Ruby, la Giunta rinvia l’esame degli atti a martedì Video

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E’ durata meno di mezz’ora la riunione della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che ha deciso di rinviare a martedì 25 gennaio l’esame della richiesta dei pm di Milano di perquisire degli uffici “di pertinenza” del premier Silvio Berlusconi, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per concussione e prostituzione minorile. Lo ha detto il presidente della Giunta, Pierluigi Castagnetti al termine della seduta. Il rinvio – “Abbiamo accolto la richiesta del relatore, Antonio Leone (Pdl) che ha chiesto più tempo per preparare la relazione”, ha detto Castagnetti. “Definiremo martedì come proseguire, ma penso che dedicheremo al caso uno spazio maggiore di quanto previsto dalla routine della Giunta. Serviranno comunque un paio di settimane”, ha aggiunto. La Giunta ha tempo fino a metà febbraio per pronunciarsi sull’autorizzazione, dopodiché il suo parere sarà votato dall’aula della Camera a scrutinio palese. Berlusconi e diversi esponenti del Pdl hanno già dichiarato che a loro giudizio la procura di Milano è incompetente a indagare Berlusconi e che, almeno per il reato di concussione, l’inchiesta spetta al Tribunale dei ministri. Nello specifico, la Giunta, dove per un solo voto il centrodestra è in maggioranza, potrebbe dichiarare irricevibile la richiesta di perquisizione per incompetenza dei pm milanesi. “Non mi pare che una tale decisione, qualora sia avallata dall’aula della Camera, abbia un effetto dirompente sull’inchiesta”, ha detto una fonte politica. “In tutta evidenza i pm non contano più su queste perquisizioni e, davanti a un diniego della Camera, potrebbero rinunciare all’atto affidandosi agli altri elementi di prova raccolti nel frattempo e concludere l’indagine”. Berlusconi: non vado davanti ai pm – Berlusconi ha detto ai giornalisti, ripreso dalle tv, che non intende presentarsi davanti ai pm perché “quando ci sarà l’intervento del Parlamento, il procedimento sarà tolto alla procura di Milano e sarà dato al tribunale dei ministri (per il reato di concussione), dove la cosa si concluderà in un attimo perché la persona che avrebbe dovuto essere minacciata e indotta dirà ‘ho avuto soltanto una richiesta di informazioni'”. Berlusconi viene accusato di avere abusato della sua qualità di premier per ottenere dalla Questura di Milano, nel maggio scorso, il rilascio della ballerina marocchina Ruby, fermata per furto e all’epoca minorenne, perché non rivelasse di avere trascorso diverse notti con lui. Copasir, D’Alema: “Nessuna morbosità, solo rispetto della legge – In mattinata Massimo D’Alema torna a chiedere a Berlusconi di presentarsi davanti al Copasir, percisando che la richiesta di un’audizione ha poco a che vedere con la vicenda della ragazza marocchina. “Non è che abbiamo curiosità morbose, ma il presidente del Consiglio è tenuto a rispondere per legge ed è assurdo che si debba discutere del fatto che il presidente del Consiglio deve rispettare la legge”. E ha aggiunto: “Siamo sempre in attesa, giovedì vediamo il sottosegretario Gianni Letta e glielo chiederemo di nuovo. Berlusconi è stato chiamato dal Copasir quattro volte, la richiesta risale alla presidenza Rutelli quando tutto questo non era iniziato. Poi ci sono gli aspetti ulteriori”. D’Alema ha sottolineato: “Noi non vogliamo parlare di quello che il premier fa a casa sua ma delle questioni che la legge attribuisce a lui come competenze esclusive: il segretto di Stato, la direzione dei servizi, le dotazioni economiche dei servizi, la politica di sicurezza”. Bersani: “Non chiediamo il voto ma le dimissioni del premier” – Sull’inchiesta che vede indagato il premier è intervenuto nuovamente anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “‘Noi non chiediamo le elezioni anticipate, non le temiamo ma non togliamo a Berlusconi le castagne dal fuoco. E’ lui che deve levare dall’imbarazzo se stesso e il Paese, vada dai giudici da dimissionario e poi si rimetta alle decisioni del capo dello Stato”. E ancora: “Se arriviamo al voto -è per un suo totale fallimento. Lui ha tradito l’articolo 54 della Costituzione che pretende da chi ha cariche pubbliche disciplina e onorabilità”. Camera: nasce il gruppo dei Responsabili – A Montecitorio, intanto, nasce il gruppo parlamentare dei cosiddetti “Responsabili”, i deputati finora iscritti al gruppo Misto che hanno votato la fiducia al governo lo scorso 14 dicembre. “In 20 hanno già firmato, ma siamo in trattativa con un ventunesimo”, ha detto Saverio Romano, uno dei deputati del nuovo gruppo (ex Udc). Del gruppo faranno parte transfughi da Udc, Fli e Pd che sono passati nel campo berlusconiano, ma è ancora incerto se riusciranno a garantire una stabile maggioranza al governo a Montecitorio, dove il mese scorso la fiducia è passata per uno scarto di due voti. L’inchiesta di Milano su Berlusconi per concussione e prostituzione minorile potrebbe pesare sulla decisione di diversi parlamentari, attualmente iscritti al