La riflessione/Il declino d´Amalfi

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“Il giorno del giudizio, per gli amalfitani che andranno in Paradiso sarà un giorno come tutti gli altri”. La celebre frase di Renato Fucini è impressa su una targa all’ingresso di Amalfi e riassume il luogo dove ci troviamo. Amalfi, antica Repubblica Marinara, borgo dalle mille caratteristiche protetto dall’imponente Duomo di Sant’Andrea e identità di una realtà e di una intera provincia. Un concetto ben chiaro allo stesso Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno che ha scelto proprio la croce d’Amalfi per identificare l’Ente da lui amministrato. Insomma la grandezza di Amalfi è sicuramente sotto gli occhi di tutti ma forse no degli stessi amalfitani. Ed ecco il perché: la cittadina si avvicina alle elezioni per il rinnovo dei vertici di Palazzo di Città. Amministrare Amalfi, per quanto piccolo sia il territorio, è sicuramente motivo di prestigio da un lato e dall’altro di grossa responsabilità per l’attenzione e la visibilità che la città della Divina ha  a livello nazionale ed internazionale. Onori ed oneri, e nel caso specifico tanti oneri. Sì perché la rendita di cui godeva Amalfi e l’intera Costiera Amalfitana sembra essersi dissolta, lasciando le varie realtà ferme ed immobili davanti alla crisi che ha toccato notevolmente il settore turistico. Il vero salto di qualità in questo particolare momento non c’è stato, così come uno scatto d’orgoglio dell’intera comunità verso le problematiche nazionali che di riflesso ed inesorabilmente hanno toccato i divini “feudi”. E’ indubbio che l’intera Costiera non ha mai fatto sistema. Ogni comune ha cercato di essere la “prima donna” mettendosi in quotidiana competizione con la stessa Amalfi o Positano, le due vere protagoniste della scena internazionale. Ma tutto sommato, fino a qualche tempo fa, ognuno gestiva autonomamente il proprio territorio, forte di una massiccia presenza di turisti con guadagni proporzionali, nonostante l’offerta scarsa di servizi. Tutto aggrappato al paesaggio che madre natura ha voluto regalare ad una delle bellezze patrimonio dell’Umanità. Ma ora? Sotto il profilo politico, probabilmente, alla vigilia di un importante appuntamento, Amalfi è completamente nel caos. E le vicissitudini interne allontanano ancor di più i cittadini. Basti pensare che nelle ultime settimane sono emerse due presunte anomalie: il caso Bottone e la vicenda Laudano. Due consiglieri che stando a quanto denunciati sarebbero incompatibili con la carica di consigliere comunale. Il fatto grave che se accertati i fatti sarebbero incompatibili già da tempo. Il primo che tra l’altro è anche consigliere provinciale di maggioranza, in quota Psi, in Provincia, sarebbe in lite con l’ente comune (e probabilmente anche con Palazzo Sant’Agostino) per presunti abusi edilizi; il secondo, assessore della giunta di Antonio De Luca, per mancate somme non restituite all’Ente. Dunque, nel piccolo ma prestigioso parlamentino amalfitano, ci sarebbero due casi da risolvere, probabilmente prima dell’avvio della campagna elettorale. Ma al di là degli aspetti tecnici mancherebbe intorno, un vero e proprio progetto politico di sviluppo per Amalfi. Una completa apatia, tanto dell’attuale classe dirigente, quanto della popolazione. Completamente in confusione maggioranza (l’attuale sindaco non è più ricandidabile) ed opposizione, entrambe ferme su una piccola guerra interna di nomi  e nulla di più. E neppure gli appelli di chi ha amministrato per anni ed anni, come Andrea Cretella ed Andrea Amendola, di formalizzare un patto forte per Amalfi hanno raccolto l’entusiasmo sia degli attuali governanti che di cittadini o professionisti. Per gli analisti un distacco preoccupato che scongiurerebbe il rischio di una fortissima astensione solo per un motivo: i legami di parentela che nei piccoli borghi, come Amalfi, ci sono tra elettori e candidati. E i programmi? A Pogerola, frazione amalfitana, c’è uno degli scandali più grossi d’Italia. L’ospedale “San Michele” allestito ma mai inaugurato, eccezion fatta per i concorsi, invece, fatti per medici e primari. Una struttura enorme che giace sul panoramico promontorio da anni e che non è stata riconvertita o almeno utilizzata. Viabilità e vie del mare, poi, due temi ancora tabù ai quali si aggiunge ora la crisi economica ed il calo di presenze. Il tutto condito dall’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria e di eventi di promozione. Basti pensare che il Natale amalfitano è passato completamente inosservato. Ma a questo punto è necessaria una piccola riflessione, perché se la politica ha le sue colpe, la classe imprenditoriale non è da meno. Un esempio: a Salerno le “Luci d’Artista” hanno fatto il giro d’Italia ed hanno attirato tantissime persone. Dalla Costiera neppure un pacchetto turistico per il periodo natalizio legato agli eventi salernitani. Da Napoli, invece sì.   

Andrea Pellegrino

(ROMA CRONACA di Salerno e provincia 22 gennaio 2010)