Tg1, Ferrario reintegrata alla conduzione. Il giudice: «Discriminazione politica»

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La giornalista: «Riconosciuta un’ingiustizia professionale» Il direttore Minzolini: «Conduttori intoccabili come i baroni?»

ROMA (29 dicembre) – Il tribunale di Roma sezione lavoro, giudice Marrocco, accogliendo il ricorso in via d’urgenza della giornalista Tiziana Ferrario (assistita dagli avvocati Domenico e Giovanni Nicola D’Amati ), ha ordinato alla Rai di reintegrare la giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tg1 delle 20 e di inviata speciale per grandi eventi. Il giudice ha ravvisato nella rimozione di Tiziana Ferrario dell’incarico di conduttrice del tg della rete ammiraglia una «grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini. La Ferrario. «Da parte mia c’è grande soddisfazione perché è stata riconosciuta un’ingiustizia professionale». Così commenta la decisione Tiziana Ferrerio. «Voglio condividere questa soddisfazione – continua la giornalista – con gli altri colleghi che si trovano nella stessa situazione, i primi che ho chiamato appena ho avuto questa notizia». «Mi fa piacere – conclude – che sia stato affermato un principio fondamentale: la legge non dà il diritto a nessun direttore di emarginare i colleghi che non sono d’accordo con lui e che tutti devono concorre alla buona riuscita di un telegiornale, soprattutto se si tratta del servizio pubblico». Minzolini. «Sono molto perplesso da questa sentenza in quanto il giudice è intervenuto con le sue motivazioni in decisioni sacrosante di qualsiasi direttore di una testata giornalistica». Così Augusto Minzolini, direttore del tg1 commenta la decisione del tribunale di Roma, sezione lavoro, di reintegrare la giornalista. Il giudice ha ravvisato nella rimozione della Ferrario una grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa alla linea editoriale del suo direttore. Una tesi quest’ultima per Minzolini assurda: «Qua non c’èstata mai nessuna logica politica si è trattato di un normale avvicinamento che arriva dopo ben 28 anni di conduzione». A tale proposito Minzolini ricorda come «Bruno Vespa ha condotto il Tg1 per 5 anni. Un giornalista del calibro di Paolo Fraiese per sette anni. Reintegrare la Ferrario alla conduzione è un esempio di gerontocrazia simile a quanto avviene con i baroni universitari ferocemente incollati alle loro poltrone». Il direttore del Tg1 pur definendo la Ferrario una «valida professionista» si chiede in tale contesto «quale spazio possono avere le nuove generazioni. Io – ha aggiunge – ho semplicemente esercitato i poteri di un direttore». Minzolini tiene quindi a ricordare come subito dopo il suo arrivo ha assunto ben diciotto precari «senza stare a controllare che tipo di pedigree politico avessero. In tal modo l’età media dei giornalisti della testata è calata da 63 a 59 anni, non sono pochi».

Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda