NUOVO INTERVENTO FERMO DI DON NICOLA DE MARIA(SAN BIAGIO)

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Sono molto dispiaciuto del mancato secondo incontro col sindaco santanellese Orlando che doveva venire, dopo la sua offerta, per definire i dettagli delle modifiche da attuare sulla toponomastica ed i lavori di giardinaggio davanti alla Chiesa di San Biagio. Non potendo accogliere l’invito del sindaco a portarmi io sul Municipio, ho pregato il maresciallo dei VV.UU. Antonino, in servizio a Sorrento, che mi sta vicino come un figlio, di riferire al sindaco quanto può interessargli di sapere. Poiché ho pensato quest’anno di dare ai devoti di San Biagio anche l’opportunità di aquistare un buon libro dalla LDC di Napoli, attraverso il maresciallo suddetto ho chiesto anche al sindaco di provvedere alla migliore sistemazione di questi libri fuori alla Chiesa con protezione dalla pioggia. Attendo pertanto dal sindaco risposta a riguardo telefonandomi al 334.140.22.86. Attendo fiducioso pure che venga il tecnico comunale per gli opportuni rilievi per panchine e giardinaggio davanti alla Chiesa da farsi entro il 3.2.2011, data della festa di San Biagio. Non mancano le note stonate da parte di miei confratelli e soprattutto dall’Arcivescovo Felice Cece che non mi ha fatto pervenire più gli auguri in occasione della mia festa onomastica. Questo ha suscitato in me tanto scontento. Aggiungo che il 3 febbraio l’Arcivescovo Felice sarà a Piano presso i Padri Sacramentini, anzichè da me in San Biagio. Intanto egli rifiutò di venire da me l’anno scorso e perciò non l’ho invitato quest’anno. Questo dico perché non si pensi da parte di qualcuno che non abbia io invitato l’Arcivescovo per le “carezze” da lui ricevute in ben 4 lustri e di cui i miei collaboratori mi hanno chiesto autorizzazione di portare a conoscenza. Saprete nel prossimo episodio. Affettuosamente saluto ed invito ad aquistare la rivista MicrOmega perché in essa c’è un articolo di mons. Raffaele Nogaro, Vescovo emerito di Caserta e di cui Repubblica nella giornata di ieri 25 ne ha riportato uno stralcio. Il tema di quest’articolo lo si può riassumere così: la gerarchia clericale non può tenere rapporti di amicizia con il governo Berlusconi.

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