La Gioconda? Non era una donna ma il bello e giovane amante di Leonardo

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Secondo una ricerca del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni storici culturali e ambientali le sembianze della figura ritratta dal grande pittore sarebbero di Leonardo Salai, con il quale Leonardo da Vinci visse per venti anni.

La Gioconda non e’ il ritratto di una donna. Secondo i piu’ recenti studi del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni storici culturali e ambientali, effettuati sul dipinto di Leonardo da Vinci le sembianze della figura ritratta dal grande pittore sarebbero di Leonardo Salai, con il quale Leonardo da Vinci visse per venti anni. ‘Il Salai aveva rapporti ambigui con Leonardo. Le sue sembianze sono molto femminili e riconducibili ad altri quadri del pittore che presentano tratti molto somiglianti a quelli della Gioconda”. Spiega Silvano Vinceti, presidente del Comitato a conclusione della ricerca avviata sul quadro a dicembre, quando rese noto che negli occhi della Gioconda si nascondevano alcuni simboli: si tratta di una S, una L ed un 72. ”Riteniamo che la Gioconda sia la sintesi fra tre momenti importanti nella vita di Leonardo da Vinci – aggiunge Vinceti – la S la riconduciamo al Salai, la L invece pensiamo che possa essere riferita a Lisa Gherardini che ispiro’ Leonardo all’inizio del ritratto. I numeri 7 e 2, sia visti singolarmente che in coppia, evocano moltissimi significati della tradizione cabalistica, ebraica e cristiana”. La tesi secondo la quale la Gioconda sarebbe il ritratto del Salai, troverebbe riscontro nella comparazione della figura con altri dipinti di Leonardo come ”Angelo incarnato”, ”Monna Vanna” (o Monna Nuda), ”San Giovanni Battista” una tra le ultime opere fatte dal Leonardo, oggi al Louvre, dove e’ ritratto senza alcun dubbio, il giovane, bello e sensuale Leonardo Salai. ”La Gioconda – prosegue il presidente – e’ il testamento di Leonardo che nel quadro ha voluto trasmettere il pensiero di tutta la sua vita, l’armonia raggiunta. Questo spiega il perche’ la Gioconda appare sorridente solo nella sua ultima versione. A dimostrare appunto l’equilibrio raggiunto dal grande genio”. Infatti, secondo uno studio effettuato nel 1954 del Louvre, risulta che sotto l’attuale espressione della Gioconda ce ne sarebbe un’altra, diversa dall’ultima, cupa e malinconica successivamente corretta.