Vico Equense – Sigilli al cantiere del vecchio cinema Aequa

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Sequestrato il cantiere della Gemar SpA. Da qualche giorno ai cancelli ci sono i sigilli apposti dalla P.G. nella veste dei Vigili Urbani di Vico Equense e i lavori sono fermi. Non è trapelato quasi niente dagli ambienti comunali, ma i ben informati raccontano che la Gemar SpA non ha rinnovato i permessi ambientali, scaduti da mesi. La cosa sarebbe stata scoperta dal funzionario comunale Arpino, il quale, resosi conto che le carte in possesso degli uffici urbanistici non erano in regola, avrebbe immediatamente disposto un’ispezione da parte dei Vigili Urbani. L’ispezione avrebbe dato esito negativo e i vigili non hanno potuto fare altro che sequestrare il cantiere ed apporre i sigilli.
Si complica ancora una volta la storia dell’ex cinema, che sembra destinata, come altre storie urbanistiche della città, a diventare una telenovela.

L’ex cinema Aequa, come è noto, fu danneggiato dal terremoto dell’80. Sono seguiti anni di abbandono fino al progetto che nel 2001 vide impegnata la giunta Dilengite. Il progetto originario prevedeva la costruzione di un parcheggio interrato, vincolato però alla ricostruzione del cinema. Doveva nascere, cioè, qualcosa di simile allo Stabia Hall di Castellammare di Stabia: centro culturale e sociale con annessa sala cinematografica, anzi un multisala, e parcheggio interrato con box di pertinenza.

Purtroppo, negli ultimi dieci anni si è visto crescere solo il parcheggio e campeggia, tuttora, nonstante il sequestro, un cartello per la vendita dei box privati. Del cinema non si è più sentito parlare, anzi qualcuno ipotizza che non si farà più. Pare infatti che sia sparito il vincolo tra parcheggio e cinema e che il comune abbia trovato il modo di lasciare alla Gemar SpA l’impegno di ultimare solo i box interrati.

Non è ancora chiaro, inoltre, se l’accesso al parcheggio sia ubicato, come in progetto, nel vicoletto adiacente oppure se, come qualcuno ha ipotizzato, su via Filangieri. O se, addirittura, ne siano previste due di aperture, una in ingresso e una in uscita, per non creare ulteriori ingorghi in una zona del centro trafficatissima in tutte le ore del giorno e della notte per la presenza di molte attività commerciali, di alcuni uffici comunali e di una frequentatissima pizzeria.

Insomma, oltre al fatto evidente che il cantiere sia stato sequestrato, nulla si fa sapere ai cittadini, i quali, come al solito, assistono attoniti a situazioni inspiegabili che calano dall’alto e che rimangono nella totale assenza di informazione.

 

Maria D’Ordia

 

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