AMALFI – Porto di Amalfi…I CITTADINI DEVONO SAPERE LA VERITA´!

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AMALFI. Una vera e propria spada di Damocle che pende sulla testa degli operatori del porto di Amalfi. La preoccupazione degli attuali operatori della struttura portuale amalfitana, costituitisi con una apposita società la Sviluppo Porto d’Amalfi non nascondono già da tempo le loro perplessità intorno ad un progetto di riqualificazione che mostra – a loro dire – numerose incongruenze nonchè poche tutele. Il 31 gennaio a Napoli la prossima Conferenza dei Servizi per la riqualificazione e la gestione del nuovo porto amalfitano, alla quale chiede di partecipare Cittadinanza Attiva “Costa d’Amalfi” che da tempo segue la complicata vicenda, al fianco degli operatori, puntando il dito contro un iter burocratico caratterizzato dalle mille contraddizioni. Ma veniamo ai fatti. Al bando regionale per la realizzazione del nuovo porto, parteciparono due aziende: la Sacaim e la Sled. Già all’atto dell’affidamento la prima anomalia, segnalata da Cittadinanza Attiva: «Nonostante la progettazione meno invasiva e più fattibile proposta dalla Sled l’appalto fu destinato alla Sacaim, tra l’altro aggiudicataria dei lavori del parcheggio “Luna Rossa” (costruito all’ingresso di Amalfi nella roccia),ndr)». Una valutazione questa fatta da una apposita commissione. Da precisare che si tratta di un appalto da 23 milioni di euro, di cui 2 milioni finanziati dalla Regione Campania; 21 dal privato. In tal caso dalla Sacaim che avrebbe poi dovuto affidare la gestione del porto per trenta anni alla Luise Associates srl di Napoli, esente dal pagamento di alcun canone concessorio. «Una condizione questa – spiegano da Cittadinanza Attiva, attraverso il coordinatore dell’assemblea territoriale “Costa d’Amalfi”, Andrea Cretella – che di certo non tutelerebbe gli attuali operatori costretti a trattare, in condizioni di sudditanza, con aziende privati a prezzi non certo vantaggiosi». Da qui poi s’intreccia la vicenda politica, scatenatasi tra gli stessi banchi consiliari, all’indomani di un protocollo d’intesa stipulato dal sindaco Antonio De Luca e la Regione Campania. Protocollo siglato, pare, all’oscuro di anche parte della stessa maggioranza De Luca. Tant’è che sull’argomento, all’atto della discussione consiliare, uscì un nuovo documento con notevoli variazioni ed annotazioni poste dagli stessi consiglieri comunali. Osservazioni poste, giunte alla stessa attenzione di Palazzo Santa Lucia mettendo ancor di più in luce le incongruenze tra il progetto iniziale e l’attuale volontà del comune amalfitano.Inoltre l’ultimo deliberato del Consiglio Comunale di Amalfi del 26/06/2008, auspica la costituzione di una società di progetto comprendente il Comune di Amalfi e la società rappresentativa degli attuali concessionari d’accordo con la Sacaim. Insomma per Cittadinanza Attiva: «Troppi i punti che non coincidono e che di fatto dovrebbero far decadere il progetto della Sacaim. Ed invece discutiamo ancora mentre la situazione diventa sempre più complessa». Ora la prossima tappa è la Conferenza dei Servizi del 31 gennaio alla quale Cittadinanza Attiva vorrebbe portare una soluzione «fattivamente compatibile con la realtà locale», realizzata da un team tecnico locale. «Ad oggi – prosegue Cretella – non viene data nessuna concreta rassicurazione agli operatori portuali riguardo alle loro attività. Si cerca strumentalmente di impiantare nella nostra sana realtà entità esterne di radicazione sociale non chiara»

 

pubblicato sul quotidiano ROMA del 22 gennaio 2011

 

 

 

 

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