CONDONO EDILIZIO NO AL DECRETO SARRO ECCO ALTRI EMENDAMENTI

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«Ciò che non è proroga difficilmente rimarrà» nel milleproroghe. Ha risposto così uno dei due relatori del milleproroghe, Gilberto Pichetto Fratin, a chi chiedeva conferme su alcune indiscrezioni che vorrebbero l’approvazione dell’aumento del biglietto del cinema, che già era stato cassato dal testo del decreto legge nel corso dell’esame del provvedimento in Consiglio dei ministri. Intanto sono stati bocciati per estraneità di materia 542 emendamenti e altri troppo onerosi o senza fondi cui attingere, salteranno domani nel corso dell’esame sulle coperture. Intanto il governo ha presentato un emendamento sul fisco municipale, annunciato dal ministro Calderoli, che recepisce alcune indicazioni delle opposizioni. La Lega ha incassato l’ammissibilità dell’emendamento sulla proroga delle quote latte, che attende però l’esame della copertura economica. Nessuna proposta in arrivo, «per ora», per i precari della scuola, Con Fli e Lega che premono per il blocco delle graduatorie per un anno in attesa del nuovo regolamento sul reclutamento dei professori. Sulle graduatorie, intanto, si attende la sentenza della Consulta che dovrebbe chiarire la legittimità dell’inserimento in coda dei docenti trasferiti in liste di altre province. Il voto degli emendamenti dovrebbe iniziare giovedì 3 febbraio.

L’Abc del decreto Milleproroghe dagli appalti al Wi-fi (di Claudio Tucci)

Bocciati 542 emendamenti per estraneità di materia
Intanto la mannaia del primo esame di ammissibilità si è abbattuta su 542 emendamenti degli oltre 1800 emendamenti, bocciati per estraneità di materia. A questi si aggiungeranno tutte le altre proposte di modifica che non supereranno la tagliola sulle adeguate coperture. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato sono al lavoro per scremare le proposte. In merito all’ammissibilità degli emendamenti al dl milleproroghe e al possibile voto di fiducia Fratin ha ribadito che «se ne rimarranno solamente una decina, la fiducia non sarà necessaria».

Arriva l’emendamento del Governo sul fisco municipale
È arrivato l’emendamento sul fisco municipale annunciato dal ministro Roberto Calderoli che recepisce le richieste delle opposizioni: riguarda il fondo perequativo con cui lo Stato garantisce a tutti i comuni e a tutte le province le risorse per assolvere alle loro funzioni fondamentali, nella misura stabilita dai fabbisogni standard. Il fondo, si legge nell’emendamento (un intero articolo aggiuntivo), è istituito nel bilancio dello Stato «con indicazione separata degli stanziamenti per i comuni e degli stanziamenti per le province, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte». Il fondo è alimentato da quote del gettito dei tributi devoluti ai comuni dallo stesso decreto e a sua volta è diviso in due componenti, la prima delle quali riguarda le funzioni fondamentali dei comuni, la seconda le funzioni non fondamentali. Tra i criteri per la ripartizione del fondo tra i singoli enti, ci sono un indicatore di fabbisogno finanziario (differenza tra valore standardizzato della spesa corrente netta e valore standardizzato del gettito dei tributi) e indicatori di fabbisogno di infrastrutture. In pratica le aree più svantaggiate dal punto di vista infrastrutturale riceveranno più soldi. La spesa corrente standardizzata è calcolata in quota uniforme per abitante, ma corretta da indicatori demografici, sociali e produttivi, «utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti». Le entrate invece sono considerata «ad aliquota standard». Non si terrà conto delle variazioni di aliquota decise da ogni singolo comune, mentre invece sarà considerata la specificità dei piccoli comuni. Saranno le regioni ripartire le risorse, entro 20 giorni dal ricevimento, tra i comuni e le province. Altrimenti lo Stato eserciterà il potere sostitutivo. Ma le Regioni possono anche, previa intesa con gli enti locali, fare una valutazione propria della spesa standardizzata e stime autonome dei fabbisogni infrastrutturali e ripartire le risorse sul proprio territorio sulla base di esse.

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