Vangelo di oggi. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio

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Ciò che è dentro di noi, è veramente nostro, perché nessuno può rapircelo contro la nostra volontà. Per questo motivo, quando Gesù proclama la beatitudine dei poveri, a ragione il Signore non dice: « Di essi sarà il Regno dei cieli », bensì « di essi è». È loro non soltanto a motivo di un diritto saldamente stabilito, ma anche a motivo di un pegno assolutamente sicuro, di un’esperienza già fatta della beatitudine perfetta. Non soltanto perché il Regno è stato preparato per loro fin dalla fondazione del mondo (Mt 25,34), ma anche perché sono già entrati in suo possesso. Possiedono già il tesoro celeste in vasi di creta (2 Cor 4,7) ; portano già Dio nel loro corpo e nel loro cuore. Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12. (Anna Laudati)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.