Anno giudiziario, Buonajuto e Mastrominico «A Napoli la camorra uccide di meno»

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NAPOLI – La riduzione degli organici, soprattutto in Corte di appello e in procura generale, per effetto dei pensionamenti: è questa una delle note negative sottolineata dal presidente della Corte di Appello di Napoli Antonio Buonajuto nella tradizionale conferenza stampa che anticipa la relazione, in programma sabato, in occasione dell’ inaugurazione dell’anno giudiziario. Buonajuto, insieme con l’avvocato generale Luigi Mastrominico, si è soffermato sui problemi relativi all’amministrazione della giustizia nel distretto. Gli aspetti positivi riguardano – ha spiegato il presidente della Corte di Appello – soprattutto la diminuzione «reale e effettiva» dei reati, in particolare gli omicidi (compresi quelli di camorra), le estorsioni, i furti, le rapine. Buonajuto ha elogiato «l’azione sinergica di forze dell’ordine e magistratura» che ha prodotto buoni risultati. Preoccupa invece l’aumento dei reati legati allo spaccio di stupefacenti e soprattutto delle violenze da parte delle bande di minorenni. La questione delle carenze degli organici è significativa negli uffici della corte di appello e della procura generale, e le carenze sono quantificate in circa il 45% in meno di presidenti e 25% di consiglieri, ciò soprattutto in conseguenza del consistente numero di magistrati andati in pensione. Ma ancora più allarmanti – ha sottolineato – sono i vuoti negli organici amministrativi. Per quanto concerne le pendenze e i tempi della giustizia i risultati migliori provengono dal settore civile, mentre la situazione è più complicata nel settore penale. Buonajuto ha sottolineato a tale proposito «il fardello dell’arretrato» proponendo una similitudine con il debito dello Stato. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha poi spiegato che è diminuito il numero delle intercettazioni anche se i costi per tale attività investigativa rimangono alti («servirebbero contratti di tipo diverso, esistono purtroppo forme di monopolio», ha osservato Mastrominico). Sul progetto di legge del Pdl per sanzionare i magistrati per presunti abusi di intercettazioni, Buonajuto ha affermato: «sono proposte che lasciano perplessi». Il magistrato non si è sottratto alle domande sul clima di polemiche che grava sull’ operato dei giudici: «La magistratura è tranquilla, fa il suo dovere. Si avverte questo clima di tensione, ma la magistratura è più tranquilla di quello che appare. Fa il suo dovere e cerca di farlo al meglio con il dovuto equilibrio».

Il Mattino

scelto da Michele Pappacoda