06, volendo nel merito circoscrivere opere e sistemi come perno della messa in sicurezza preventiva (leggi: “potenziale” – art.240 lettera d) di cui alle definizioni del testo unico ambientale 152/06. Inoltre c’è anche da puntualizzare che i suddetti sistemi di prevenzione attivi e passivi, preventivi e non, oltre ad un rispetto normativo, dovevano essere previsti anche nell’ambito del comune buon senso considerato che incidenti sulla condotta in questione si sono già verificati in passato. La maggior parte dei Comuni della Penisola Sorrentina nonostante basino la loro economia sul turismo estivo legato al mare di fatto non possiedono impianti di depurazione. Se si escludono i piccoli impianti di Massa Lubrense e Marina Grande a Sorrento, sottodimensionati e spesso malfunzionanti, esiste attualmente una unica grande condotta consortile che conduce i liquami di tutti i Comuni. Una condotta che almeno nell’agosto 2007, scoprì la Procura di Torre Annunziata, veniva usata da una ditta locale di trattamento di rifiuti speciali e fanghi di depurazione, appaltatrice del servizio di smaltimento dei fanghi provenienti dai depuratori di Capri, Anacapri e della Penisola, per sbarazzarsi del suo carico di sostanze tossiche allungate con acqua in apposite vasche, direttamente in mare. Volendo andare ancora più indietro si ricordano gli avvisi di garanzia, ad opera della Procura di Torre Annunziata, a seguito dell’inchiesta del P.M. Ferrigno, dopo il ritrovamento di metalli pesanti (già TABELLA V allegato 5 d.l.gs 152/99 e integralmente trascritto nel d.l.gs 152/06) all’uscita della condotta consortile di Punta Gradelle. Anche questo episodio crea un precedente significativo ai fini del potenziale pericolo dei liquami storicamente accertato. E se volessimo rispettare alla lettera i dettami e le intenzioni palesi del legislatore si dovrebbero tutelare non solo gli inquinamenti visibili ma anche quelli potenziali messi di fatto sullo stesso piano (vedi definizioni “concetto di potenziale inquinamento” art .240 lettera d) d.l.gs n.152/06) In sintesi negli ultimi 10 anni sono diversi e numerosi gli episodi di inquinamento delle acque marine costiere dell’intera Penisola Sorrentina balzati agli onori delle cronache e prontamente denunciati dai cittadini e dal WWF!!! Tutto ciò lascia intendere una mancanza di reale responsabilità tecnico operativa prima ancora che senso di tutela ambientale a cui comunque le autorità competenti sarebbero preposte. Il WWF in relazione agli ultimi avvenimenti ha chiesto quindi di conoscere se siano state promosse tutte le azioni miranti a stabilire: l’individuazione delle cause dello sversamento; l’accertamento della qualità degli scarichi segnalati ovvero la Tipizzazione dei liquami (codice C.E.R.) per poter valutare l’entità del Danno Ambientale alla Flora e alla Fauna del Sito; la verifica dell’ottemperanza alla Legge 152/06 in relazione alla tutela della Flora e della Fauna del Sito; l’attuazione di tutte le eventuali procedure di Messa in Sicurezza e Bonifica del Sito e dell’area marina e terrestre interessate – previste dall’art. 240 e 242 d.l.gs 152/06 e già individuate ex d.l.gs 22/97 art. 17 – a carico dei soggetti individuati dalla legge, con eventuale ordinanza di interdizione e di tutela finalizzate al contenimento del palese danno ambientale ma anche della salute umana attraverso i biocicli, non ultimo quello ittico-alimentare e balneare; l’individuazione di tutte le responsabilità civili e/o penali anche di carattere omissivo da parte di pubbliche amministrazioni e/o enti gestori. Meta 12.02.2011