Il Piano Casa trasforma alberghi in abitazioni. Ingenito(Abbac): La Regione disincentiva turismo ricettivo

0

La Regione disincentiva il turismo ricettivo consentendo a possibili speculatori ed immobiliaristi di trasformare le strutture alberghiere in condomini di lusso nascondendosi nel paravento dell’housing sociale. Saranno centinaia le maestranze lasciate a casa imponendo un’ulteriore e più selvaggia emigrazione delle nostre risorse umane del settore. Si istituisca immediatamente una commissione di vigilanza e controllo che accerti che tali scelte siano visibili e monitorate. Con questo comma la Regione toglie difatti i vincoli alberghieri e cancella storia ed identità turistica. Mi appello al senso di appartenenza e alla necessità di non cancellare il turismo in questa regione avviando un serio confronto tra gli operatori per una ricettività di qualità.

Leggo con stupore nelle note di presentazione del Piano Casa sul sito della regione Campania* che è consentito a chi detiene strutture ricettive alberghiere di trasformarle in civili abitazioni, tenendo conto di un 35% da destinare all’housing sociale. Mi viene da domandare: ma chi ci crede? Sono certo che in questa maniera si consentirà ad immobiliaristi senza scrupolo e finti albergatori di eliminare i vincoli imposti dalla normativa per la destinazione d’uso degli alberghi, consentendo di trasformare quelle strutture in condomini di lusso con tanto di servizi di portierato. Ritengo, infatti, assai complicato che possa essere garantita quella percentuale del 35% destinato ai bisognosi e magari a famiglie senza tetto. Appare immaginifico considerare a mio parere che, ad esempio, un proprietario di un albergo nella Penisola Sorrentina possa garantire quell’housing sociale imposto da un ente che senza strumenti di vigilanza e controllo non garantirà certo quanto ha indicato nella normativa. In tal modo si dà ampio spazio ad una speculazione ulteriore e selvaggia di chi non ha mai fatto il bene del turismo regionale, sfruttando i venti positivi degli anni scorsi di un turismo di massa senza peraltro offrire reale qualità ed utilizzando anche fondi e contributi per assunzioni di personale ed ora, vista la grave situazione di crisi, cambia casacca e trasforma l’immobile alberghiero in un condominio, scoraggiando ulteriormente migliaia di lavoratori che con sacrifici, pur di non abbandonare la loro terra, erano impiegati come precari e stagionali. Alla faccia dello sviluppo turistico regionale che in pochi anni si è invece trasformato in un album di vecchi ricordi, senza reali investimenti, con scandalosi finanziamenti ad eventi ed iniziative senza riscontri, con contributi elargiti ad alberghi in ragione di un incremento occupazionale che difatti va via al vento con queste normative. Ritengo sempre più che la nostra Regione debba fare un reale sforzo nel rendere il territorio attrattivo con servizi ed infrastrutture, valorizzando le eccellenze del territorio e di chi, come il comparto extralberghiero che rappresento, non ha mai chiesto soldi se non per investimenti propri che impegnano donne e uomini alla promozione e all’identità regionale. Sono venti anni che attendiamo un testo unico del turismo, abbiamo uffici ed enti che hanno commissariato l’accoglienza e la promozione turistica senza tener conto dell’inefficacia di bandi Por che, come nel caso della misura 4.5, sono scandalosamente falliti. E’ grave che ancora una volta si debba constatare che si sono investiti milioni di euro in azioni superficiali e di poco risalto mediatico e non si è in grado di dare risposte ai territori che credono nella risorsa turismo. Ricordo inoltre che il mio comparto non ha ottenuto neppure i diritti sacrosanti sanciti nei regolamenti per la pubblicazione dell’elenco delle strutture ricettive extralberghiere mentre a cuor leggero e nel silenzio generale si dà la possibilità ad alcuni di speculare ulteriormente. Mi appello al Presidente Caldoro  per conoscere quali sono i reali programmi del turismo in questa regione e come sia possibile che si possa garantire questa speculazione in atto che cancella l’identità turistica e di accoglienza del nostro territorio con un semplice comma.    *http://www.regione.campania.it/portal/media-type/html/user/anon/page/HOME_DettaglioRegioneInforma.psml;jsessionid=447D34AF47E93193BD7422EE19B86322.tomcat1?itemId=4096&ibName=NotiziaHomePage&theVectString=-1