RUBY, PM INDAGANO SU IRIS. LEI: "MIA MADRE HA PIANTO"

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MILANO – «Su di me sono state scritte solo cose false, ho scelto dal primo momento di parlare il meno possibile e così intendo continuare». Lo ha detto Iris Berardi all’ANSA, rispondendo ad alcune domande sul suo coinvolgimento nello scandalo Ruby. Berardi è la seconda ragazza, dopo la giovane marocchina, che avrebbe partecipato, non ancora maggiorenne, alle feste di Arcore. «Con voi giornalisti non voglio parlare perchè scrivete solo cose false – ha aggiunto – Alcune le ha lette mia madre e ha anche pianto». «Io so di non aver fatto nulla di male, non sono quella descritta dai giornali – ha detto ancora – Infatti la mia vita non è stata sconvolta da questo scandalo e neppure la mia carriera, infatti continuo a lavorare come sempre». Di origine brasiliane Iris vive da anni a Forlì. ha cominciato a 15 anni frequentare le passerelle, a 17 si è trasferita a Milano, entrando nel giro delle hostess per le Fiere. È una delle ragazze che vivono nella Dimora Olgettina. NIENTE MAGGIORANZA IN UFFICIO PRESIDENZA Silvio Berlusconi non dispone della maggioranza nell’Ufficio di presidenza di Montecitorio, l’organo che potrebbe essere chiamato a deliberare la proposta di conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale sul caso Ruby. Sui 19 membri dell’organo (compreso Fini), infatti, la maggioranza può contare solo su otto voti a fronte dei dieci dell’opposizione. La situazione non cambia neanche se viene eletto un nuovo deputato segretario in rappresentanza del gruppo di Iniziativa responsabile: si passerebbe, infatti, a nove contro dieci a favore dell’opposizione. Non esistono, poi, precedenti di richieste di conflitti di attribuzione respinte dall’ufficio di presidenza e poi comunque votate dall’Aula dove, invece, il presidente del Consiglio ha dimostrato di avere maggioranza, giovedì scorso, sul voto relativo al rinvio degli atti alla procura di Milano. NON OGGI LA RICHIESTA DI RITO IMMEDIATO Il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ha annunciato che non arriverà oggi la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi. La richiesta per l’inchiesta Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione minorile, arriverà probabilmente domani. La richiesta di rito immediato dovrebbe essere inviata al gip solo per quanto riguarda il reato di concussione: i pm titolari del fascicolo si sono riuniti anche questa mattina e stanno ancora lavorando per sistemare le carte e definire la questione giuridica relativa alla separazione dei reati. Quanto all’altra accusa contestata al premier, la prostituzione minorile, dovrebbe riguardare non più solo Ruby ma anche una seconda ragazza e cioè la brasiliana Iris Berardi che, non ancora diciottenne, è stata a casa del premier nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2009, il giorno prima dell’aggressione in piazza del Duomo a Milano. Bruti Liberati si è limitato a dire «stiamo lavorando ed è probabile che slitti» la richiesta di giudizio immediato senza però specificare quando la procura sarà pronta. Al momento, non sono previsti contatti con la procura di Napoli, titolare di un’inchiesta sulla malavita nella quale è spuntato il nome della soubrette Sara Tommasi, ospite ad alcune feste ad Arcore, e di personaggi legati alla criminalità organizzata napoletana. BRUTI: E’ QUESTIONE CONTROVERSA «È nostro interesse chiudere prima possibile anche se non avverrà oggi». Lo ha detto il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati in relazione alla richiesta di giudizio immediato nei confronti del premier Silvio Berlusconi, indagato per il caso Ruby, che verrà inoltrata nei prossimi giorni. Per la procura di Milano tutti i giorni sono utili per inviare al gip la richiesta di giudizio immediato per il premier: l’intenzione è comunque «farlo il prima possibile», nonostante non ci siano scadenze, in quanto Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre scorso, e secondo il codice i pm milanesi per procedere hanno tempo tre mesi. Il motivo, comunque, per cui è slittata la trasmissione della richiesta all’ufficio gip che si pensava fosse oggi sta nel fatto che si deve ancora terminare il lavoro di fotocopiatura delle carte, di stesura degli indici e si deve sciogliere la riserva sulla questione strettamente