PREMIER VERSO I PROCESSI. GHEDINI: "I GIUDICI VIOLANO LA COSTITUZIONE" -FOTO/VIDEO

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 MILANO –  La riserva è stata sciolta. La Procura di Milano domani, come è stato annunciato, chiederà il processo con rito immediato nei confronti di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile e non, come era stato dato quasi per certo nei giorni scorsi, solo per il primo reato contestato. Un atto, questo, che per la difesa del Presidente del Consiglio «viola la Costituzione», in quanto, come è sempre stato sostenuto, il titolare delle indagini è il Tribunale dei Ministri. Dopo l’ultima riunione di questo pomeriggio il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, i suoi aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano hanno messo un punto fermo e hanno deciso come procedere nell’inchiesta sui presunti festini a luci rosse ad Arcore che vede tra le protagoniste Ruby, la giovane marocchina diciottenne dallo scorso primo novembre e per ora unica ‘parte offesà. I pm, «in vista delle ulteriori determinazioni relative all’esercizio dell’azione penale», recita una nota tecnica di Bruti Liberati, hanno creato un fascicolo autonomo per il capo del Governo dopo aver stralciato la sua posizione dall’inchiesta principale nella quale sono indagati, ma per induzione e sfruttamento della prostituzione di ragazze maggiorenni e di Ruby, il consigliere regionale Nicole Minetti, l’agente dei vip Lele Mora, il direttore del TG4 Emilio Fede e almeno altre tre persone.

Il fatto che nel nuovo e «autonomo fascicolo processuale», il numero 5657/2011, siano ipotizzati a carico del premier entrambi i reati, fa concludere che al gip Cristina Di Censo verrà inoltrata una richiesta di processo immediato, cioè saltando l’udienza preliminare, senza separare i due reati che sono in stretta connessione e senza modificare il capo di imputazione relativo alla prostituzione minorile che al momento vedrà come parte lesa solo la giovane Ruby e non, come era stato ipotizzato, anche Irisi Berardi, un’altra ex minorenne su cui sono in corso accertamenti. Secondo l’accusa, infatti, Berlusconi, la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, avrebbe esercitato pressioni sui funzionari della Questura per ottenere l’affidamento di Ruby alla Minetti con lo scopo di occultare i suoi presunti rapporti con la ragazza marocchina e per «assicurarsi» l’impunità, oltre che tentare di non far venire a galla «altri fatti», per i quali non è indagato, ma «suscettibili di arrecare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico». Gli inquirenti, sul controverso ‘nodò giuridico della separazione o meno dei reati, si sono confrontati a lungo: tra i due orientamenti fino a ieri sembrava prevalere quello di scindere il reato di prostituzione minorile dalla concussione e procedere con la citazione diretta a giudizio per il primo (dopo la chiusura delle indagini) e con il rito immediato per il secondo. Tutto ciò in previsione di una riunificazione dei procedimenti in sede di dibattimento. Ora, se i pm volessero di nuovo cambiare idea e scegliere questa strada , domani mattina dovrebbero separare reati e il procedimento in due ‘tronconì. Ipotesi che per gli addetti ai lavori, e vista la nota ufficiale di oggi, è davvero poco probabile. Altra ipotesi circolata negli ambienti giudiziari è la possibilità – anche questa poco probabile – di una ‘ordinarià chiusura delle indagini per poi chiedere al gup il processo per la concussione e disporre direttamente il giudizio per la prostituzione minorile.

Dunque domani, in mattinata, il fascicolo dell’inchiesta e la richiesta di giudizio immediato per il Capo del Governo, salvo ancora colpi di scena, dovrebbero finire sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo che entro cinque giorni ¨ il termine non è perentorio – dovrà decidere su questo capitolo della vicenda giudiziaria di Berlusconi. Vicenda per cui a Milano il prossimo 11 marzo riprenderà davanti ai giudici della decima sezione penale anche il processo ‘Mills’ in cui è imputato di corruzione in atti giudiziari, mentre sono già stati fissati per il 28 febbraio e il 5 marzo la ripresa del dibattimento Mediaset e l’udienza preliminare Mediatrade. 

