Maiori lavori fermati al convento delle Suore Domenicane, il Tar gli da ragione

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Maiori costiera amalfitana . I lavori fermati alle Suore si possono fare, a dirlo è stato il Tar Campania sezione Salerno . Nell’aprile del 2010 il Soprintendente BAAAS di Salerno sospendeva i lavori edili nel complesso monastico delle Suore Domenicane di Maiori al c.so Reghinna, anche se detti lavori avevano, a parte il carattere d’urgenza, come scopo precipuo l’eliminazione delle barriere architettoniche purtroppo esistenti e l’adeguamento alle norme sulla sicurezza; nel contempo le religiose avevano proposto anche l’installazione di un piccolo ascensore sempre per i motivi succitati.

Il Soprintendente negava l’autorizzazione perchè le opere, nonostante iniziate dopo comunicazione DIA e nonostante interne, non erano compatibili con il carattere storico-artistico dell’immobile. Le Suore si affidavano, per la tutela della loro incresciosa situazione, all’avvocato Giovanni Maria di Lieto con studio alla via Gatto (ex strada nuova) a Minori, il quale faceva valere, in sede di ricorso prima e di dibattimento poi, le giuste ragioni riguardo ormai alla pericolosità della parte di fabbricato in questione (opere iniziate, sospese e non più autorizzate) senza il completamento dei lavori avviati ed alla urgenza degli stessi causa la necessaria eliminazione delle barriere architettoniche (trattasi pur sempre di edificio aperto al pubblico  che ospita popolazione scolastica).

Da qui il ricorso del legale minorese al TAR di Salerno che, in data 13.01.11 , con  ordinanza n°12, (presidente Luigi Antonio Esposito, estensore il consigliere Francesco Mele, consigliere Francesco Gaudieri), accoglie la domanda dell’avv. Giovanni Maria di Lieto per conto delle Suore Domenicane di Pompei di Maiori, contro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato. Il TAR ritiene con la sua decisione che si può ovviare al tutto disponendo che la Soprintendenza acconsenta alla realizzazione dei lavori, previa individuazione di modifiche progettuali ritenute necessarie alla salvaguardia dell’immobile tutelato.

g.a.