Niki Vendola a Salerno un´altra Italia si può

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Nella sala del Grand hotel Salerno Nichi Vendola parla a braccio per più di un’ora, interrotto dalle ovazioni di una platea in cui si affollano più di mille persone.Ad ascoltare il leader nazionale di Sinistra Ecologia e Libertá non ci sono solo i militanti del suo partito, c’è anche tutta una sinistra salernitana che va dal segretario della Cgil, Tavella, all’ex segretaria cittadina di Rifondazione, Titti Santulli. Vendola sottolinea: «Chiunque voglia mettere in campo un progetto per uscire dalla palude in cui l’Italia si è cacciata, non può prescindere da quello che voi oggi state rappresentando, dalla vostra domanda di politica». Sulle elezioni amministrative di Salerno non formula diktat, ma il messaggio consegnato alla platea – in coda a un discorso tutto incentrato sui guai del berlusconismo e la prospettiva di un Paese migliore – suona come una sostanziale apertura all’alleanza col sindaco, un invito a mettere da parte vecchi rancori e a guardare a quanto di buono c’è nell’esperienza amministrativa di cui la stessa Sel ha fatto parte. Non cambia la sua valutazione personale («Il giudizio su De Luca è molto complesso, fatto di grandi luci ma anche di grandi ombre») ma esorta i suoi a «un’opera di sterilizzazione della passioni più ribollenti» e a valutare luci e ombre dell’amministrazione comunale guardando la cittá, anche «comparando il laboratorio urbano di Salerno con quello di altre realtá meridionali». Quindi chiama l’applauso per l’assessore all’ambiente Gerardo Calabrese:«Guardiamo criticamente – invita – all’esperienza amministrativa che ci ha coinvolti. Per il nostro contributo meritiamo la gratificazione di un complimento, e se abbiamo avuto un bravo assessore è giusto tributargli un applauso». Poco prima, parlando con i giornalisti, aveva evidenziato che quel contributo «alla riqualificazione della cittá di Salerno è stato indubitabile, soprattutto sotto il profilo delle politiche ambientale, e siamo qui per rivendicarlo». • Non sfugge, al presidente nazionale di Sel, che su un accordo con De Luca convivono nel partito locale posizioni diverse.Ieri sera ha dato di fatto il nulla osta alla linea del coordinatore provinciale Michele Ragosta, che dell’intesa è uno dei fautori. «Si tratta di fare un bilancio tra le cose positive e quelle negative – spiega Vendola – Sarete voi a Salerno a scegliere. Io non sono un boss che impone le sue decisioni, la nostra formazione politica non prevede che la linea sia dettata dall’alto. Bisogna discutere esattamente di quale progetto di cittá si persegue.Io non voglio orientare il vostro giudizio, ho solo dato dei consigli, fatene quello che volete. Mi affido alla vostra capacitá di mettere al centro della scelta il bene di Salerno, vi chiedo solo questo». Una Salerno da fare «grande» – conclude tra gli applausi – per consolidare «un nuovo Mezzogiorno». Econtribuire a costruire un’Italia, che immagina solidale, attenta ai diritti dei lavoratori e a quelli dei giovani, «a cui non può essere rubata la prospettiva del futuro».

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