FINI, LA ESCORT E L´EDITORIALE INDAGA LA PROCURA DI BARIATTACCO EVERSIVO" -FOTO:

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Non sembra placarsi il nuovo caso del ‘falso attentato’ contro il Presidente della Camera denunciato dal direttore di Libero. Anzi. L’articolo di Maurizio Belpietro, che ieri raccoglieva presunte indiscrezioni su un finto attentato contro Gianfranco Fini e sull’esistenza di una escort modenese che avrebbe parlato di suoi incontri con il leader di Futuro e Libertà, sta facendo montare un nuovo caso politico e giudiziario, alzando nuovamente la tensione tra Fli e Pdl, tanto che a indagare ci sarebbero ben tre procure. Quella di Bari, che si unisce a Milano e Trani, avrebbe addirittura aperto un fascicolo per «attentato per finalità terroristiche o di eversione». E, mentre il Presidente della Camera tace, per lui parlano gli avvocati a cui ha dato mandato di adire le vie legali a tutela della propria onorabilità. Fini querela sia Libero, il quotidiano che per primo ha lanciato le accuse, sia il Giornale, che oggi pubblica un articolo in cui si sostiene che esisterebbe un video in cui una escort racconterebbe di aver incontrato il leader di Fli per ben tre volte. Un filmato che, scrive il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, qualcuno avrebbe «provato a vendere a televisioni e giornali». «Invece di ringraziare, i falliti ci attaccano» si difende Belpietro che, in un nuovo editoriale sul suo quotidiano oggi sostiene: «vere o meno, per Fini e i suoi queste storie è meglio conoscerle».

Tra querele e indagini dei magistrati, tuttavia, è il caso politico che torna a tenere banco: c’è chi, infatti, sottolinea come questa nuova ondata di fango faccia seguito alla campagna ‘Montecarlò lanciata la scorsa estate dagli stessi giornali nei confronti del Presidente della Camera. Sul ‘Giornalè viene anche fatto un riferimento alle parole, poi smentite, del premier, durante un pranzo con gli europarlamentari, sull’esistenza di un «patto» tra Fini e Anm per mettere a tacere il caso Montecarlo in cambio di uno stop alla Camera alle leggi che riformano la giustizia. Il Cavaliere, tuttavia, per ora tace: parla invece il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che invita a riportare il dibattito sul piano politico ma avverte: da Fli non possono arrivare «lezioni di nessun tipo perchè ricordiamo come è stato cavalcato il caso Ruby e altre vicende di gossip». La portavoce vicaria del Pdl, Anna Maria Bernini, chiede di «abbassare i toni» mentre il direttore di Libero precisa: «non so se esista un filmato, nè ho rivelato la mia fonte ai magistrati. Ho parlato di una cosa vera che aveva come obiettivo Fini ma anche di far ricadere la responsabilità sul premier». Intorno a Fini si stringe però un cordone difensivo: Flavia Perina, parlamentare Fli e direttore del Secolo sostiene che le ‘strane storiè come quelle raccontate da Belpietro «non costano niente ma alzano polvere più di dieci chili di tritolo». Chiedono di stoppare una «nuova stagione di veleni» i centristi Gianpiero D’Alia e Gian Luca Galetti; Adolfo Urso chiama a «raccolta chi nel centrodestra non intende chinare la testa» contro una nuova «campagna di annientamento». Il braccio destro di Fini, Italo Bocchino, pretende, infine, le scuse di Belpietro, reo di non aver fatto le opportune verifiche prima di «sparare fandonie».

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BOCCHINO: «SONO FANDONIE» Il direttore di Libero Maurizio Belpietro «prima di scrivere del presunto attentato doveva chiamare il portavoce di Fini per chiedere se era prevista una visita ad Andria a marzo, doveva verificare la notizia con il ministro dell’Interno e chiedere lumi alla parte interessata». È quanto sostiene il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino. « Prima di sparare fandonie sulla escort modenese – sottolinea – Belpietro doveva verificare attraverso la prefettura di Modena se Fini era stato lì nei periodi indicati da chi l’accusa. Questo è il giornalismo che ci hanno spiegato quando ci siamo iscritti all’ordine e così andrebbe fatto. Belpietro invece aveva l’ansia di tirar fuori queste fandonie e temeva che prima di lui lo facesse il Giornale (una gara tra titani). E così ha fatto la frittata che è sotto gli occhi di tutti». «A ogni modo, sono abituato a pensare in maniera positiva, senza odio: chi ha conosciuto Belpietro quando era libero dalle attuali ossessioni spera sempre che si ravveda e che cominci a farlo chiedendo scusa a Gianfranco Fini per la cattiveria con cui ogni giorno lo accusa», conclude Bocchino.

fonte.leggo           scelto da michele de lucia