RUBY, PM: "ENTRO MARTEDÌ RICHIESTA RITO IMMEDIATO

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L’interrogatorio di Nicole Minetti
MILANO – Arriverà la prossima settimana, tra lunedì e martedì, il prossimo ‘colpo di scena’ nel caso Ruby, ovvero nell’inchiesta che vede il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile. Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha infatti annunciato che «la richiesta di giudizio immediato per il premier sarà inviata al Gip verosimilmente lunedì o martedì».

I pm di Milano che indagano sul caso Ruby stanno valutando se chiedere il processo con rito immediato per Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile, solo per il primo reato contestato o per entrambi. Da quanto si è appreso ci dovrebbe essere nelle prossime ore una riunione per sciogliere definitivamente il nodo, per altro già affrontato nei giorni scorsi, in quanto in base a una sola sentenza della Cassazione non si può procedere per tutti e due i reati quando uno non lo consente. In questo caso la prostituzione minorile è un reato a citazione diretta (il pm può mandare a giudizio direttamente in Tribunale) e non prevede la richiesta di giudizio immediato. La richiesta di giudizio per Berlusconi comunque dovrebbe essere inoltrata tra venerdì e martedì anche se oggi il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha detto che potrebbe essere verosimilmente «tra lunedì e martedì» della prossima settimana.

