Salernitana. IL NUOVO CORSO GRANATA

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Banale e fuorviante pensare che la ripresa della Salernitana sia coincisa con il cambio di modulo voluto da Breda. C’entrano poco, o relativamente poco, i numeri e la disposizione tattica; c’entrano e tanto, invece, le motivazioni dei singoli, la capacità dimostrata dagli interpreti di interpretare la partita con la testa libera da impedimenti e condizionamenti di sorta. Altro aspetto da non sottovalutare è il calendario. La Salernitana è risalita in classifica sfruttando i benefici di un calendario amico che le ha proposto, nel nuovo anno, in coincidenza con il cambio di rotta, tre delle quattro più modeste formazioni del raggruppamento. Il cambio di modulo ha sicuramente prodotto una migliore tenuta difensiva e su questo non c’è discussione, altro è poi la qualità del gioco espressa dalla Salernitana. Qui c’è ancora tanto da lavorare. E’ di tutta evidenza, come dimostrato dalla gara vinta nettamente a Lumezzane, che la Salernitana, al momento, sia a suo perfetto agio quando, attaccata, può agire di rimessa. Altro è, invece, quando i granata sono costretti a fare la partita come avvenuto contro il Pergocrema; qui emergono tutti i problemi in fase di costruzione del gioco, probabilmente anche i limiti di un organico ricco di uomini ma povero, ad esempio, di esterni capaci di proporsi e difendere con la stessa facilità. C’è, però, da dire che il nuovo sistema di gioco necessita ancora di tanto lavoro per essere perfettamente digerito dagli interpreti; non va, infatti, dimenticato che la Salernitana è praticamente ripartita da zero, avendo cancellato buona parte del lavoro fatto in estate e in avvio di stagione, stravolgendo squadra e modulo. Ed è questo, senza dubbio alcuno, il più importante ed evidente merito di Breda e del gruppo alle sue dipendenze, almeno quella parte di gruppo che ha sposato la causa senza tentennamenti. Giocatori o in scadenza di contratto e che, dunque, considerano quest’avventura di fondamentale importanza per strappare a giugno prossimo un nuovo contratto, o giovani che a Salerno sono solo di passaggio e che approfittano la circostanza favorevole per fare esperienza. Fin dove questo progetto sicuramente frutto del caso e delle circostanze possa arrivare è ancora presto per dirlo indubbiamente, però, la pochezza tecnica del girone se da un lato amplifica il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, dall’altra autorizza a cullare legittime ambizioni.

Marcello Festa tv oggi salerno