GLI SMS TOMMASI-BERLUSCONI Dall’inchiesta napoletana su un giro di squillo emergono telefonate ed sms della soubrette Sara Tommasi, tra cui una serie di messaggi via via sempre più incalzanti e dal tono iroso al premier Silvio Berlusconi, tutti rimasti senza risposta. L’ex concorrente dell’Isola dei Famosi sarà convocata dai pm, ma non prima della prossima settimana: e in ogni caso – frena il procuratore capo, Giovandomenico Lepore – «non è detto che ci sia qualcosa collegato alle indagini di Milano». L’inchiesta napoletana è centrata sul vorticoso giro di contatti che Vincenzo Saiello, detto «Bartolo», impresario e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento, ha con alcuni suoi collaboratori e con la soubrette Sara Tommasi. Bartolo e i suoi emissari parlano, ad esempio, di presunte auto della scorta di Berlusconi che sarebbero state viste da due di loro recarsi a prendere la Tommasi a Roma. Una circostanza seccamente smentita da Palazzo Chigi: «Mai nessuna auto del presidente del Consiglio n‚ del suo apparato di sicurezza si Š recata a casa di chicchessia, tanto meno di Sara Tommasi», si legge in una nota, che sottolinea come il premier il 9 settembre scorso (giorno a cui si riferisce l’intercettazione) sia stato impegnato in vari appuntamenti e poi, «alle 16.30» sia decollato per Milano e quindi sia andato «direttamente all’ospedale San Raffaele». La nota del governo parla di quindi di «notizie incontrollate e assurde» fatte circolare «al solo scopo di diffamare» il premier. Nelle intercettazioni, lo stesso Bartolo, che per la sua attività di impresario ha evidentemente diffusi contatti nel mondo dello spettacolo, chiama in una occasione la Tommasi dicendole di trovarsi a casa di Gigi D’Alessio: ma negli atti non c’è nessun altro riferimento al cantante. Il rapporto di Bartolo con la showgirl è conflittuale, spesso la ragazza mostra segni di insofferenza nei confronti dell’uomo. Le indagini sul presunto giro di squillo sono arrivate anche a Casal di Principe, la cittadina feudo del clan dei casalesi: gli investigatori avevano ipotizzato in un primo momento che l’uomo con il quale la Tommasi si era incontrata in un hotel di Giugliano il 30 gennaio fosse un noto latitante, circostanza poi smentita dalle indagini. Nel fascicolo ci sono sedici sms inviati dalla Tommasi a Berlusconi. Il presidente del Consiglio non ha mai risposto. Messaggi anche a Paolo Berlusconi, e un sms al ministro Ignazio La Russa, che in una nota si dice «indignato» sottolineando di non aver mai incontrato la soubrette. Nei messaggini Sara si rivolge al premier con frasi ora affettuose ora irate e offensive, facendo ricorso spesso al linguaggio usato dai ragazzi quando comunicano con i messaggini, come ad esempio il «k» al posto di «ch». Si va dagli auguri di Natale, ad espressioni più intime (‘Amore, ti ho mandato un pensiero da Licia. Spero tu kapisca questa voltà) e non mancano pesanti rimproveri all’indirizzo del presidente del Consiglio (‘Silvio vergognati! Mi hai fatto ammalare, paga i conti dello psicologò). In alcuni sms Sara si lamenta per l’esclusione dal Milan di Ronaldinho – con il quale avrebbe avuto una relazione – sostenendo che anche il premier partecipa ‘a festinì (lo stesso motivo che avrebbe portato all’allontanamento del campione brasiliano). L’informativa contiene anche alcuni sms indirizzati al fratello del premier, Paolo Berlusconi, nonchè la sintesi di una conversazione tra Sara e la segreteria di una clinica privata dopo che lo stesso Paolo Berlusconi le aveva raccomandato di farsi curare segnalandola alla struttura sanitaria. Anche nei confronti di Paolo Berlusconi, la giovane usa espressioni irate in una circostanza. In un altro messaggio Sara Tommasi chiede un incontro al ministro della Difesa Ignazio La Russa ma questi le telefona pochi minuti dopo declinando l’invito. Vittorio Sgarbi ha ricordato oggi di aver fatto viaggiare Sara Tommasi sull’aereo del presidente del Consiglio nel giugno scorso: «Sono stato fidanzato per qualche ora con Sara, e l’ho portata a Venezia, oltre che in Bulgaria, sull’aereo presidenziale. Ma ci tengo a precisare che era con me, non con Berlusconi, che quindi non l’ha pagata». Sgarbi aveva accompagnato il premier nella sua veste di sindaco di Salemi, per l’inaugurazione a Sofia di una statua di Garibaldi. Resta da capire quale peso giudiziario possa avere il materiale investigativo di Napoli rispetto all’inchiesta milanese. Il materiale è all’attenzione dei pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Marco Del gaudio. Il procuratore del capoluogo lombardo, Edmondo Bruti Liberati, sottolinea che i due fascicoli «per ora sono separati: non ne so niente e non ho avuto alcun contatto con i colleghi». Frena anche il procuratore napoletano Lepore: «Da Milano nessuna richiesta. Le nostre indagini devono ancora accertare, non è detto che ci sia qualcosa collegato alle indagini di Milano. Le indagini – dice polemicamente Lepore – le fanno i giornalisti, ci dicono quello che dovremmo fare o che pensiamo. Si sta sbagliando nella cronaca giudiziaria».