PREMIER A MINETTI: VAI IN QUESTURA, SEI INCENSURATA «Vai tu in Questura perché sei una persona per bene, sei incensurata, ti presenti bene». E’ questa la frase che Nicole Minetti si sarebbe sentita dire da Berlusconi poco prima della mezzanotte del 27 maggio 2010, mentre Ruby Rubacuori era nella Questura milanese in attesa di essere identificata dopo una denuncia per furto. Niente Mubarak. L’interrogatorio di Nicole Minetti non contiene alcun riferimento alla tesi del premier di essersi attivato perché informato che Karima El Mahroug fosse parente del presidente egiziano, ma suona logicamente poco conciliabile con la versione sulla quale voterà domani la Camera. La Minetti è a cena con il suo fidanzato quando viene chiamata da una persona che afferma di «conoscere solo per vista », ovvero la brasiliana Michelle, che gli atti d’indagine indicano come una prostituta: «Probabilmente, siccome sapeva che io avevo conosciuto Ruby proprio a casa del presidente, pensò di chiamare me».
Michelle spiega alla Minetti di aver già provato ad avvisare il premier che Ruby è in Questura dopo che la sua coinquilina l’ha denunciata per furto, e lo fa in codice: «Michelle mi disse di aver telefonato lei stessa al presidente, anche se per evitare di fare nome e cognome usò una terminologia tipo “Spirito santo”». I tabulati mostrano che Michelle chiama la Minetti alle 22.19 e alle 23.27, e che la consigliere regionale cerca Berlusconi sia ad Arcore sia a Roma per avere conferma. Alle 23.43 riceve la chiamata di Berlusconi da Parigi. Il premier le conferma di aver già parlato con Michelle e di sapere che Ruby è «in Questura perché non aveva i documenti». Nessun cenno dunque alla parentela con Mubarak. «Berlusconi mi pregò di andare in Questura. Io ero un po’ titubante, anche perché non conoscevo bene Ruby». La Minetti continua a dire d’aver creduto che Ruby avesse 24 anni e non 17 e giura d’averla vista «due o tre volte alle cene di Arcore » e sentita per telefono «qualche volta». Ma questo non corrisponde in tutto e per tutto alla realtà: dal 23 febbraio al 25 giugno risultano 112 contatti telefonici, ed è provata la contemporanea presenza di Minetti e Ruby ad Arcore il 14 febbraio e a cavallo tra 20-21 febbraio, 27-28 febbraio, 8-9 marzo, 4-5-6 aprile, 24-25-26 aprile, 1-2 maggio, come scrive Repubblica. A volte ammette di essersi «fermata a dormire ad Arcore, avendo io col presidente un rapporto di intimità».
Sulla notte del 27 maggio, la Minetti spiega che Berlusconi, già fattosi sentire in Questura, la richiamò: «Il presidente mi telefonava e mi chiedeva: “Come sta andando?”, voleva essere messo al corrente dello sviluppo della vicenda. Io penso che le ragioni del suo interessamento potessero essere due: era preoccupato che a quell’ora di notte tardi mi aveva mandato in Questura», e poi «Ruby era una ragazza problematica », anche «molto estroversa e loquace. La funzionaria Iafrate mi disse chiaramente» che l’unico modo per non far passare la notte in Questura alla minorenne era farsela affidare temporaneamente, visto che l’idea iniziale di farla tornare al domicilio di Michelle era stata scartata dal magistrato minorile. La Minetti dice di essersi resa disponibile a quel punto, chiedendo alla funzionaria se avesse dovuto condurre Ruby con sé a casa, «e la Iafrate mi rispose che la ragazza sarebbe potuta tornare a casa di Michelle, tant’è che a lei richiesero copia dei documenti». Per comunicargli il rilascio di Ruby, «telefonai io a Berlusconi e non fu neanche l’unica chiamata con lui»: sui tabulati le ultime chiamate sembrano alle 1.55 e 2.11 di notte. La Minetti si avvale della facoltà di non rispondere quando i pm le chiedono «perché il presidente del Consiglio le suggerisca di commettere un reato», e cioè sporgere una finta denuncia di furto della propria auto.
Dalle intercettazioni del 5 agosto emerge che Barbara Faggioli (una delle ragazze di Arcore) racconta alla Minetti, in vacanza alle Seychelles, che Berlusconi è stato avvisato da un giornalista che Carlos Ramirez de la Rosa, cioè il fidanzato di Marysthell Garcia Polanco, alla guida dell’auto che la Minetti aveva incautamente prestato alla Polanco, era stato arrestato due giorni prima per traffico di 12 chili di cocaina, alcuni dei quali nascosti proprio in un box della casa in affitto della Polanco. Estranea alla vicenda della droga, costata 8 anni al fidanzato della Polanco, Minetti risponde invece ai pm che, sulla base della consapevolezza di Berlusconi dell’arresto per droga di Ramirez in estate, le chiedono come mai nella festa del 17 ottobre ad Arcore «non solo lei ma addirittura il presidente del Consiglio possa ancora invitare a casa sua una persona, la Polanco, che era stata coinvolta in fatti di narcotraffico». La Minetti dice solo di aver continuato a vedere l’amica perché lei giurava di non aver mai saputo del vero lavoro del fidanzato.
La Minetti tace anche sulla questione degli affitti pagati alle varie ragazze con i soldi del tesoriere di Berlusconi, Giuseppe Spinelli e non vuol dire se sia vera o falsa la descrizione del bunga-bunga che la sua amica ed ex compagna di scuola T.M., «disgustata » dalla serata del 19 settembre ad Arcore, ha poi fatto ai pm. Ci tiene invece a ridurre ad «uno sfogo di rabbia» lo scambio di sms intercettati con la Polanco l’8 gennaio, nei quali scriveva «lui è str… io sono troppo buona, un’altra con tutto quello che ho passato lo avrebbe già ricattato», o al telefono lamentava di essere stanca di «parargli il c…». Spiega invece di essersi rivolta a Berlusconi quando «in tempi recenti avevo bisogno di un aiuto economico », nonostante «il mio stipendio sia buono, ricevo 10mila euro al mese» come consigliere della Regione Lombardia: «Berlusconi mi ha prestato denaro facendomi dei bonifici bancari sul mio conto corrente», racconta Minetti, in un periodo nel quale era rimasta a secco in banca perché aveva prestato 35.000 euro a sua sorella.

