Cava de Tirreni. La ditta scappa, senza tetto beffati

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CAVA DE’ TIRRENI. La consegna degli alloggi al popolo dei prefabbricati, una storia infinita. Ricorsi al Tar, fermi dei lavori, contestazioni sulle assegnazioni sono i nuovi capitoli della telenovela. Dopo trent’anni le case di latta sono ancora là e restano l’unica alternativa concreta. Le date di consegna sono state spostate nel tempo: prima luglio-agosto 2010, poi ottobre, successivamente a Natale e ora in primavera. La ditta Leime di Napoli, pur soddisfatta per i lotti realizzati a Cava nel cantiere di Pregiato, in gravi difficoltà a seguito di inadempienze della Regione per altri cantieri in corso, ha rinunciato. Di qui il passaggio da parte del Consorzio alla consociata Costruzioni Generali Sud e l’ira del sindaco Marco Galdi che vede saltare il cronoprogramma delle assegnazioni degli alloggi popolari, nonostante che Cava sia stato il primo Comune a sbloccare i finanziamenti dopo lo stop imposto da Caldoro. «È una situazione grave che è frutto di una dissennata gestione del centro sinistra in Campania. Un buco di oltre 13 milioni di euro ha compromesso molte opere. Imprese che per mancati pagamenti sono a rischio fallimento o fallite – tuona – E la Leime, nonostante che avessimo onorato gli impegni economici, ha lasciato. Ma metteremo in essere ogni iniziativa utile per superare l’impasse». Intanto a Pregiato la delusione cresce e la speranza di una casa si allontana. Proprio ieri sera in un incontro a Pregiato con il popolo dei prefabbricati il sindacalista Liberio de Simone del Sunia ha sollevato il problema ed ha annunciato la richiesta di convocazione per stamane dell’Osservatorio della Casa e una mobilitazione generale alla Regione. L’incontro ha evidenziato le criticità evidenziate in queste settimane nell’assegnazione di 53 appartamenti nella frazione metelliana di prossima realizzazione dopo quelli della frazione Passiano. È stata presa in esame anche la possibilità di un eventuale ricorso al Tar nel tentativo di contestare le attribuzioni ai cosiddetti «terremotati storici», ovvero coloro i quali da oltre 30 anni vivono in baracche di lamiera. Secondo il sindacalista del Sunia, invece, nell’assegnazione delle case a Pregiato dovrebbero essere preferiti gli abitanti dei containers occupanti la zona bassa di Pregiato, quella in cui dovrebbero essere, poi, realizzate altre 94 abitazioni che andrebbero ad aggiungersi alle 120 già in costruzione in quella alta. A finire al centro delle contestazioni, però, anche il mancato riscontro sull’effettivo possesso dei requisiti necessari ed indispensabili per l’attribuzione degli alloggi agli assegnatari. Non poche, infatti, sono le lamentele di cittadini che segnalano continui «stravolgimenti». Intanto sotto il microscopio della Commissione Verifica, nominata dal sindaco Marco Galdi, dopo le denunce venute nella seduta dell’Osservatorio della Casa, circa 40 assegnazioni . La commissione è già al lavoro e nella mattinata di ieri il primo incontro con il sindaco e con i responsabili dell’Ufficio patrimonio. Sono state sospese le assegnazioni a quei nuclei familiari, denunciati nella seduta dell’Osservatorio Casa, a cui erano stati dati alloggi con metrature superiori a quelli previsti dal regolamento e dai criteri approvati in consiglio comunale. Tutti momenti di una vicenda complessa e di non facile soluzione.

Giuseppe Muoio Il Mattino