LEGALI TOMMASI: “SARA MAI ASCOLTATA DA PM” «La nostra assistita, in vacanza all’estero per un periodo di riposo già programmato, non è mai stata sentita in qualità di persona informata sui fatti da alcuna procura, nè ha ricevuto convocazioni in tal senso per i prossimi giorni»: è quanto reso noto questa sera dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, legali della soubrette, in relazione alle ultime vicende del caso Ruby. «La Tommasi è assolutamente serena – sottolineano i due legali -, si pone a disposizione di qualsiasi autorità in quanto i suoi contatti con tutti i personaggi, anche di origine campana, che affollano questa pruriginosa storia sono avvenuti esclusivamente per motivi professionali, così come potrà essere facilmente provato. Essendo questi i fatti ci troviamo di fronte ad una vicenda ‘montata ad artè al solo e malcelato fine di far lievitare l’ascolto – concludono gli avvocati Gentile e Cozza – di qualche trasmissione e rotocalco».

INTERCETTAZIONI, SARA SU AUTO DELLA SCORTA DEL PREMIER Il 9 settembre 2010 due uomini giungono sotto casa di Sara Tommasi, a Roma, e vedono «due macchine con le guardie del corpo di Berlusconi» che si allontanano con a bordo la soubrette. È uno dei passaggi delle intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta della Dda di Napoli sul giro di squillo di cui avrebbe fatto parte l’ex concorrente dell’Isola dei Famosi. A parlare sono Vincenzo Saiello, detto Bartolo, presunto organizzatore del giro di prostituzione, e due suoi emissari giunti a Roma per un chiarimento con la Tommasi, tali Checco e Giosuè Amirante. I due arrivano sotto casa della soubrette e le chiedono di scendere per parlarle: lo scopo è convincerla a mantenere degli impegni presi con Bartolo. Giosuè: «Guagliò, in vita mia non mi è mai capitato una cosa del genere. Mentre stiamo aspettando giù al palazzo, che scende, ci ha mandato un messaggio ‘Giosuè, adesso scendò, è arrivata… due macchine… con… con le guardie del corpo di Berlusconi. Se la sono venuta a prendere a questa e se la sono portata… guarda… è una cosa incredibile»

