Nocera autovetture riciclate nove indagati

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Rispondono di associazione a delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio di veicoli le nove persone raggiunte in questi giorni dall’avviso di chiusura dell’inchiesta della procura nocerina, con le indagini coordinate dal sostituto Sabrina Serrelli. Si tratta di Antonio Ambrosino, quarantenne originario di Nola, Raffaele Baccari, trentaquattrenne di San Valentino, Angelo Lenza, quarantaquattrenne di Sarno, Francesco Franzese, quarantunenne di San Giuseppe. • Poi Francesco D’Anna di Benevento, residente a Forchia, Sabato Napoletano, trentasette anni, di Pagani, Giuseppe La Manna, ventinovenne di Striano, Pietro La Manna, trentunenne di Striano e il pregiudicato Gaetano Fontanella, cinquantaquattro anni, di Sant’Antonio Abate. • I nove, tutti denunciati a piede libero per questa vicenda, per la procura facevano parte di un’associazione che reperiva vetture incidentate da demolire tramite Baccari, acquistandole a prezzi irrisori e poi iniziando un lavoro di reperimento sul territorio di macchine analoghe da rubare con l’utilizzo di centraline e chiavi ad hoc. A quel punto era pronto il lavoro di sostituzione dell’identitá delle macchine rubate con quelle da demolire: è il caso di una Toyota Corolla distrutta successivamente “rigenerata” con una macchina simile rubata sulla quale venivano riprodotti i segni identificativi della prima vettura. Il lavoro avveniva con la sostituzione di targhe, asportazione e risistemazione delle sequenze alfanumeriche identificative e la sostituzione dei pezzi contrassegnati: in questo modo l’auto incidentata tornava nuova, con i numeri in regola, mentre quella rubata scompariva dalla circolazione. La procura ha identificato quali promotori e coordinatori del gruppo criminale Raffaele Baccari e Antonio Ambrosino, impegnati sia nel procacciare le auto incidentate sia nel rubare quelle individuate per la sostituzione. Altri dettagli del lavoro riguardavano la riverniciatura della carrozzeria e la rimappatura delle chiavi di accensione, per utilizzare le chiavi dell’autovettura acquistata incidentata per il veicolo provento di furto. • Le auto individuate dalle indagini dell’articolata inchiesta venivano rubate in Toscana, precisamente a Pistoia, Campi Bisenzio e Firenze, con dei lavori in trasferta da parte dei membri del gruppo, mentre il lavoro di fino per far sparire le tracce delle auto furtive veniva effettuato nell’Agro nocerino, in particolare a San Valentino, con i fatti contestati commessi tutti tra la primavera e l’estate del 2006. La posizione degli indagati Ambrosino, Giuseppe La Manna e Fontanella tiene conto di una serie di recidive specifiche per la commissione di altri precedenti reati analoghi. Inchiesta analoga era stata quella ribattezzata Transporters, del 2009. Alfonso T. Guerritore