L´angolo della Satira di Positanonews.it Asilo Politico.

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L’angolo della Satira di Positanonews.it  Asilo politico.

Il Popolo di Egitto sfida il coprifuoco. A migliaia restano per strada nonostante gli inviti e le minacce di sgombero da parte governativa. La tv satellitare Al Jazeera mostra immagini di carri armati tra manifestanti con bandiere e cartelli che inneggiano alle dimissioni di Mubarak. Un migliaio di persone al Cairo ha tentato di assaltare la sede del ministero dell’Interno, molti altri hanno fatto irruzione nel museo egizio con sfregio alla cultura che dovrebbe essere esentata da qualunque manifestazione di piazza. Almeno in 50 mila sono scesi in piazza Tahir, cuore della protesta, urlando «Mubarak vattene». Ma il rais non arretra di un passo arroccato nel suo palazzo faraonico. In una ultima riunione convocata per fronteggiare la crisi è stato nominato vicepresidente il generale Omar Soleiman, capo dei servizi segreti. Secondo fonti della tv Al Jazeera, la moglie e i figli di Mubarak sarebbero fuggiti trovando asilo (politico) in Europa. Intanto è libero il leader dell’opposizione Mohammed ElBaradei sottoposto venerdì scorso a fermo e ad agli arresti domiciliari. Ai microfoni di France24, il premio Nobel per la pace 2005  ribadisce che Mubarak «se ne deve andare». Definisce il discorso del presidente «un insulto all’intelligenza» dei cittadini egiziani, e annuncia: «Se il regime non cade, l’intifada continuerà» ed esortando poi gli Usa a schierarsi apertamente con l’opposizione. La polizia e parte dell’esercito ha esploso molti colpi d’arma nel centro della capitale, ma non è chiaro quale siano le vere conseguenze. Violenti scontri anche ad Alessandria, Ismailiya, Suez e Rafah. Alcuni mezzi di informazione diffondono notizie di vittime in diverse località, ma naturalmente non ci sono riscontri ufficiali che confermino o smentiscono tali informazioni. Sempre secondo la tv satellitare Al Jazeera il bilancio provvisorio dei disordini sarebbe di almeno 100 morti ed un numero imprecisato di feriti. Intanto si registrano atti di intimidazione nei confronti dei giornalisti specialmodo stranieri che evidenziano il livello di conflitto in atto con potenziale effetto domino nei paesi confinanti.

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