SANT´AGNELLO LA GIORNATA DELLA MEMORIA. IL MONDO AL TEMPO DI ANNA FRANK

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Sorrento Penisola sorrentina Giovedì 27 gennaio alle ore 11 presso l’aula polifunzionale dell’Istituto comprensivo “A. Gemelli”, si svolge la manifestazione “Con gli occhi di Anna: il mondo al tempo di Anna Frank” organizzata dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Sant’Agnello in occasione della “Giornata della Memoria 2011”. Sarà proiettato il video-documentario realizzato da Gennaro Avitabile nell’ambito di un progetto realizzato in collaborazione con la dirigente dell’Istituto Maria Pagano per richiamare l’attenzione degli studenti e dei giovani di Sant’Agnello su questa figura così importante e controversa della storia e che nelle pagine del suo diario rievoca in modo ancora oggi traumatizzante la tragedia nazista. “Si tratta di un’iniziativa molto qualificante – spiega Giuseppe Gargiulo assessore all’istruzione del Comune di Sant’Agnello – con la quale vogliamo mantenere vivo il ricordo, l’orrore del nazismo nelle giovani generazioni affinché si sviluppino quegli anticorpi culturali in grado di contrastare ogni forma di razzismo nella società contemporanea dove si respirano a volte tendenze e atteggiamenti anche preoccupanti”.

L’albero che Anna Frank  vedeva dal suo  nascondiglio e di cui ha parlato nel Diario

 

 

Il mese scorso il castagno, irrimediabilmente malato, si è abbattuto.

 

 

 

Al suo posto è stato ripiantato

un suo innesto da cui nascerà un nuovo albero

 

 

Il Dirigente Scolastico

Dott.Maria Pagano

 

 

L’Assessore alla Pubblica Istruzione  

Prof.Giuseppe Gargiulo

 

                                                      Il Sindaco

                                        Ing.Gian Michele Orlando 

 

 

Piazza Matteotti 18 – 80065 – Sant´Agnello (NA) – Tel 0815332255 – Fax 0815332255

 

 

Ma noi c’eravamo

Dunque l’operazione è riuscita: non è bastato concedere agli assassini di allora spazio e voce su riviste rispettabili, affinché potessero impunemente predicare la loro verità, che i milioni di morti nei Lager non sono mai morti, che l’Olocausto è una favola, che ad Auschwitz si sono uccisi col gas solo i pidocchi. Tutto questo non è bastato, evidentemente; l’ora è propizia, e dalla sua cattedra universitaria il professor Robert Faurisson viene a tranquillizzare il mondo: no, il fascismo e il nazismo sono stati denigrati, inquinati, diffamati. Non si parli più di Auschwitz, era tutta una messa in scena: si parla della menzogna di Auschwitz. Gli ebrei sono furbi, sono sempre stati furbi, talmente furbi da fabbricare loro stessi, per calunniare i nazisti innocenti, una strage che! non c’è mai stata; da costruire loro stessi, après coup, le camere a gas dei Lager ed i forni crematori.

Non so chi sia il professor Faurisson. Può anche darsi che sia solo un folle, ce n’è qualcuno anche sulle cattedre; ma è più probabile un’altra ipotesi, che sia lui uno dei responsabili di allora, o che sia figlio o amico o sostenitore dei responsabili, e che si sforzi di esorcizzare un passato, che, nonostante il lassismo di oggi, gli pesa addosso. Conosciamo bene certi meccanismi mentali: la colpa è fastidiosa, o almeno scomoda; in tempi ormai lontani, in Italia e in Francia, era anche pericolosa. Si incomincia col negarla in giudizio; la si nega per decenni, in pubblico, poi in privato, poi davanti a se stessi: ecco, l’incantesimo è riuscito, il nero è diventato bianco, il torto diritto, i morti non sono morti, non c’è nessun assassino, la colpa non c’è più, an! zi, non c’è mai stata. Non solo io non ho commesso il fatto, ma il fatto stesso non sussiste.

