CAPRI TRUFFA IN GRIFFE E GIOIELLERIE

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Capri. Acquistavano oggetti preziosi, orologi di marca e costosi capi di abbigliamento in rinomate gioiellerie e in negozi griffati di Capri, Napoli e Roma presentandosi con documenti falsi o contraffatti e pagando con assegni che, alla prima verifica, risultavano regolari ma che poi si accertava essere scoperti o oggetto di furto o smarrimento. Un’articolata organizzazione criminale dedita alle truffe ai danni di commercianti di lusso è stata scoperta dalgli agenti del commissariato di polizia di Capri che, al termine di indagini partite all’inizio della scorsa estate, hanno denunciato in stato di libertà 4 persone. Si tratta di individui residenti nei Quartieri Spagnoli di Napoli, tutti già noti alle forze dell’ordine, due dei quali con precedenti specifici. A vario titolo devono rispondere dei reati di truffa, tentata truffa, falsificazione di documenti e uso di documenti falsi, in concorso tra loro. La truffa accertata finora ammonta a circa 50mila euro ma non è escluso che i 4 abbiano messo a segno altri “colpi” con la stessa tecnica in altri negozi d’Italia. Nel mirino secondo quanto accertato dalla polizia (l’indagine è stata coordinata dal commissario Stefano Iuorio, dirigente del commissariato di Capri, in sinergia con la Procura di Napoli) sono finiti Bulgari a Capri, Cartier a Roma e a Napoli, Damiani a Napoli e Chanel a Roma. Le indagini furono avviate a seguito della denuncia presentata dal responsabile del monomarca Bulgari di Capri che, a giugno del 2010, segnalò di essere incappato in un cliente rivelatosi un truffatore che aveva comprato gioielli per circa 6mila euro pagandoli con un assegno inizialmente risultato regolare alla prima verifica presso la “centrale rischi” interbancaria. Quel giovane acquirente, di bell’aspetto, che si era presentato ben curato e ben vestito e si accompagnava ad un bambino, aveva anche fatto compassione alle commesse, raccontando vicende strappalacrime sulla storia della sua famiglia Solo due giorni dopo l’acquisto quell’assegno bancario veniva dichiarato inammissibile dalla “centrale rischi” a seguito della denuncia presentata dal proprietario del carnet di assegni, che altri non era che un complice del truffatore, che ne aveva segnalato lo smarrimento, rivelatosi fittizio. La polizia ha scoperto che la stessa tecnica era stata attuata per acquistare merce di valore negli altri negozi di Napoli e di Roma, mentre in alcuni casi la truffa non era stata portata a termine perché l’assegno era stato bloccato o perché il commerciante si era accorto che il documento di identità fosse contraffatto. Tutti i “colpi” venivano messi a segno nel fine-settimana, in modo da ritardare le procedure di controllo e verifica presso gli istituti bancari. I 4 denunciati, che hanno ricevuto la notifica presso le proprie abitazioni ai Quartieri Spagnoli, contestualmente ad una perquisizione domiciliare, sono F.F., 30 anni, colui che materialmente aveva acquistato i preziosi a Capri (è stato riconosciuto tra l’altro anche dalle telecamere di sorveglianza del negozio), V.R., 25 anni, M.G., 29 anni, e M.L., 35 anni. Della refurtiva nessuna traccia.

fonte L’informatore popolare

scelto da Michele Pappacoda

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