AFGHANISTAN, BOMBA SU ALPINI: TUTTI ILLESI -FOTO.LA SALMA DI MIOTTA A THIENE

0

Poteva essere un’altra giornata di lutto per i militari italiani in Afghanistan, proprio nel giorno dell’ultimo saluto, a Roma, all’alpino Matteo Miotto, ucciso venerdì da un cecchino nella valle del Gulistan. Questa volta è stato un ordigno a saltare al passaggio di un convoglio, ma l’esplosione è stata ritardata da uno speciale dispositivo elettronico di cui sono dotati i blindati Lince: nessun ferito, solo leggeri danni a due mezzi. La bomba è esplosa alle 18.45 (le 15.15 in Italia), a circa tre chilometri da Camp Arena, il quartier generale italiano ad Herat, al passaggio di una pattuglia del Prt, il team di ricostruzione provinciale. Il convoglio era composto da tre Vtlm Lince, uno dei quali – secondo quanto si è appreso – in versione ambulanza: una circostanza che non è servita a fermare la mano del terrorista che ha attivato a distanza l’Ied, l’ordigno improvvisato. L’esplosione, però, è stata ritardata dal ‘Jammer’ di cui i Lince sono dotati: un apparato che attraverso l’emissione di onde radio neutralizza i dispositivi di azionamento degli Ied, creando una sorta di bolla di sicurezza. Così, il convoglio è stato investito dall’esplosione solo dopo il passaggio dell’ultimo veicolo, che è rimasto lievemente danneggiato, come quello che lo precedeva. Illesi gli alpini del 3/o reggimento artiglieria da montagna di Tomezzo (Udine) a bordo dei tre Lince. Uno solo, in stato di choc, è stato portato in infermeria in osservazione.

Non è chiaro se l’esplosione abbia provocato vittime tra i civili. In serata si è appreso che un ordigno, proprio ad Herat, avrebbe ucciso un afgano e ferito gravemente altre cinque afgani (tra cui un poliziotto), ma non è noto se ci sono collegamenti con l’attentato agli italiani. Un attentato che, in questo caso, ha preso di mira proprio quella componente del contingente che è a più diretto contatto con la popolazione: il Prt, che ha sede nel centro della città di Herat ed opera in tutta la provincia, si occupa infatti di progetti di ricostruzione, assistenza sanitaria ed umanitaria. Sono decine le scuole (pochi giorni fa è stata inaugurata la 56/a), i pozzi, le strutture sanitarie realizzate dal Provincial reconstruction team italiano negli angoli più remoti della provincia. Molti milioni di euro sono stati spesi per realizzare progetti di ricostruzione in vari settori. Ma tutto questo ai talebani non importa.

LA SALMA DI MIOTTO A THIENE
In migliaia hanno atteso davanti alla sede del Comune di Thiene (Vicenza) l’arrivo della salma di Matteo Miotto, l’alpino ucciso in Afghanistan, i cui funerali di Stato si sono tenuti oggi a Roma. La camera ardente è presidiata da un picchetto d’onore del Settimo Alpini. Tante le persone comuni che, nonostante il freddo, stanno rendendo omaggio al giovane militare. Domani le esequie in forma privata. In seguito la tumulazione nel cimitero di Thiene nell’ala dedicata ai caduti in guerra.

COMMOZIONE AI FUNERALI
Si è conclusa la messa in suffragio del caporal maggiore Matteo Miotto, celebrata nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. Dopo l’Omelia celebrata dall’ordinario militare monsignor Vincenzo Pelvi, e l’Eucarestia, un collega di Miotto ha recitato la ‘Preghiera dell’alpinò, al termine della quale sono state intonate le note del Silenzio. La bara avvolta dal Tricolore è stata poi portata a spalla fuori dalla basilica tra le lacrime degli amici più stretti del giovane, arrivati a Roma da Thiene e di molti colleghi presenti alle esequie. Oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi erano presenti alla cerimonia, fra gli altri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, il presidente dell’Api Francesco Rutelli, il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri e il presidente del Copasir Massimo D’Alema. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, accogliendo l’invito dei genitori del Primo Caporal Maggiore Matteo Miotto caduto in Afghanistan, dopo le esequie solenni a Roma, si recherà a Thiene, dove verranno svolti i funerali in forma privata del Caduto. Il Ministro La Russa, rispettando la natura non ufficiale della cerimonia funebre a Thiene e profondamente colpito dalla grande compostezza e dignità della famiglia Miotto, prenderà parte alla tumulazione della salma nel locale cimitero, che avverrà nell’area riservata ai Caduti di tutte le guerre, secondo il desiderio espresso dallo stesso Matteo Miotto.

fonte:leggo                scelto da michele de lucia