AMALFI DI QUALE QUESTIONE MORALE STIAMO PARLANDO?

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Riceviamo e pubblichiamo

Amalfi costiera amalfitana Nei giorni scorsi, precisamente in data 31/12/2010, il “Coordinatore di Cittadinanza Attiva Costa d’Amalfi”, sig. Andrea Cretella, con un manifesto pubblico sbandierava a caratteri cubitali l’esistenza e la vittoria di una presunta “Questione morale” che lui avrebbe sostenuto e vinto, in qualità di Coordinatore del Movimento Cittadinanza Attiva, nei confronti di alcune persone che intrattengono relazioni sotto diversi profili con il Comune di Amalfi.

A parere dello scrivente la vicenda è un po’ più complessa e di “Questione morale” proprio il Cretella avrebbe fatto bene a non parlarne…

In particolare, con tali manifesti l’estensore fà riferimento in maniera del tutto confusionaria ed a tratti omissiva ad una vicenda risalente agli anni 90, periodo in cui egli era amministratore del Comune di Amalfi ed i soggetti da lui citati nel manifesto erano membri dell’allora Commissione Edilizia.

Invero, i fatti cui si riferiscono riguarderebbero un problema di rimborso spese legali scaturite da vicende giudiziarie degli anni ’90 che all’epoca interessarono sia membri dell’amministrazione, tra cui appunto il Cretella, che membri che in altra veste svolgevano pubbliche funzioni nell’interesse del Comune di Amalfi.

Riepilogare per intero la vicenda sarebbe complesso e non interessante ad esprimere il senso di ciò che con tale volantino voglio rendere all’attenzione della popolazione.

Da quanto si evince dal manifesto, sostiene il Cretella che gli allora membri della Commissione Edilizia avrebbero percepito un rimborso spese non dovuto, in base ad una interpretazione di una massima giurisprudenziale cui si riferisce, “sentenza T.A.R. Del Lazio”, che si occupò del problema proprio a ridosso di quel periodo storico.


Ben vero, però, c’e da dire che il Cretella omette di riferire quanto segue:

  1. che la sentenza cui si riferisce costituisce solo una massima giurisprudenziale in opposizione alla quale esistono altrettante massime giurisprudenziali e pareri dottrinali e, cosa più importante, a parere dello scrivente non conferisce alcun obbligo o potere giuridico all’Ente di procedere in tal senso;

  2. che invero, la delibera di giunta n.405 del 30/12/1998 con cui il Comune di Amalfi decise di prenotare rimborso spese processuali per tutti coloro che ne avevano fatto richiesta, tra cui anche Andrea Cretella, riporta come riferimento normativo sul quale si fonda il D.L. 25/03/1997 n.67, art.18, che poneva “a carico delle amministrazioni di appartenenza le spese per la difesa sostenuta da UN IMPIEGATO sottoposto a processi penali per fatti concernenti le attività istituzionali e conclusosi con l’assoluzione dello stesso”;

  3. che dalla delibera si evince che a favore dello stesso Andrea Cretella furono prenotati rimborsi per £ 4.000.000 avendo presentato, al pari di altri, fattura per la propria difesa in procedimenti giudiziari.


Tanto esposto lo scrivente, in quanto attuale membro dell’opposizione nel Comune di Amalfi, sentitosi chiamato in causa dal Cretella sul manifesto di cui detto, si pone le seguenti legittime domande:

  1. Esiste realmente la vittoria morale che Cretella ha sbandierato sul manifesto?

  2. Non essendoci alcuna norma di diritto positivo che obbligherebbe il Comune a procedere per un recupero dei rimborsi effettuati all’epoca, sarebbe auspicabile realmente provare ad intentare un azione legale di difficile accoglimento nei confronti dei beneficiari dell’epoca? In caso di soccombenza e, di non riconoscimento del diritto alla ripetizione delle spese legali all’epoca risarcite, non si farebbe altro che sperperare ulteriormente soldi pubblici?

  3. Come mai il sig. Cretella nell’esposizione dei fatti ha omesso di riferire che anche per egli era stato prenotato il rimborso di £ 4.000.000?

  4. Non è d’altronde lecito a questo punto ipotizzare che in base alla tesi sostenuta dal Coordinatore di Cittadinanza Attiva, la delibera con cui furono prenotati i rimborsi dell’epoca, n.405 del 30/12/1998, fondata su una norma che a quanto è dato comprendere prevedeva solo per gli IMPIEGATI la possibilità di beneficiare del rimborso spese, costringerebbe tutti quanti, amministratori e membri laici a restituire le somme percepite?

  5. Di quali incompatibilità dovremmo andare a discutere se di fatto agli atti non esiste alcun contenzioso instaurato dal Comune nei confronti dei membri che all’epoca beneficiarono di tali rimborsi?


Concludendo, il sottoscritto, ritiene che proprio dal Cretella la “Questione morale” non può essere sollevata il alcuna maniera; nè ritengo giusto che mi si impongano richiami sul come svolgere l’attività politica di opposizione; non credo che questo modo di operare possa arrecare benefici alla vita politica amalfitana.

Insomma, una vicenda complessa, una questione inutile, che a mio modesto parere poteva essere risparmiata alla cittadinanza amalfitana.

Francamente si poteva evitare tanto clamore per nulla…oppure:

SE ESISTE REALMENTE UNA “QUESTIONE MORALE” DEVE VALERE PER TUTTI, MEMBRI “LAICI”, CHE SVOLGEVANO FUNZIONI PUBBLICHE E AMMINISTRATORI CHE ALL’EPOCA NE HANNO CONDIVISO I MEDESIMI BENEFICI!


Salvatore Proto


Fiero, attento ed operoso Consigliere Comunale di Opposizione



 

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