No, professore, la via non è questa. I morti ci sono stati, anche donne, anche bambini; decine di migliaia in Italia e in Francia, milioni in Polonia e in Unione Sovietica: non è così facile toglierseli di torno. Non occorre faticare molto per documentarsi, se lei veramente intende documentarsi. Interroghi i superstiti, ascolti da loro che cosa ha voluto dire vedersi morire intorno i compagni ad uno ad uno, essersi sentiti morire giorno per giorno per uno, due anni, aver vissuto senza speranza all’ombra dei camini dei crematori, tornare (chi è tornato) e trovare la famiglia distrutta. La via per mondarsi dalla colpa non è questa, professore: anche per chi parla dalla cattedra, i fatti restano avversari ostinati. Se lei nega la strage compiuta dai suoi amici di allora, deve spiegarci perché i! diciassette milioni di ebrei del 1939 erano ridotti a undici nel 1945. Deve smentire centinaia di migliaia di vedove e di orfani. Deve smentire ciascuno di noi sopravvissuti. Venga, professore, a discutere con ognuno di noi: lo troverà più difficile che predicare ciance ai suoi allievi sprovveduti.

 

Primo Levi, Corriere della Sera, 3 gennaio 1979.

 

 

  

COMUNE DI

S. AGNELLO
 
ASSESSORATO
PUBBLICA ISTRUZIONE
 

Giornata della Memoria 2011

 

 

 

Con gli occhi  di  Anna

Il mondo al tempo di Anna Frank

 

Video documentario

di Gennaro Avitabile

 

Aula Polifunzionale dell’Istituto A.Gemelli

 ore 11:00

Giovedì 27 gennaio 2011

 

 

 

Il Diario di Anna Frank 

 

 

Giorno per giorno, dal lunedì 15 giugno 1942 al 1 agosto del 1944, una ragazza di tredici anni registra in un grosso quaderno la sua scoperta del mondo: angosce, illusioni, sogni e speranze rivelate a una immaginaria amica di nome Kitty. E’ un’anima, questa della piccola Anna, che sboccia alla vita e all’amore nel chiuso di un nascondiglio, in una ovattata prigione familiare, braccata coi suoi dalle SS tedesch! e, murata viva nei pochi metri quadrati dell'”alloggio segreto”.

Mentre fuori la guerra divampa in tutto il suo furore, due famiglie, i Frank e i Van Daan, convivono qui unite da uno spaventoso destino, leggendo e litigando, pregando e imprecando, ascoltando i bollettini radio con l’orecchio sempre teso a ogni rumore esterno. In questo clima nasce il diario di Anna. “Non ho affatto intenzione di far leggere ad altri questo quaderno rilegato di cartone” ella scrisse all’inizio del diario.

Non poteva immaginare certo che quelle paginette fitte di una minuta scrittura sarebbero grazie al coraggio di Miep Gies che le nascose durante la guerra, arrivate fino a noi come un documento vivo e impressionante, una pura voce di poesia in mezzo all’orrore di un mondo selvaggio.

 

 

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GIORNATA DELLA MEMORIA

 

2011

 

CON GLI OCCHI DI ANNA

Il mondo al tempo di Anna Frank

 

Video documentario

di Gennaro Avitabile

 

Aula Polifunzionale

 ore 11:00

Giovedì 27 gennaio 2011

 

 

 

“Guardavamo tutti e due il cielo azzurro, il castagno spoglio con le goccioline brillanti sui rami…”

                              (23 febbraio 1944)

 

 “ Il nostro castagno è in piena fioritura, dai rami più bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell’anno scorso…”

          Dal  Diario di Anna Frank  (13 maggio 1944)

                

Primo Levi su Anna Frank 

 

Accusare il Diario di Anna Frank di essere un falso è un’operazione che desta ribrezzo. Questo libro ha commosso tutto il mondo perché dimostra da sé la sua autenticità. Il falsario capace di creare dal nulla un libro come questo non può esistere: dovrebbe essere a un tempo uno storico del costume, attentissimo ai minuti dettagli della vita quotidiana in un luogo e in un tempo poco noti, uno psicologo esperto nel ricostruire stati d’animo al limite dell’immaginabile, e un poeta dall’animo candido e volubile di una quattordicenne.

Per sostenere che queste pagine siano state fabbricate a tavolino occorre molta ottusità o molta malafede; ma se anche gli esperti della corte d’appello di Amburgo avessero dichiarato falso tutto quanto il diario, la verità storica non cambierebbe; Anna non tornerebbe viva, né con lei risusciterebbero i milioni di innocenti che il nazismo ha voluto uccidere. Forse non è un caso che questa squallida faccenda, che richiama alla mente l’immagine evangelica della festuca e del trave, sia stata sollevata solo dopo la morte del padre di Anna (ex prigioniero lui stesso) che io ho incrociato ad Auschwitz per pochi minuti subito dopo la liberazione: stava cercando le sue due figlie scomparse.

Primo Levi, La Stampa, 7 ottobre 1