La crisi delle aziende, Amato: lunedì vertice con la Garofalo

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Le sorti del pastificio Amato potrebbero delinearsi agli inizi della prossima settimana. Tra lunedì e martedì, infatti, è stato fissato un vertice con la dirigenza della Garofalo, l’azienda leader della pasta di Gragnano, a cui spetterebbe il compito di ripianare i debiti e immettere nuova liquiditá per il ripristino della produzione. Ma ci sono trattative aperte anche con un imprenditore siciliano fornitore di grano e il colosso Colussi, interessato ad entrare nel gruppo salernitano. 

SALERNO. Per il momento anche i sindacati adottano la linea della prudenza. Confidando in un marchio che non ha perso di appeal e nella gestione da gentleman di una famiglia, la Amato, che ha fatto dell’omonima linea produttiva di pasta una delle principali eccellenze del territorio. Ma lo spettro della crisi, gli stipendi arretrati dei lavoratori che scalciano giá da giorni temendo cassa integrazione, licenziamenti o il congelamento di contratti a termine da rinnovare, sono come un vulcano pronto ad esplodere di fronte a mulini chiusi e linee produttive attive, a singhiozzo, fino al 26 di gennaio, stando a quanto comunicato dai vertici aziendali ai dipendenti tramite una circolare interna. Il giro di vite sulle sorti dello storico pastificio salernitano, che ha saputo coniugare la produttivitá con l’impegno nel sociale (attraverso sponsorizzazioni culturali e di beneficenza e il foraggiamento di un asilo a Castiglione del Genovesi, tanto per citare un esempio), potrebbe però avvenire molto prima. Tra lunedì 17 e martedì 18, stando ad indiscrezioni, si terrá un incontro con i vertici della Garofalo, l’azienda che ha fatto della pasta di Gragnano l’icona del mangiare “made in Italy” in mezzo globo. Da giorni si parla infatti di un “salvataggio” della ditta che fa capo ai salernitani Menna (tra l’altro legati da vincoli di parentela agli Amato) ai quali spetterebbe il compito di colmare l’ereditá debitoria (spettanze pregresse per fornitori e dipendenti oltre che esposizioni bancarie) e di immettere nuova liquiditá per dare il gas alle linee produttive, ferme per mancanza di materia prima: il grano. Se scarseggiano i fondi per acquistarlo, la struttura è destinata alla paralisi, con tutte le conseguenze facilmente intuibili in merito al futuro dei lavoratori. L’accordo sembrerebbe vicino, anche se manca una convergenza sulla divisione delle quote ed il riassetto societario, dal momento che la famiglia Amato sarebbe poco propensa alla cessione del marchio. La Garofalo, azienda che produce pasta fin dal 1789, vi è invece interessata per conquistare una fetta di mercato – quella “media”, per intenderci – dopo aver giá spiazzato i concorrenti – con esportazioni in tutto il mondo, dalla Finlandia al Montenegro – grazie ad un prodotto ritenuto d’e lite e come tale venduto ad un prezzo superiore rispetto ai formati del pastificio della zona industriale. Accanto a quella con i leader della pasta di Gragnano, restano aperte altre due trattative: una con un imprenditore siciliano (presumibilmente un importante fornitore di grano che vedrebbe nella partecipazione societaria il veicolo più semplice per riavere le somme spettanti); l’altra con il gruppo Colussi, il colosso nato a Venezia nel 1911 che tra le sue fila annovera le aziende Misura, Agnesi, Flora, Sapori Siena 1832, Liebig e Del Monte. Agli inizi della prossima settimana il quadro generale potrebbe essere più chiaro ed offrire finalmente risposte concrete ai circa 130 dipendenti – a cui si aggiungono una sessantina di interinali – che in questi giorni vivono con il fiato sospeso. Dopo il sit in pacifico di martedì, oggi pomeriggio una delegazione dei lavoratori incontrerá i sindacati presso la sede della Cgil, dove ad accoglierli ci sará il segretario Franco Tavella, che sta seguendo in prima persona l’iter delle trattative. Allo stato sono tre le mensilitá arretrate che dovranno essere corrisposte ad operai ed impiegati che attendono gli esiti della riunione fissata per il 25 gennaio a Confindustria tra vertici aziendali e parti sociali. Sará questa l’occasione in cui si saprá se le trattative per rilevare o riassestare le quote societarie siano riuscite a risolvere i problemi di liquiditá del pastificio salernitano.

La Citta