INDAGINI ANCHE A CASAL DI PRINCIPE L’incontro che Sara Tommasi ebbe il 30 gennaio in un hotel di Giugliano (Napoli) fu organizzato da Bartolo, l’impresario coinvolto in un presunto giro di prostituzione e contraffazione di banconote, che era stato contattato da due uomini di Casal di Principe, noti alle forze dell’ordine, i quali volevano regalare questa serata con la showgirl a un loro amico. È uno degli elementi che emergono dall’inchiesta della Dda di Napoli sul giro di ‘squillò nel cui ambito sono state effettuate intercettazioni a carico della Tommasi. Gli investigatori in un primo momento hanno creduto che l’uomo cui era stato «regalato» l’incontro con la Tommasi fosse un latitante, quindi hanno compiuto indagini a Casal di Principe verificando che non si trattava di un ricercato. Il prezzo della serata si sarebbe aggirato intorno ai 1.500 euro. Sara Tommasi negli ultimi mesi sarebbe stata a Napoli quattro, cinque volte per appuntamenti artistici; in alcune circostanze Bartolo le avrebbe proposto dei clienti, ricevendo qualche volta risposte positive e in altri casi dei no. Nell’informativa depositata oggi in procura, di una cinquantina di pagine, ci sarebbero una quindicina di sms ed i testi di molte telefonate, in cui Sara Tommasi parla sia di Lele Mora, sia di Fabrizio Corona. C’è un sms al ministro Ignazio La Russa, nel quale lei gli chiede di incontrarlo e lui risponde di essere impegnato e rifiuta. Altri sms risultano inviati anche a Silvio e Paolo Berlusconi, senza risposta. Anche dalle telefonate intercettate risulta quanto la Tommasi ha detto ieri nella trasmissione radiofonica «Un giorno da pecora»: era costantemente preoccupata che qualcuno le somministrasse bevande drogate con sostanze stupefacenti. I messaggini della Tommasi sono scritti in gergo giovanile, con le abbreviazioni tipiche degli sms come l’uso della k al posto di «ch». Spesso in questi brevi testi la giovane si rivolge ai propri interlocutori con l’appellativo ‘amorè. Dalle intercettazioni emergono anche contatti con Fabrizio Del Noce, Massimo Giletti e Gigi D’Alessio. Gli investigatori sono orientati a convocare la Tommasi in procura, ma non prima della prossima settimana. Dall’inchiesta emerge il vorticoso giro di contatti che Vincenzo Saiello, detto «Bartolo», impresario e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento, ha con alcuni suoi collaboratori e con la soubrette Sara Tommasi. Lo stesso Bartolo, che per la sua attività di impresario ha diffusi contatti nel mondo dello spettacolo, in una circostanza avrebbe chiamato la showgirl dicendole di trovarsi a casa di Gigi D’Alessio: negli atti non c’è nessun altro riferimento al cantante.

FINOCCHIARO: “PREMIER PATETICO” Silvio Berlusconi «è ricattabile», ed è anche «patetico», visto che è «un uomo anziano» coinvolto in un giro di prostituzione. Lo ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, intervenendo a Repubblica Tv sul caso Ruby. «Il Presidente del Consiglio – ha detto Finocchiaro – si è ficcato in un grosso guaio: è un uomo ricattabile e la massa delle intercettazione lo dimostra. Finora ha fatto fronte economicamente e con posti nelle istituzioni a questi ricatti. Per altro è anche sfruttato dagli intermediari». La capogruppo Pd al Senato ha posto una domanda: «Può un uomo che ha nelle mani le sorti del Paese, esser un soggetto ricattabile, e che appare su tutti i giornali del mondo e che non ha senso del limite e che è nelle mani di un giro di prostituzione?» «Da una parte – ha aggiunto – tutto questo è patetico, perchè è un uomo anziano. Dall’altro c’è il capitolo inquietante della sua ricattabilità. Come questo non sia considerato di tutta evidenza da parte dei colleghi del Pdl – ha concluso – io questo non lo capisco».