SOLDI ALLA MADRE DI NOEMI Nuovo capitolo per il caso Ruby, o come chiamarlo si voglia. Non solo le papi girl beneficiavano dei soldi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A rispuntare fuori, dopo la storia delle feste di Arcore e del bunga bunga è Noemi Letizia, la bionda diciottenne di Casoria che arrivò prima di Patrizia d’Addario, delle feste a villa Certosa, a palazzo Grazioli e poi a villa San Martino. Come si legge sull’ Unità, dal conto corrente presso il Monte dei paschi di Siena, agenzia di Milano 2-Segrate, quello dove agiva il ragionier Spinelli – per conto del cavaliere – per soddisfare necessità, capricci e richieste della fanciulle dell’harem di Arcore, sono partiti bonifici per circa almeno ventimila euro anche a favore della signora Anna Palombo, la mamma di Noemi Letizia.

IL CASO DI NOEMI LETIZIA – Alcuni ricorderanno quando nel 2009 quando il premier compare alla festa dei diciott’anni di Noemi Letizia. Viene accolto come una rock star, si viene a sapere e scoppia lo scandalo. Noemi, intervistata, parla con affetto di “papi-Silvio, tutte lo chiamiamo così”. La allora moglie del premier Veronica Lario si infuria, Berlusconi ha “saltato” più volte i compleanni dei figli, che c’entra con la bionda, con le “vergini che si offrono al drago”? I giorni passano e Berlusconi divorzia e esce fuori che Noemi ha un fidanzato coetaneo che racconta di aver visto cambiare la “luce dei suoi occhi” mese dopo mese. Da quando Emilio Fede aveva mandato un book di foto della ragazzina a Berlusconi e il premier l’aveva chiamata direttamente al telefono: “Sai chi sono? Non mi riconosci? Hai un volto stupendo”. Così Noemi va da sola a Roma da Berlusconi e poi vola in Sardegna, per il capodanno, con un’amica, e non aveva ancora 18 anni compiuti. Berlusconi aveva evitato di rispondere alle dieci domande che ‘Repubblica’ allora gli rivolse, non aveva trovato scappatoie alle menzogne che aveva raccontato per giustificare la sua “amicizia” con Noemi. Come la circostanza, del tutto inventata, che il papà di Noemi fosse l’autista di Bettino Craxi. I soldi che ora spuntano fuori arrivano alla mamma di Noemi nel 2010, anno in cui non mancano altri scandali: Ruby Rubacuori, marocchina, accusata di furto, ‘diventa’ egiziana, e nipote di Mubarak. Il premier, assicura ai promotori della Libertà, non ha mai pagato una donna, altrimenti ne risentirebbe la sua “dignità”, e poi emergono una valanga di soldi per escort, show girl, papi-girl, donne”disperate”, con uno stillicidio di richieste, promesse, ricatti, conteggi.

Ci si chiede come mai, proprio in quest’anno, vengono fuori soldi che dal conto di Berlusconi arrivano a quello della madre di Noemi Letizia. Il conto da cui partono è quello acceso presso “lo sportello 20600, centro direzionale Va”. Vale a dire, la filiale “presso il Centro Direzionale Palazzo Vasari – Milano 2 – Segrate (cab 206003)”: è il conto ribattezzato del “bunga bunga”. È il conto dal quale partono 21 mila euro in due momenti separati per Nicole Minetti, consigliere regionale e igienista dentale. Partono da qui anche quelli per la cagliaritana Alessandra Sorcinelli, una show girl che ha ricevuto in tutto 160mila euro dal premier, sotto la voce “aiuto per gli studi”. Sempre da questa banca, non lontana dalla società Dolcedrago – che i deputati hanno vietato alla procura di perquisire – erano partiti nell’aprile 2008 – euro per un milione e mezzo a favore di Marcello Dell’Utri, sui suoi conti nella banca di Denis Verdini. E un milione e 450 mila euro in assegni circolari viene emesso da questo conto proprio nei giorni in cui Emilio Fede e Lele Mora – alla fine dell’estate scorsa – parlano di una somma da parte del premier di “uno e mezzo”

fonte:leggo                    scelto da michhele de lucia