Capaccio Paestum doppio suicidio di Natale

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Due suicidi a distanza di dieci ore l’uno dall’altro. Le vittime si sono impiccate. E’ accaduto nella contrada Laura a Capaccio Paestum nel Cilento provincia di Salerno . Hanno deciso di porre fine alla loro esistenza, a poche ore dal natale, E. G., 43 anni e A. R., 64 anni. Il primo suicidio si è verificato in via Gregorio, dove viveva E. insieme ai genitori. Con fredda luciditá si è procurata la corda ed è uscita dall’abitazione. • Da quanto avrebbero riferito alcune persone vicino alla famiglia, da qualche tempo la donna accusava del malessere probabilmente anche a causa delle condizioni di salute di una sua familiare. Così l’antivigilia di natale ha deciso di porre fine a quella sofferenza. Giunta davanti all’abitazione ha collocato la corda ad un balcone. • Quando i familiari l’hanno rinvenuta per lei non c’era più nulla da fare. E’ stata allertata un’ambulanza. I soccorritori non hanno potuto far altro che accertare il decesso. Sul posto sono giunti anche i carabinieri che hanno effettuato le verifiche del caso. Una volta accertato che si trattava di un suicidio, la salma è stata rilasciata. I funerali si sono svolti sabato alle 15,30 nella chiesa della Madonna di Loreto. Nella stessa contrada, a poche ore di distanza, ha deciso di farla finita anche A. R. che faceva il fabbro. Padre di due figli, entrambi sposati, si è impiccato la vigilia di natale intorno alle 8 del mattino. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto, all’interno del capannone dove aveva l’officina, nel primo pomeriggio alle 14. • Aveva qualche difficoltá economica. Problemi che gli hanno procurato uno stato di malessere che alla fine lo hanno portato a decidere di uccidersi. Ha utilizzato la carrucola usata per il trasporto del ferro. A rinvenirlo è stato il figlio qualche ora più tardi. Anche per lui tutti i soccorsi sono stati inutili. Ieri mattina alle 8,30 si sono svolti i funerali nella chiesa di San Vito. Episodi che nella cittadina dei templi hanno funestato le festivitá di natale e hanno creato molto sconcerto. Angela Sabetta La Città