Atrani, a 120 giorni dall´alluvione inizia la ricostruzione?

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Il Governo nazionale ha consegnato questo Natale 2010 il regalo agli Atranesi, con  l’ordinanza n. 3914 del 22 dicembre.

Con questo atto entriamo finalmente nella fase della ricostruzione, cioè del dopo-emergenza. Infatti dell’emergenza ci si è già occupati con i lavori di somma urgenza (ancora in corso) per complessivi 1milione e 160mila euro,di cui 660mila in Comune di Atrani per ripristinare impianti e strada, mentre la parte restante dovrà essere spesa in Comune di Scala per lavori nell’alveo (400mila euro) e in Comune di Ravello (costone Civita 100mila).

L’ordinanza di Natale impegna la somma di 2milioni di euro oltre la possibilità di altri fondi anche comunali che si dovessero rendere disponibili compresi quelli del Contratto di quartiere II (in tutto sono 3milioni e 500mila euro). Le risorse non sembrano mancare. I soggetti responsabili alla spesa sono individuati, in primis, nel Commissario Assessore regionale Cosenza incaricato della ricostruzione di Atrani e in subordine, ma con responsabilità non da meno, lo stesso Comune. Tutto è chiaro, stanziamenti e nomi.

Ora bisogna passare solo ai fatti!

Ma stentiamo sui lavori di somma urgenza. Il cantiere del tratto esploso è ancora aperto, pare per un problema alla cabina elettrica , situata proprio sulla tombinatura del fiume.  È il caso di impiegare al meglio i tempi, non ritardare più nulla. E ogni cosa che sia fatta in trasparenza, informando ed ascoltando la cittadinanza, convocando il Consiglio municipale, applicando le regole e la democrazia della partecipazione; perché il problema, prima ancora che amministrativo, riguarda la vita e la esistenza di un intero paese, in questo caso di Atrani, e non può essere escluso nessuno.

Questa è la posizione del Comitato. Ci siamo costituiti non solo per denunciare ma anche per proporre e mettere in campo iniziative. Di denunce ne abbiamo fatte essenzialmente due, l’una alla Procura della Repubblica nell’anno 2007, dopo l’ennesima piena, l’altra l’abbiamo fatta il 18 dicembre 2010 nella Chiesa del Monastero con l’iniziativa pubblica del filmato de L’Alluvione di Atrani. La materia riguarda, per entrambi i casi, il rapporto tra montagna e mare, tra Comuni a monte e l’abitato di Atrani a valle. Riguarda le condizioni dell’alveo e la minaccia delle discariche come l’incuria dell’ambiente e la mancanza di monitoraggio del corso d’acqua e l’assenza della Protezione civile locale e del sistema di allerta alle popolazioni. Su tutto questo si dovrà voltare pagina. Altri ritardi non sono più giustificabili.

Nel frattempo in questi 4mesi il paese è sprofondato indietro di almeno 40anni. Diverse attività economiche e commerciali sono ancora in forse e già alcuni hanno lasciato. È più forte l’isolamento con gli altri centri della Costiera ed è stata colpita l’immagine turistica del luoghi.  Bisogna fare presto.

Occorre un’azione accorta e intelligente del Commissario straordinario e del Comune, soprattutto per la previsione di un’opera di riduzione del rischio alluvione nel tratto di Atrani e per il monitoraggio dell’intero alveo (pluviometri, misuratori di livello e sensori, videosorveglianza) come per il sistema di allerta organizzando la Protezione civile locale.

Il Comitato presenterà un documento sulla ricostruzione al commissario Cosenza per sollevare quesiti (insufficienza della sezione dell’area intombinata) e fare proposte. La più importante interessa proprio noi stessi e nuove norme comportamentali per evitare il parcheggio in zona rossa, non più ammissibile alla luce di quanto è successo. Pensiamo ad un paese più sicuro, con un parcheggio esterno al centro abitato; al recupero e alla qualificazione dei luoghi quale sito UNESCO, alla rivitalizzazione della società e dell’economia a beneficio dell’intero paese. Su questo sollecitiamo il dibattito e un’opera comune tra Amministratori e Consiglieri municipali e popolazione; proporremo la istituzione di una Commissione cittadina sui problemi della ricostruzione, con funzione consultiva. Al Commissario la responsabilità della spesa e dei provvedimenti.

Comunicato stampa Comitato “SOS Torrente Dragone”.