giuridica se inviare o meno la richiesta per un solo reato o per entrambi. «È una questione controversa e ci sono pochissimi precedenti in un senso o in un altro», ha aggiunto Bruti a proposito della questione «di diritto» relativa alla separazione o meno dei reati nella richiesta di giudizio immediato per il premier. Il procuratore della Repubblica di Milano ha spiegato che «la concorrenza di due riti speciali», che in questo caso sarebbero l’immediato per la concussione e la citazione diretta da parte del pm per la prostituzione minorile, «è un tema inesplorato». Comunque se si dovessero separare i due reati, per uno, la concussione, la richiesta di processo immediato viene inviata al gip; per l’altro, la prostituzione minorile, gli inquirenti chiuderanno le indagini con il deposito degli atti, attenderanno i venti giorni previsti dal codice in cui l’indagato si può far interrogare e rinvieranno direttamente a giudizio davanti al tribunale. «Si tratta di due procedure – ha chiarito Bruti – che hanno incongruenze oggettive», e per questo in procura si sta valutando attentamente la questione. ACCERTAMENTI SU IRIS BERARDI I pm di Milano che indagano sul caso Ruby hanno svolto accertamenti anche sulla presenza di un’altra minorenne, la brasiliana Iris Berardi, presente alle feste di Arcore quando ancora non aveva compiuto 18 anni. Gli accertamenti, a quanto si è appreso, potrebbero portare anche a una nuova contestazione per Silvio Berlusconi, già indagato per prostituzione minorile per i suoi presunti rapporti con Ruby e per concussione. Come già scritto nei giorni scorsi, infatti, gli investigatori avrebbero accertato la presenza della Berardi in due feste ad Arcore, nel maggio del 2009 e nella notte tra il 12 e il 13 dicembre dello stesso anno, quando era ancora minorenne. Inoltre, risulterebbe la sua presenza anche a Villa Certosa nel novembre del 2009. Oggi gli inquirenti hanno ribadito che sul punto sono stati svolti accertamenti e valutazioni e dunque è possibile che ci sia anche una nuova contestazione per il premier. PM NAPOLI VALUTANO STRATEGIA Decideranno nelle prossime ore la strategia da attuare i pm che indagano sulla contraffazione di banconote e su un giro di prostituzione in cui è implicata anche Sara Tommasi, la show girl che, secondo quanto emerso casualmente da alcune intercettazioni, ha inviato degli sms al premier Silvio Berlusconi. La Tommasi era in contatto con uno sfruttatore della prostituzione, legato ad ambienti della criminalità organizzata, che le avrebbe procurato alcuni incontri in alberghi del Napoletano. I pm Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio decideranno, insieme con il procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico, se mandare a Milano parte degli atti, dal momento che dalle telefonate emergerebbero elementi di interesse di quella Procura che sta indagando sulla vicenda Ruby. I magistrati attendono di esaminare il materiale che la Squadra Mobile dovrebbe inviare in queste ore. L’inchiesta, di cui oggi riferiscono organi di stampa, a quanto si è appreso sarebbe stata pregiudicata da una fuga di notizie avvenuta nelle scorse settimane che ha reso noto l’esistenza dell’indagine, mettendo sul chi va là alcuni indagati. Al momento i magistrati non hanno ancora deciso se convocare in Procura persone informate sui fatti, tra cui la stessa Sara Tommasi. L’inchiesta, invece, non verte al momento sui presunti tentativi di vendere a riviste e giornali fotografie del presidente Berlusconi in compagnia di giovani donne. MAGISTRATO MINORI: CONSUMISMO FA DI PERSONE OGGETTI «È sotto gli occhi di tutti come la società attuale sia dominata da valori consumistici che fanno delle persone oggetti»: Laura Laera, presidente dell’associazione magistrati per i Minorenni e la Famiglia, lo ha sottolineato oggi a Milano, parlando del caso Ruby. Secondo Laera, il caso specifico «non ha sollevato problemi per i magistrati che si sono sempre occupati di problemi simili». Il vero problema è «culturale». «Essendosi un pò diffusa la cultura che non premia il merito ma la scorciatoia – ha aggiunto – lavorare con i giovani può essere più complesso». Nel caso specifico «la Procura minorile ha fatto ampiamente il suo dovere. Le istituzioni sono state al loro posto – ha concluso -, quasi tutte direi».

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