Positano. Polemiche sulle luminarie. Rimarranno fino al 2 febbraio per coprire i negozi chiusi

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Positano. Luminarie di Natale per “coprire” le chiusure dei negozi, bar e ristoranti della perla della costiera amalfitana. E’ questa l’accusa della minoranza guidata da Domenico Marrone. “Il sindaco rispondendo ad una interrogazione della minoranza informa che le luminarie resteranno fino al 2 febbraio”. “Le luminarie sono utili per tenere illuminato il paese e sopperire alla chiusura dei negozi e per migliorare l’estetica”, ha precisato il sindaco. Dovremmo sorbirci queste oscene luminarie per altri dieci giorni, a nulla sono valse le tante critiche da parte dei cittadini – accusa Marrone – in questi giorni solo due ristoranti e due bar restano aperti. Il peggiore inverno che la nostra città ricordi. Tutto ciò nonostante sia in vigore un regolamento (ovviamente non rispettato) che disciplina la chiusura invernale dei pubblici esercizi. Le strutture ricettive rimaste aperte, alberghi, bed and breakfast e case vacanze hanno grandi difficoltà ad indirizzare i loro clienti verso i pochi ristoranti aperti. Sul sito del Comune, che dovrebbe informare della chiusura dei pubblici esercizi, molte informazioni sono sbagliate. L’amministrazione comunale aveva promesso che non ci sarebbero state chiusure, che Positano avrebbe avuto turismo anche in inverno. L’ennesima prova del disinteresse e dell’incapacità di questa amministrazione ad affrontare i reali problemi del paese”. “Organizzeremo già nelle prossime settimane un incontro per organizzare gli imprenditori per il prossimo inverno – dicono dall’amministrazione  – bisogna anticiparsi di molto, sicuramente il problema esiste ma da sempre”. Una situazione che si ripete ogni anno a Positano, ma anche in altri paesi della costa d’Amalfi; desolante quello che succede a Praiano, per esempio, dove non è proprio possibile prendere un caffè, ma per un paese turistico d’eccellenza la situazione non può essere accettabile e gli stessi imprenditori consorziati e associati dovrebbero essere per primi a trovare una soluzione concordata e non imposta. Troppo facile prendere introiti con licenze comunque rilasciate per servizi pubblici e a volte destinatarie di agevolazioni e contributi per poi lasciare il paese in queste condizioni.