Napoli. Teatro Bellini. Maurizio Micheli e Tullio Solenghi in “Italiani si nasce … e noi lo nacquimo”.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Maurizio Micheli e Tullio Solenghi fanno tappa al Teatro Bellini di Napoli con “Italiani si nasce … e noi lo nacquimo”.

 

L’Italia festeggia i 150 anni della sua Unità: quale miglior occasione per riflettere sugli aspetti del nostro costume e del nostro carattere nazionale che, malgrado il passare dei secoli, non sembrano cambiati e puntualmente si ripropongono?…

Irriverenti, ironici, brillanti i bravi Maurizio Micheli e Tullio Solenghi; formano un’originale accoppiata fra satira e comicità.

La strana coppia Maurizio Micheli e Tullio Solenghi fanno tappa alTeatro Bellini di Napoli con “Italiani si nasce … e noi lo nacquimo” per la regia di Marcello Cotugno.

Vuole essere una garbata riflessione sugli aspetti del costume e del carattere nazionale che non sembrano cambiati e, puntualmente, si ripetono.

Micheli e Solenghi, con la complicità di due amici, di buone riletture, di simpatiche canzoni, propongono “Italiani si nasce” e si lasciano quasi sfuggire “e noi lo nacquimo”, che vuol essere un omaggio al varietà teatrale agganciato a “l’Unità Nazionale”.

Il carattere degli italiani, nel tempo, è indagato.

In una piazza italiana, ai piedi di due monumenti di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II°, una compagnia teatrale comincia a raccontare una storia d’Italia contrabbandando Adamo ed Eva per italiani ante litteram, serpente compreso.

Si passa a Leonardo, Colombo, Casanova, Leopardi, ma anche a due cristiani che stanno nel Colosseo a contatto con i leoni e a due santi alla ricerca di fedeli.

Si cerca di risegmentare il senso dell’’Italianità e si scandaglia la storia patria con grande apporto di comicità.

Il varietà con musiche, umorismo, prose, versi e canzoni riesce a dimensionare due protagonisti.

Micheli e Solenghi contano su una compagnia di sei attori, che ripercorrono con caratterizzazioni, trucchi vari e diversi, dialetti, travestimenti le molte identità che sono necessarie per raccontare i milioni di risvolti italiani.

 

Maurizio Vitiello