Francesco Cassano tra Bach e Piazzolla

0


Inaugurati dal primo diplomando del nostro conservatorio, la lunghissima stagione dei Concerti del “G.Martucci”, ospitata dal Casino Sociale

 Confinati per tradizione nel ghetto della musica popolare e d’intrattenimento, fisarmonica e strumenti affini si sono trovati nel corso dei decenni a dover far fronte a un destino ben singolare: emarginati dalla musica “seria” perché troppo poco nobili, ma anche da quella giovanile, leggera e non, come qualcosa di ammuffito. Per uscire da questa situazione, gli strumenti a mantice hanno dovuto pagare pedaggi spesso salatissimi: rinnegare la propria identità o ridursi a puro elemento di colore, a pura “spezia”. Ma alla fine, nella mutata situazione generale, hanno risalito la corrente, e oggi, la fisarmonica può apparire persino inflazionata, presente com’è in numerosi contesti, dalle più reclamizzate kermesse canore al rock etnico, dal jazz che ama guardarsi attorno e alle spalle, a certa avanguardia “colta”. Giovanni Carlo Cuciniello ha inteso affidare il concerto inaugurale della Stagione 2011 del conservatorio “G.Martucci” di Salerno, proprio alla fisarmonica e al primo diplomando della massima istituzione cittadina, Francesco Cassano, allievo di una delle più giovani cattedre istituite, guidata dal M° Ferdinando Muttillo. Il programma è stato aperto da due contrappunti e dal secondo movimento della Suite in Re Maggiore BWV 1068 di Johann Sebastian Bach, la celebre aria sulla IV corda, a cui un Cassano attanagliato dall’emozione, non ha dato giusto rilievo all’abilità del Bach compositore nell’uso del pedale. La Physarmonica ha, infatti, qualcosa d’antico entro di sé, sin dall’etimologia, in cui ci viene incontro il greco, in cui ha infuso il soffio e armonikòs, e fusa come fhysis, natura, in una mescolanza simbolica che è alla ricerca del nuovo linguaggio, che integra il mancare con la gioia degli inizi. Mescolanze quindi anche nel programma, in cui Cassano è poi passato dall’Ave Maria di Caccini al Piazzolla in cui lo spirito del fisarmonicista e del suo strumento si è finalmente liberato, chiudendo con un ispirato Libertango, la scaletta. Se il prossimo concerto, previsto per il 1 febbraio, saluterà l’esibizione della pianista Lucia Giuliano e del duo violoncello e pianoforte di Antonio Amato e Margherita Coraggio, vere chicche della programmazione saranno l’esecuzione della virtuosistica  Sonatina “Super Carmen” di Ferruccio Busoni da parte di Angelo Borrelli il 15 febbraio, Jubilus di Flavio Testi per clarinetto solo, un pezzo camaleontico in cui lo strumento diventa “polifonico”, proposto da Simone Sorvillo, allievo del M° Giovanni De Falco, previsto per il 19 aprile,  la partecipazione straordinaria del M° Antonio Senatore, a fianco della propria allieva Valeria Iannone, impegnato nel concerto per 2 flauti di Domenico Cimarosa e in altri due brani “a sorpresa”, il 29 aprile, e ancora l’interessante progetto Goldoni all’opera, con arie da “La Cecchina ossia la Buona Figliola”, “La Diavolessa”, “Il Mondo della Luna”, “Le Donne curiose”, “Il Campiello”, in cartellone il 10 maggio, e ancora il programmane presentato dal trio Maresca, Mirra e Rizzo i quali si cimenteranno con Mendelssohn e Schostakovich il 31 maggio, sino al 14 giugno, serata in cui ascolteremo i nuovi compositori del nostro conservatorio. La rassegna in cui ricorrono da qualche anno a questa parte, gli stessi nomi e purtroppo gli stessi strumenti, con un’inflazione di pianoforti e violini, assenti ingiustificati, oboi, trombe, tube, fagotti, saxophoni, viole, corni, tromboni, verrà chiusa il 21 giugno dall’orchestra del Conservatorio diretta da Massimiliano Carlini.

Olga Chieffi