Positano un incontro culturale sulle edicole votive un itinerario nella devozionalità popolare

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Nella splendida ed accogliente sala dell’albergo Villa Franca a Positano in costiera amalfitana, uno dei pochi aperti nella cittadina della costa d’Amalfi, si è tenuto un interessante salotto culturale dal titolo “Un itinerario nella devozionalità popolare. Il recupero di un patrimonio minore“. Relatrice la Dott.ssa Matilde Romito, Archeologa Dirigente della Provincia di Salerno, nonché insigne studiosa della nostra storia. 

Le riproduzioni di antiche edicole votive in ceramica, le edicole del viandante, quelle che ancora, fortunatamente, incontriamo nelle nostre passeggiate ai crocicchi delle strade, sui portali delle case antiche, nei cortili e per le scalette, che  sono la testimonianza della profonda e genuina religiosità delle nostre genti, è stata illustrata da Matilde Romito con una serie di slide. Queste edicole le troviamo in Costiera Amalfitana e non solo, la Romito ci ha mostrato immagini a noi note ma alle quali siamo talmente “abituati” da non “guardarle” davvero da Positano, Praiano, Amalfi, Ravello, Cetara, Vietri sul mare e Salerno troviamo edicole votive del periodo che va dal 1800 fino agli anni trenta dello scorso secolo, create da ceramisti locali, ma anche da artisti del cosiddetto “periodo tedesco“ della ceramica vietrese. Di particolare interesse i pannelli creati negli anni trenta del ‘900 da Günther Stüdemann, Richard Dölker e Lisel Oppel, le cui opere, seppur ripropongono la tradizionale agiografia dei santi a cui siamo devoti, ci riportano nei tratti somatici dei rappresentati e perfino nei colori, al diverso background culturale degli autori.

L’argomento del primo ”salotto culturale“ riguarda un itinerario nella devozionalità popolare. Il recupero di un “patrimonio minore“. “E’, a mio parere, una particolare occasione di arricchimento culturale che coinvolge l’intero territorio provinciale ed anche comunale – dice Matilde Romito – La devozionalità popolare è, infatti, un elemento forte delle piccole comunità, visibile nelle tante mattonelle ceramiche votive che vanno considerate come uno degli aspetti più evidenti di quella storia della memoria collettiva nella quale le comunità stesse si ritrovavano. Rappresenta dunque un contributo importante sulla strada del recupero del patrimonio locale, visto nell’ottica di un disegno complessivo alla riscoperta anche di problematiche culturali un tempo considerate “minori“. Un esempio per continuare l’esame del patrimonio storico-artistico disseminato in stradine e vicoli, cortili e slarghi, presso i cantoni o gli incroci, a proteggere e accompagnare il viandante. Segni emblematici di una devozione che ha attraversato i secoli, le immagini devozionali prescelte costituiscono un campione significativo della religiosità popolare nel territorio salernitano, con ragguardevoli esempi. Porsi il problema della conservazione delle edicole votive è un atteggiamento positivo, nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione dei propri Beni Culturali. Si sa che questi materiali, per l’esposizione all’esterno, sono a rischio. Ma è altrettanto chiaro come immagini disseminate nel tessuto urbanistico di ogni centro, piccolo o grande che sia, sono inscindibilmente e da sempre legate alla devozione del viandante e dunque devono restare al loro posto: la forza della fede e del sentimento religioso trova da sempre in ambito popolare le sue radici più profonde. L’obiettivo che questo intervento di “recupero di un patrimonio minore“ si prefigge è di mettere a fuoco i particolari culti religiosi legati al territorio e connotanti la varietà offerta, dove santi e madonne si disvelano attraverso antichi attributi, in una molteplicità propria dei siti che sono stati crocevia di innumerevoli passaggi di popoli“. “Questi erano concreti simboli della devozione – spiega don Giulio Caldiero – alcune edicole presentano segni di consumazione, per esempio quello della Madonna di Positano nella zona del seno dove allatta il bambino, proprio per questa loro funzione. Sono un percorso di profonda devozionalità popolare”. L’evento è stato organizzato dalla Parrocchia d’intesa con il Comune, il Circolo parrocchiale: Donna Carmela Villani e l’Associazione Positano Arte e Cultura. “Un caloroso ringraziamento va al Villa Franca che mette a servizio della città uno spazio a carattere piacevolmente culturale – dice Rosalba De Lucia – e, a proposito di turismo, mi piace sottolineare che accanto alle funzioni dell’Albergo Villa Franca e degli altri esercizi aperti nel periodo invernale si affianca quella non meno significativa della ”ospitalità“, attesa la presenza di quei turisti che desiderano evadere dal caos delle metropoli e rifugiarsi nella magica atmosfera di Positano d’inverno. Questo è un merito che va segnalato e la loro attività va additata ad esempio e perciò incoraggiata”.