GIALLO SU RUBY IN COMMISSIONE INFANZIA Karima El Mahroug, detta Ruby, ascoltata dalla Commissione Infanzia della Camera? Scoppia un vero e proprio giallo intorno alla presunta richiesta, da parte di Pd e Italia dei Valori, alla presidente Alessandra Mussolini, di ascoltare la ragazza per via dell’indagine sulla prostituzione minorile che sta svolgendo la stessa Commissione. Ruby infatti, secondo l’accusa, sarebbe stata minorenne quando si sarebbero svolti i fatti per i quali è accusato il premier Silvio Berlusconi. «Il gruppo del Pd non ha mai fatto richiesta di audire Ruby in Commissione Infanzia. Le notizie diffuse in questi minuti sono destituite di ogni fondamento», precisa una nota dell’ufficio stampa del Pd a Montecitorio. Da parte del gruppo parlamentare dell’Idv, per ora, nessuna smentita.

DOMANI RICHIESTA DI GIUDIZIO Sarà inoltrata domani, da parte della Procura di Milano, la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi. Lo ha comunicato il procuratore Edmondo Bruti Liberati, parlando dell’inchiesta legata al caso Ruby che vede il premier indagato per concussione e prostituzione minorile. Il procuratore ha spiegato che domani mattina verrà depositata la richiesta di giudizio immediato al Gip per Silvio Berlusconi, indagato per la concussione e prostituzione minorile. Dopo di che verrà diffusa una nota ufficiale, stringata, in cui si renderà noto come la procura ha inteso procedere.
«Le due inchieste per ora sono separate, io non ne so niente e non ho avuto alcun colloquio con i colleghi», ha aggiunto Bruti, spiegando che al momento l’inchiesta sul caso Ruby e quella napoletana con al centro la soubrette Sara Tommasi sono distinte.
«Oggi pomeriggio faremo una riunione conclusiva», per sciogliere il nodo giuridico se inviare la richiesta di giudizio immediato per il premier solo per concussione o anche per la prostituzione minorile, ha detto ancora il procuratore, specificando che «non è stato modificato il capo di imputazione per Berlusconi. Non c’è allo stato una seconda parte lesa». Da quanto si è dunque capito, l’accusa formulata nei confronti del premier di prostituzione minorile riguarda solo Ruby, la giovane marocchina che ancora minorenne avrebbe avuto «atti sessuali» con Berlusconi dietro, secondo la ricostruzione dei pm, una ricompensa in denaro o con altre utilità. Dunque non ci dovrebbe essere la seconda minorenne su cui sono in corso accertamenti, cioè la modella brasiliana Iris Berardi.
Nel pomeriggio il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, insieme ai suoi aggiunti, Ilda Boccassini e Pietro Forno, e il pm Antonio Sangermano, si riuniranno «per mettere a punto» la richiesta di giudizio immediato per il premier e quindi decidere definitivamente se procedere solo per il reato di concussione oppure anche per quello di prostituzione minorile. Come aveva già detto ieri Bruti, la questione «è controversa» e ci sono pochissimi precedenti in un senso o in un altro. Tra i magistrati che si occupano del caso Ruby ci sono due linee diverse, anche se quella di separare i due reati sembra essere quella prevalente.

NEGLI ATTI RUBY NATA NEL ’92 Nelle memorie difensive presentate dai legali del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini alla Giunta per le autorizzazioni per la Camera si legge che Karima El Mahrough, ormai nota come Ruby, è nata in Marocco nel novembre del 1992. «Io sottoscritta Karima El Mahrough – si legge negli atti trasmessi dai legali del premier alla Giunta di Montecitorio – nata a Feki Ben Salah, dichiaro…». «Difficile dunque – si commenta nell’opposizione – pensare ora di cambiare la data di nascita della giovane marocchina per farla credere non minorenne quando frequentava le feste di Arcore».

