Amalfi aggredito nostro collaboratore disabile e i servizi sociali dove sono?

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Ancora una volta questa mattina abbiamo avuto notizia di una ulteriore aggressione subita da Michele Pappacoda, volontario collaboratore del nostro giornale Positano News e che sono contento di avere nella nostra “squadra”, anche perché attraverso la sua attività, egli dimostra che la disabilità non è inabilità. Michele, secondo quanto ci viene riferito, ancora una volta è stato vittima di aggressione, verbale e fisica. Michele, al quale la vita ha già fatta violenza, vive in costiera amalfitana, ha difficoltà a muoversi perché è su una sedia a rotelle e scale con tortuose vie dove egli abita, gli rendono ancora più dura la vita. A queste violenze del destino, non può aggiungersi la violenza umana, particolarmente se proveniente da persone a lui vicine, familiari e/o conviventi, che a suo dire, pretendono i pochi spiccioli di una già misera pensione. Michele a volte, e questo glielo rimprovero, preso dall’ira per quanto subisce, pubblica di tutto sul profilo di facebook.  Una cosa è certa, Michele è una persona intelligente, sviluppa le cose che gli vengono dette, è utile alla società ed  a noi, ma sopratutto è una persona che merita  rispetto, sia perché è una persona umana sia perché è un disabile. Poiché non potevamo restare indifferenti a tale situazione, già nota alle autorità ed alla gente, l’abbiamo segnalata. Intanto ci chiediamo: psicologi, sociologi, assistenti sociali e associazioni preposte a tutelare i disabili cosa fanno? Possibile che non ci sia nessuno che possa intervenire per porre fine a tali problemi? E’ possibile che io debba sentire che un essere umano, un amico, una persona che mi vuole bene e a cui voglio bene con tutti i suoi difetti, che un giorno viene buttato dalle scale, un altro va in ospedale a Castiglione di Ravello e che un altro potrebbe anche generare qualcosa di irreparabile?  E’ possibile che in un paese civile non si trovi una soluzione?

E’ giunto il momento di dire basta.

 

Michele Cinque

 

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