Berlusconi a Bossi: nessun bisogno di anticipare il voto. Il leader della Lega: urne a marzo? Direi di no

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Respinge con forza l’idea di portare il paese al voto, un messaggio rivolto soprattutto a Umberto Bossi e ai suoi che pure continuano a pressarlo in quella direzione. «L’Italia ha bisogno di tutto tranne che di elezioni anticipate». Ma nega qualsiasi dissidio con il senatùr e soprattutto con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti attesi questa sera alla tradizionale cena degli ossi in Cadore. «Non c’è nulla di vero, sono chiacchiere al vento totalmente inventate. Questa maggioranza, questo governo, sono solidi e capaci». Silvio Berlusconi prova a ricompattare la sua squadra prima di affrontare le prossime settimane che saranno decisive per le sorti del suo governo.

IL PUNTO / Elezioni sì, elezioni no: entro gennaio si decide (di Stefano Folli)

Tra cena degli ossi, microspie e federalismo il destino della legislatura resta nelle mani della Lega (di Stefano Folli)

La replica di Bossi
Intanto, però, la risposta di Umberto Bossi arriva a stretto giro. «Si vota a marzo? “Con questo sole, direi di no», risponde il segretario del Carroccio ai cronisti che lo incalzano sulle ultime affermazioni del premier. «In certi giorni c’è il sole e in certi altri meno. La politica è lo stesso – ha replicato Bossi – È fatta da persone. Io comunque sono ottimista di natura: so che il federalismo lo porto a casa e quindi tutto il resto lo metteremo a posto». «Ci saranno i numeri in commissione per approvare i decreti attuativi? Scommetto di sì, perché sanno che se non passa lì si va al voto, per cui scommetto che ci saranno i voti. Se ci sono i numeri – ha aggiunto – facciamo prima il federalismo e poi ci pensiamo».

Il governo ha i numeri per andare avanti
Così, in un’intervista a tutto campo rilasciata a Studio Aperto, il premier fissa la sua road map e si dice certo che la legislatura proseguirà senza intoppi. «Sono sicuro – garantisce il Cavaliere – che entro la fine di gennaio ci saranno le condizioni per consentirci di portare a termine la legislatura e completare il nostro programma». Berlusconi sa bene che da qui alla fine del mese la sua maggioranza è attesa da due snodi decisivi: il passaggio nelle commissioni competenti dei decreti attuativi sul federalismo (su cui la Lega ha lanciato il suo ultimatum:
o passano o si va al voto) e la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento. Lui, però, si mostra sereno. «L’Italia ha bisogno di stabilità e continuità nell’azione di governo. Ce lo chiedono tutti, dall’industria alla Chiesa cattolica, è una richiesta fondata. Tutti ci chiedono di fare ogni sforzo per evitare le elezioni anticipate».

Conti in ordine senza aumentare le tasse
Insomma il Cavaliere proprio non vuole sentir parlare di ritorno agli elettori. È convinto di trovare in Parlamento i numeri per proseguire e lancia messaggi rassicuranti. «Questo governo – dice – ha lavorato come nessun altro governo nella storia della Repubblica, con una squadra di ministri giovani e preparati». Le prossime mosse? Su questo punto il premier è chiarissimo. Il governo, prosegue Berlusconi, «intende per prima cosa continuare con le scelte già compiute grazie alle quali gli effetti della crisi economica sono stati meno gravi e dolorosi da noi che in altri paesi. Abbiamo saputo tenere i conti pubblici in sicurezza senza aumentare le tasse e abbiamo tutelato la coesione sociale e il lavoro e difeso risparmi, pensioni e stipendi». Ora, sottolinea il Cavaliere,«la competizione tra le economie di tutto il mondo che si chiama globalizzazione ci impone di metterci al passo con il cambiamento, il governo ha lavorato e continuerà a lavorare per continuare».

Pronti tre interventi bandiera su cultura, giovani e sicurezza
Berlusconi, però, coglie al volo l’occasione per rilanciare l’immagine del governo del fare e annuncia che «stiamo preparando tre interventi bandiera: uno sulla cultura e la ricerca; uno sui giovani e uno sulla sicurezza dei cittadini». L’Italia, avverte il presidente del consiglio, «può tornare ad essere un paese per i giovani. Nessun governo del passato ha fatto così tanto per i giovani come il nostro. In solo due anni e mezzo abbiamo ammodernato il sistema dell’istruzione a tutti i livelli per avvicinare le esigenze dei giovani a quelle delle imprese, reintroducendo il sistema della meritocrazia». Poi ricorda le misure ad hoc già varate dal governo «per i giovani a sostegno dello studio, della casa, del lavoro. Questi provvedimenti – rimarca – possono contare su 300 milioni di euro».

Opposizione senza idee e senza leader
Dunque, il governo può continuare il suo lavoro anche se, avverte ancora Berlusconi, contro l’esecutivo c’é un’opposizione che dobbiamo sopportare che ci viene direttamente dal pci». Un’opposizione, attacca il premier, «senza idee e senza leader, che sa dire solo stupidaggini e falsità, che sa solo insultare e calunniare ma io credo che gli italiani abbiano buon senso, che non si lascino ingannare».

fonte:sole24ore                      scelto da michele de lucia