Gambino story, 26 febbraio rientro fra mille dubbi

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Comunque vada e qualunque sia l’interpretazione del groviglio di norme dei testi unici e delle varie leggi intervenute nella vicenda, il 26 febbraio prossimo la «Gambino-story» avrà un punto fermo. Il sindaco eletto di Pagani e consigliere regionale del Pdl, dovrebbe tornare a sedersi su entrambe le poltrone. Sulla vicenda però pendono svariate interpretazioni di diritto, sovrapposizioni di leggi diverse, decorrenza di termini e sottili questioni giuridiche. Le sospensioni Alberico Gambino fu sospeso dalla carica di sindaco di Pagani il 27 luglio del 2009 per un periodo di 18 mesi. La sospensione fu adottata con decreto del Prefetto di Salerno in seguito ad una condanna per peculato emessa dal Gup del Tribunale di Nocera Inferiore sul dettato della legge 267/2000. Trattandosi di misura cautelare a tempo determinato ed in attesa di una sentenza definitiva, il Consiglio comunale di Pagani non si sciolse e la giunta continuò ad operare sotto la guida del vice sindaco. Nel frattempo, il 26 febbraio 2010, la Corte di Appello di Salerno confermò la sentenza di primo grado. Successivamente, il 30 marzo 2010, Gambino viene eletto in Consiglio regionale. L’8 maggio 2010 la presidenza del Consiglio dei Ministri accerta la sospensione dalla carica di consigliere regionale di Alberico Gambino sulla base della Legge 55/1990 (riservata ai consiglieri regionali e ai dirigenti delle Asl). Interpretazioni Entrambe le leggi, sulla scorta delle quali Gambino è stato sospeso dalle due cariche, prevedono un periodo di 12 mesi a decorrere dalla sentenza di appello. Gambino quindi, il 26 febbraio 2011, cioè fra quindici giorni, dovrebbe tornare in sella. E qui cominciano le divergenze. Gambino rientra soltanto come sindaco di Pagani o anche come consigliere regionale? La gran parte degli amministrativisti propende per il rientro in entrambe le cariche contando i dodici mesi dalla sentenza di appello. Ma c’è anche chi conta i dodici mesi dalla data di proclamazione di consigliere eletto in consiglio regionale. In questo caso il rientro si sposterebbe a fine aprile 2011. Ed ancora, c’è chi legge letteralmente il comma della legge: «…ulteriori dodici mesi» ipotizzando che alla prima sospensione se ne possa aggiungere un’altra per effetto della sentenza di appello. Insomma nessuno si sbilancia in una materia dove anche i più affermati esperti di diritto amministrativo sollevano dubbi e perplessità. Le certezze Unico dato certo è che il Consiglio Comunale di Pagani non si scioglierebbe con le dimissioni dell’attuale facente funzioni Salvatore Bottone. Gambino, pur se sospeso, resta il sindaco eletto e solo le sue dimissioni farebbero scattare il commissariamento. Sul piano regionale, invece, Gambino è stato proclamato eletto in Consiglio regionale, ma il Consiglio stesso non ne ha mai convalidato l’elezione perchè la sospensione intervenne prima della seduta del parlamentino regionale che doveva convalidare gli eletti. L’incompatibilità Alberico Gambino, dal 26 febbraio prossimo, quando tornerà a tutti gli effetti sindaco di Pagani, diventerà di fatto, anche incompatibile con la carica di consigliere regionale. Esistono ancora i termini per l’opzione fra le due cariche o il Consiglio comunale dovrà dichiararlo decaduto? E qui si apre un’altra difficile questione interpretativa. Gli scenari Gambino potrebbe decidere il da farsi sulla base dei nuovi scenari. Se opterà per restare in Consiglio Regionale, dimettendosi provocherebbe lo scioglimento del Consiglio comunale e l’arrivo di un commissario. Se si farà dichiarare decaduto dal Consiglio Comunale a proseguire l’azione amministrativa sarà il vice sindaco che lo stesso Gambino potrebbe nominare subito dopo il suo ritorno sulla poltrona di primo cittadino. Una ipotesi che forse è quella che davvero solletica Gambino che gli permetterebbe, di fatto, di controllare per un altro anno la vita amministrativa di Pagani suo feudo elettorale.

Domenico Barbati Il Mattino di Napoli

Scelto da Michele Pappacoda

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