Cava de´ Tirreni. Agli uffici dei servizi demografici ascensore fermo da quattro mesi. Problemi per anziani e disabili

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Cava de’ Tirreni. Da quattro mesi l’ascensore degli uffici polifunzionali che ospitano i servizi demografici è fermo. Bloccato. Cittadini, ma soprattutto, i disabiili non possono raggiungere la struttura comunale che, data l’erogazione dei servizi, è metà quotidiana di numerose persone. Per certificati di nascita, stati di famiglia, carte di identità è tutto off limits: l’ascensore è fermo, bloccato. E, al momento, non si intravede nessuna soluzione. Più volte, recentemente, la città è stata al centro di questioni di straordinaria burocrazia o malaburocrazia come capitò per la questione prefabbricati o per il peso “farlocco” delle agenzie di “compro oro”. Lo chiamano «l’ascensore del sole» perchè con la pioggia, infatti, si ferma e non appena è arrivata la stagione autunnale, immancabilmente si è di nuovo guastato ed è rimasto bloccato da circa quattro mesi. Ma, secondo alcuni, anche da più tempo. Ed allora, per fare un semplice certificato anagrafico a un disabile o a un anziano non resta che fare un fischio dal vicolo agli impiegati che lavorano al primo piano ed aspettare che qualcuno, mosso a compassione, si affacci e magari sbrighi l’incombenza a distanza. E, eccezionalmente, è proprio quello che accade, racconta qualche impiegato, che, quando necessario, non hanno mancato di prendere la “commessa” per conto terzi, far accomodare lo sfortunato di turno al bar sottostante, scendere con carte e penna alla mano e raccogliere la necessaria firma da mettere sotto qualche atto, oppure, consegnare un certificato. «In molti mi hanno sollecitato un intervento presso il nostro sindaco – afferma il sindacalista, Giuseppe Maiorino – per fare in modo che questa situazione si risolva una volta e per tutte. E’ un segnale di civiltà che una città come Cava de’ Tirreni non può e non deve disattendere». Al cosiddetto centro polifunzionale di via Della Repubblica, fanno capo tutti i servizi demografici ed anche l’ufficio immigrazione, e per arrivare al primo piano dello storico palazzo Buongiorno, già sede del municipio fino al dopoguerra, bisogna salire ben tre rampe di scale. Una scelta, quella di delocalizzare gli uffici demografici in via Della Repubblica che, all’epoca della prima amministrazione Fiorillo, suscitò non poche perplessità, proprio per le enormi barriere architettoniche che furono però abbattute non spostando almeno l’anagrafe nei locali sottostanti, pur del Comune, fronte vicolo, ma installando un ascensore. Dopo anni di incuria, però, sembrerebbe che il vano dell’ascensore sia oggetto di infiltrazioni d’acqua e di umidità dal tetto, che, immancabilmente, alla prima occasione, mettono fuori uso l’ascensore. «Ma perché ad essere penalizzati devono essere sempre i cittadini? – afferma nonna Anna – Ho quasi ottant’anni e per rinnovare la mia carta d’identità ho dovuto arrampicarmi per questo scalone appoggiandomi con una mano alla ringhiera e con l’altra aiutandomi con il bastone. Possibile che da quattro mesi non si riesce a rimettere in funzione un ascensore»? Soprattutto, bisognerebbe riparare le infiltrazioni d’acqua dal tetto e magari pensare ad una diversa sistemazione degli uffici che sono meta di tanti cittadini tutti i giorni. «Mi dicono che il nostro sindaco sia particolarmente sensibile ai temi dei diversamente abili – afferma Sandro Senatore – quale migliore occasione dimostrarlo concretamente prima di tutto prestando la massima attenzione a questi servizi che il comune ha il dovere di rendere ai proprio cittadini, facendo in modo che un guasto ad un ascensore duri massimo un giorno e non quattro mesi e poi pensare ad una localizzazione di questi uffici in una sede più consona e rispettosa delle norme sulle barriere architettoniche».

Rino Ferrara Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda

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