Pagani, dietrofront su Piazza Torre. La famiglia: «Proviamo sdegno e dolore»

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L’amministrazione comunale di Pagani ha revocato l’intitolazione della piazza a Marcello Torre, l’avvocato penalista ex sindaco della città dell’agro, ucciso dalla camorra l’11 dicembre del 1980. Una decisione che giunge appena un mese dopo la cerimonia inaugurale, effettuata il 12 dicembre scorso alla presenza del presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e del presidente nazionale dell’associazione antimafia Libera, don Luigi Ciotti. La giunta comunale di Pagani, guidata dal sindaco facente funzioni, Salvatore Bottone, ha ritenuto un errore aver intitolato la piazza Corpo di Cristo all’avvocato Torre.

«Piazza Corpo di Cristo – dice Bottone – è un luogo storico della nostra comunità e non doveva essere intitolata al compianto sindaco di Pagani ucciso dalla camorra. La decisione adottata dalla giunta mesi or sono, alla cui riunione io non partecipai – ricorda Bottone – ha sollevato in questi mesi un polverone di polemiche. La piazza del Corpo di Cristo è un luogo storico per tutti i paganesi che in questi mesi hanno espresso tutto il loro disappunto per il cambio di denominazione. Addirittura con gruppi che si sono creati sui social network. Marcello Torre, deve essere ricordato dalla città di Pagani ma non con l’intitolazione di quella piazza». Salvatore Bottone regge le sorti dell’amministrazione comunale di Pagani dall’agosto dello scorso anno, quando venne disposta la sospensione fino al 25 febbraio del 2011 del sindaco Alberico Gambino, condannato in primo e secondo grado per concussione.

LO SDEGNO DELLA FAMIGLIA TORRE – Intanto, in una nota divulgata agli organi di informazione, la vedova Torre, signora Lucia de Palma, e la figlia Annamaria, hanno espresso «sdegno, rammarico e dolore». «Non possiamo negare un qualche sconcerto – si legge nella nota, diffusa anche dall’associazione Libera – perchè la diatriba scatenatasi all’interno dell’amministrazione comunale ci ha addolorato in quanto in nessun momento abbiamo preteso che fosse intestata al nostro caro marito e padre quella o altre piazze». Intanto, in paese gira voce che a Marcello Torre potrebbe essere intitolata via Gustavo Trotta, la strada dove il sindaco viveva e dove aveva anche il suo studio. Per la vedova di Marcello Torre e la figlia «l’unico desiderio, oggi e in futuro, è la tranquillità familiare». «Diffidiamo – si legge nella nota – l’amministrazione comunale dal compiere qualsiasi ulteriore passo e non procedere ad alcuna intitolazione di strade, stradine, piazze o luoghi pubblici di Pagani. Siamo stanche delle polemiche che hanno ridotto la memoria di un marito, di un padre, di un avvocato, di un sindaco, di un martire della Repubblica in una ignobile farsa». «Marcello Torre – prosegue la nota – non ha bisogno di nessuna commemorazione toponomastica. È stato e sarà sempre per tutti i paganesi, e per quanti lo hanno conosciuto, un principe del Foro e soprattutto un fulgido esempio di amministratore onesto e trasparente. Un politico di una razza ormai purtroppo estinta. La sua attività professionale, il suo impegno politico e il martirio civile non hanno bisogno di riconoscimenti tardivi. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano lo ha voluto onorare con la medaglia d’oro e questo vale più di ogni inutile bega che, del resto, non ci appartiene».

 

Il Corriere del Mezzogiorno

scelto da Michele Pappacoda