Salerno. Inceneritore, la variante va in aula

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Il consiglio comunale si appresta a adottare domani la variante che cambia la destinazione dei suoli in cui dovrebbe sorgere il termovalorizzatore. Scatteranno così le norme di salvaguardia che dovrebbero impedire alla Provincia di andare avanti nella procedura. La giunta provinciale ha deliberato di rivolgersi alla Procura, presentando contro il Comune un esposto per abuso d’ufficio.

SALERNO. Marcia a tappe forzate contro il termovalorizzatore della Provincia. Il Comune conta di adottare domani, in consiglio comunale, la variante urbanistica che potrebbe imbrigliare in un groviglio di vincoli e contenziosi l’impianto progettato da Palazzo Sant’Agostino. La delibera di giunta, che il 5 novembre ha dato l’ok al cambio di destinazione dei suoli di Cupa Siglia prevedendovi l’insediamento di attivitá artigiane, ha ricevuto il nulla osta delle autoritá di controllo, quali Genio civile e Autoritá di bacino. Sul provvedimento non sono giunte osservazioni nemmeno da singoli cittadini, e prima di Natale il testo è passato al vaglio della commissione Urbanistica presieduta dal consigliere Giannicola Bonadies. Per l’adozione manca solo il voto favorevole in consiglio comunale; voto scontato, vista i numeri “bulgari” della maggioranza deluchiana. Poi la variante, come tutti gli strumenti urbanistici, dovrá passare al vaglio della Provincia, che può approvarla così com’è, rimandarla al Comune con l’aggiunta di osservazioni da recepire in consiglio, oppure optare per una bocciatura. Ma l’assessore comunale all’Urbanistica, Mimmo De Maio, avverte:«Le valutazioni sono legate ad elementi normativi, non a valutazioni politiche. La Provincia può non approvare, ma deve motivare la decisione con argomenti di carattere tecnico». E comunque da domani, con l’adozione in consiglio comunale, scattano le norme di salvaguardia, che impediscono di realizzare sull’area qualsivoglia intervento. Compresi quelli per il termovalorizzatore, secondo l’assessore De Maio, «perché non siamo più in regime commissariale ma in fase ordinaria, e il volere del consiglio comunale non può essere aggirato».A meno che questi poteri non siano assegnati al commissario che dovrá essere indicato dal presidente della Regione, ma sulle cui prerogative esistono ancora dubbi d’interpretazione. Di certo la Provincia è decisa ad alzare un muro contro il cambio di destinazione dei suoli.Al punto da aver deliberato in giunta la presentazione di un esposto in Procura, prefigurando a carico del Comune il reato di abuso d’ufficio.La variante – si spiega – avrebbe il solo scopo di «impedire che la Provincia completi il percorso burocratico amministrativo di realizzazione dell’i mpianto», e comporta «palese sperpero di pubblico denaro».

di Gianni Giannattasio La Citta

scelto da Michele Pappacoda