gruppo Misto, se schierarsi ufficialmente per il governo. E’ durata meno di mezz’ora la riunione della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che ha deciso di rinviare a martedì 25 gennaio l’esame della richiesta dei pm di Milano di perquisire degli uffici “di pertinenza” del premier Silvio Berlusconi, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per concussione e prostituzione minorile. Lo ha detto il presidente della Giunta, Pierluigi Castagnetti al termine della seduta. Il rinvio – “Abbiamo accolto la richiesta del relatore, Antonio Leone (Pdl) che ha chiesto più tempo per preparare la relazione”, ha detto Castagnetti. “Definiremo martedì come proseguire, ma penso che dedicheremo al caso uno spazio maggiore di quanto previsto dalla routine della Giunta. Serviranno comunque un paio di settimane”, ha aggiunto. La Giunta ha tempo fino a metà febbraio per pronunciarsi sull’autorizzazione, dopodiché il suo parere sarà votato dall’aula della Camera a scrutinio palese. Berlusconi e diversi esponenti del Pdl hanno già dichiarato che a loro giudizio la procura di Milano è incompetente a indagare Berlusconi e che, almeno per il reato di concussione, l’inchiesta spetta al Tribunale dei ministri. Nello specifico, la Giunta, dove per un solo voto il centrodestra è in maggioranza, potrebbe dichiarare irricevibile la richiesta di perquisizione per incompetenza dei pm milanesi. “Non mi pare che una tale decisione, qualora sia avallata dall’aula della Camera, abbia un effetto dirompente sull’inchiesta”, ha detto una fonte politica. “In tutta evidenza i pm non contano più su queste perquisizioni e, davanti a un diniego della Camera, potrebbero rinunciare all’atto affidandosi agli altri elementi di prova raccolti nel frattempo e concludere l’indagine”. Berlusconi: non vado davanti ai pm – Berlusconi ha detto ai giornalisti, ripreso dalle tv, che non intende presentarsi davanti ai pm perché “quando ci sarà l’intervento del Parlamento, il procedimento sarà tolto alla procura di Milano e sarà dato al tribunale dei ministri (per il reato di concussione), dove la cosa si concluderà in un attimo perché la persona che avrebbe dovuto essere minacciata e indotta dirà ‘ho avuto soltanto una richiesta di informazioni'”. Berlusconi viene accusato di avere abusato della sua qualità di premier per ottenere dalla Questura di Milano, nel maggio scorso, il rilascio della ballerina marocchina Ruby, fermata per furto e all’epoca minorenne, perché non rivelasse di avere trascorso diverse notti con lui. Copasir, D’Alema: “Nessuna morbosità, solo rispetto della legge – In mattinata Massimo D’Alema torna a chiedere a Berlusconi di presentarsi davanti al Copasir, percisando che la richiesta di un’audizione ha poco a che vedere con la vicenda della ragazza marocchina. “Non è che abbiamo curiosità morbose, ma il presidente del Consiglio è tenuto a rispondere per legge ed è assurdo che si debba discutere del fatto che il presidente del Consiglio deve rispettare la legge”. E ha aggiunto: “Siamo sempre in attesa, giovedì vediamo il sottosegretario Gianni Letta e glielo chiederemo di nuovo. Berlusconi è stato chiamato dal Copasir quattro volte, la richiesta risale alla presidenza Rutelli quando tutto questo non era iniziato. Poi ci sono gli aspetti ulteriori”. D’Alema ha sottolineato: “Noi non vogliamo parlare di quello che il premier fa a casa sua ma delle questioni che la legge attribuisce a lui come competenze esclusive: il segretto di Stato, la direzione dei servizi, le dotazioni economiche dei servizi, la politica di sicurezza”. Bersani: “Non chiediamo il voto ma le dimissioni del premier” – Sull’inchiesta che vede indagato il premier è intervenuto nuovamente anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “‘Noi non chiediamo le elezioni anticipate, non le temiamo ma non togliamo a Berlusconi le castagne dal fuoco. E’ lui che deve levare dall’imbarazzo se stesso e il Paese, vada dai giudici da dimissionario e poi si rimetta alle decisioni del capo dello Stato”. E ancora: “Se arriviamo al voto -è per un suo totale fallimento. Lui ha tradito l’articolo 54 della Costituzione che pretende da chi ha cariche pubbliche disciplina e onorabilità”. Camera: nasce il gruppo dei Responsabili – A Montecitorio, intanto, nasce il gruppo parlamentare dei cosiddetti “Responsabili”, i deputati finora iscritti al gruppo Misto che hanno votato la fiducia al governo lo scorso 14 dicembre. “In 20 hanno già firmato, ma siamo in trattativa con un ventunesimo”, ha detto Saverio Romano, uno dei deputati del nuovo gruppo (ex Udc). Del gruppo faranno parte transfughi da Udc, Fli e Pd che sono passati nel campo berlusconiano, ma è ancora incerto se riusciranno a garantire una stabile maggioranza al governo a Montecitorio, dove il mese scorso la fiducia è passata per uno scarto di due voti. L’inchiesta di Milano su Berlusconi per concussione e prostituzione minorile potrebbe pesare sulla decisione di diversi parlamentari, attualmente iscritti al gruppo Misto, se schierarsi ufficialmente per il governo.