BRUTI: RUBY MAGGIORENNE? TESI DELLA DIFESA «È la tesi difensiva dell’avvocato Ghedini e se lui ritiene di diffonderla… noi comunque invieremo i verbali e le memorie difensive al Gip». Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, commentando il fatto che, come riportato oggi da ‘Il Giornalè, i difensori del premier avrebbero sollevato la questione che Ruby sia nata non nel ’92, ma nel ’91. Gli avvocati del premier avrebbero fatto riferimento ad un verbale, riportato anche nell’invito a comparire per Nicole Minetti, nella quale la giovane marocchina nel maggio 2009, davanti ai carabinieri per denunciare un borseggio subito, avrebbe detto di essere nata il 1 novembre del ’91 e non il 1 novembre del ’92. «È la tesi difensiva dell’avvocato Ghedini», ha affermato Bruti Liberati, spiegando che comunque il materiale prodotto dalla difesa verrà inviato al Gip assieme alla richiesta di giudizio immediato per il premier.

OGGI IN PROCURA CARTE SULLA TOMMASI Potrebbero arrivare già oggi in Procura l’informativa della squadra mobile e la trascrizione delle intercettazioni che riguardano Sara Tommasi, la showgirl coinvolta in un giro di prostituzione su cui indaga la Dda di Napoli. I pm Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio e l’aggiunto Alessandro Pennasilico intendono esaminare il materiale prima di prendere iniziative. La mossa successiva dovrebbe essere un incontro con i pm di Milano che indagano sul caso Ruby per concordare una comune strategia; quindi potrebbero essere convocate in Procura alcune persone informate dei fatti, tra cui la stessa Tommasi. È invece esclusa al momento la convocazione del fotografo Fabrizio Corona, che in alcune interviste ha affermato che la criminalità napoletana starebbe cercando di vendere fotografie di Berlusconi nudo.

L’INCHIESTA DI NAPOLI Sara Tommasi e i politici. Dalle intercettazioni che si susseguono di giorno in giorno emergono i legami della starlette negli incontri a pagamento del capoluogo partenopeo anche con manager e dirigenti televisivi. Un giro di prostituzione che incontra quello delle feste del premier, che non si limitavano, come è ormai emerso, a Roma, Milano e le varie residenze. Alcuni alberghi di Napoli erano teatro degli incontri. I suddetti legami della Tommasi fanno intravedere soprattutto la strada che porta a Lele Mora e Fabrizio Corona.

I RACCONTI DELLA TOMMASI V. S., conosciuto come «Bartolo» e indagato per un traffico di euro falsi oltre che per induzione alla prostituzione, è l’uomo che si occupa di «gestire» la ragazza in città in cambio di una mediazione di mille euro a volta – come racconta il Corriere della Sera – lui lavora nel settore della pubblicità, ha contatti frequenti con Corona e con lui parla anche dello smercio di soldi falsi. La Tommasi nelle telefonate con Bartolo e con altri amici racconta cosa avviene ad Arcore, parla di «Lele», svela che «lui ci stordisce, ci mette delle cose nei bicchieri». La showgirl fornisce così riscontro a quanto è già contenuto nel fascicolo avviato dai magistrati di Milano: entro un paio di giorni ci sarà un incontro tra i pubblici ministeri delle due città per uno scambio di atti e per la messa a punto di una strategia comune in vista di un interrogatorio della giovane che dovrebbe essere fissato al più presto. Sara Tommasi— che è stata ad Arcore insieme a Ruby in occasione della visita di Vladimir Putin il 25 aprile scorso — inviava sms a Silvio Berlusconi ma nelle trascrizioni non c’è traccia di risposte da parte del capo del governo. L’attrice sembra essere però più insistente con il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, al quale telefona diverse volte. Ma anche con il fratello del premier, l’imprenditore Paolo Berlusconi. Le intercettazioni mostrano i contatti della ragazza con l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli, che alle feste di Arcore era ospite fissa, tanto da essere stata indicata come una delle organizzatrici, anche perché legata alla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. Ma poi l’attrice cerca pure strade per ottenere comparsate in televisione, si rivolge a Fabrizio del Noce e a Massimo Giletti. E a Bartolo chiede di organizzarle appuntamenti in Campania. «Io non voglio più essere nel giro del presidente — confida al telefono a un amico — voglio muovermi autonomamente». Nei prossimi giorni i pubblici ministeri Marco Del Gaudio e Antonello Ardituro interrogheranno la Tommasi come testimone. Ed è possibile che all’incontro partecipi anche un pubblico ministero di Milano. L’ultimo incontro organizzato da Bartolo per la starlette risale a una decina di giorni fa: appuntamento in un hotel alla periferia di Napoli con un guadagno per lui di 1.000 euro. Sono state le intercettazioni a rivelarlo e il riscontro è arrivato dagli accertamenti svolti dalla polizia. Così è scattata per il «mediatore» l’accusa di induzione alla prostituzione. Di questo dovrà parlare la ragazza, ma anche del ruolo di Lele Mora, visto che quanto lei stessa ha raccontato nelle telefonate — e confermato ieri in dichiarazioni a Radio2 — avvalora le contestazioni della Procura di Milano proprio a Mora, sospettato di essere uno dei «reclutatori» delle feste di Arcore insieme al giornalista di Mediaset Emilio Fede e alla consigliera Minetti.
Tra l’altro, in un’intervista a ‘Un giorno da pecora’, la Tommasi commenta “L’Italia è questo, Berlusconi con Arcore, con il lungometraggio di donne e i malavitosi come Corona. E poi si sa che Lele Mora porta le donne a Berlusconi. E poi si sa che in Italia, in questo mondo o in politica o nello spettacolo ci sono sempre giri loschi. Di conseguenza non ci spaventiamo. Quello che mi spaventa è uscire di casa e avere costantemente somministrate sostanze che facciano perdere il controllo sessuale. Anche al supermercato, non solo alle serate. Magari ti danno una pacca sulle spalle e mi sembra che mi diano il viagra con una siringhetta”.

