Entro tre mesi il plesso sanitario di Castiglione di Ravello verrà trasformato in struttura polifunzionale

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Entro tre mesi il plesso sanitario di Castiglione di Ravello verrà trasformato in struttura polifunzionale per la salute che ospiterà una struttura di primo soccorso con guardia medica rianimatoria, utilizzata per i trasferimenti di pazienti critici e in supporto ai medici del Saut. A renderlo noto è Il Mattino, in un articolo a firma di Mario Amodio, secondo cui le disposizioni sono contenute in una nota dell’Asl Salerno circolata in questi giorni secondo cui si provvederà entro novanta giorni a disattivare le attività chirurgiche e i posti di degenza, assicurando invece “esclusivamente una funzione di pronto soccorso” oltre ovviamente ai servizi sanitari contemplati dalla struttura polifunzionale (Sps). Si tratta di attività amministrative, cliniche (specialistica, ambulatoriale e materno infantile) di diagnostica di laboratorio e di radiologia. Ma non è tutto perché insieme con quei pochi posti letto a servizio della struttura di day surgery, scomparirà anche la sala operatoria. Una cancellazione quest’ultima che comporterà la soppressione di tutte le attività chirurgiche. Restano attivi i quattro posti di osservazione breve (rianimazione) mentre il servizio garantito dal laboratorio di analisi e dalla radiologia verrà razionalizzato con orario feriale e sarà attivo non più sull’arco delle ventiquattro ore. Per sopperire alle necessità durante dodici ore successive verrà introdotto un “point of care testing” utile agli esami di laboratorio e dotato di una analitica, che seppur limitata ad un ristretto numero di esami, garantisce la possibilità di diagnosi anche con l’assenza di tecnici di laboratorio. “In considerazione delle peculiarità del territorio e delle necessità di tutela della popolazione – si legge in un documento dell’Al Salerno – si garantisce il potenziamento territoriale (118) con un’organizzazione multidisciplinare”. L’Asl, nel confermare le risorse professionali, ovvero medici e infermieri, “già dedicate all’attività di pronto soccorso”, provvederà a mantenere operativa la figura dell’anestesista rianimatore che potrà essere utilizzata sul territorio in ambulanza o auto medica “per operazioni di rendez vous con ambulanze medicalizzate o non medicalizzate o per trasporti secondari”. L’Asl, che pensa all’utilizzo di sistemi di refertazione a distanza per la “diagnostica per immagini” (consentirebbe di ridurre ulteriormente i costi di personale”, conferma che presso la struttura saranno attive due tipologie di ambulanza: con e senza sanitario a bordo.