LE SOSTANZE SCIOLTE NEI BICCHIERI
I racconti sulle feste di Berlusconi si intrecciano con quelli di altre serate alle quali la Tommasi partecipa. Quando l’amico le chiede che cosa abbia combinato a Milano Marittima, lei quasi si giustifica: «Non sai mai Lele che cosa ti mette nel bicchiere, però dopo rimani stordita». L’abitudine di sciogliere sostanze nelle bevande era già emersa nell’inchiesta avviata dai magistrati di Bari sul reclutamento di ragazze da parte dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini. Nei colloqui intercettati si raccontava come Eva Cavalli, moglie dello stilista, si sarebbe sentita male mentre era ospite dello stesso Tarantini in Sardegna. Lui tentò di smentire questa circostanza durante uno dei suoi interrogatori: «Non corrisponde al vero — dichiarò — il fatto che io abbia versato lo stupefacente “MD” nel bicchiere di Eva Duringer a sua insaputa. Ammetto di averne parlato con tale Pietrino ma escludo che dal tenore della conversazione possa evincersi una qualsiasi mia eventuale ammissione. Posso aggiungere che scherzosamente la stessa Eva Cavalli mi chiese, qualche tempo dopo, se io le avessi versato qualche sostanza stupefacente nel suo bicchiere. Ma io le risposi che non mi sarei mai permesso di fare un gesto simile».

ASTA APERTA PER LE FOTO COMPROMETTENTI Potrebbe cambiare la posizione di Corona: da testimone a indagato – spiega il Corriere – visto che parlava con Bartolo degli euro falsi da immettere sul mercato e potrebbe essere stato a conoscenza degli appuntamenti organizzati negli alberghi per la Tommasi. Le sue dichiarazioni su «foto di Berlusconi nudo che la malavita sta trattando» non trovano alcuna conferma e vengono interpretate come un tentativo di avvelenare il clima. Si sa invece che il fratello di Roberta, la giovane che per il Capodanno del 2008 trascorse una decina di giorni a Villa Certosa con l’amica Noemi Letizia, avrebbe messo all’asta foto delle due ragazze— all’epoca diciassettenni — in posa con il premier. Le indiscrezioni su immagini compromettenti avrebbero intanto fatto salire le quotazioni. E in ogni caso nessuno può escludere che altre foto siano in giro, custodite dalle stesse ragazze napoletane o dalle aspiranti starlette che erano assidue frequentatrici delle feste del presidente del Consiglio

fonte:leggo                   scelto da michele de lucia