VICO EQUENSE – ALDO STARACE E LA CONCRETEZZA DI UN SOGNO

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Presso il ristorante Pizza a  Metro di Vico Equense, si è tenuto venerdì scorso un incontro nel quale l’avv. Aldo Starace ha condiviso con amici e simpatizzanti la sua volontà di candidarsi come nuovo sindaco della città. L’annuncio ufficiale della candidatura avverrà solo il 22 gennaio, all’Hotel Aequa, ma Starace ha voluto anticipare quali sono gli obiettivi che si propone di realizzare e quali strade vuole percorre.

Il suo invito è stato colto da un gran numero di persone che hanno condiviso una bella serata all’insegna della cultura e del sogno, un sogno espresso soprattutto nella lettura di un bel brano, “Il sogno di Marco”, di Luca Castellano, scrittore e romanziere emergente nel panorama culturale italiano. Un sogno che entra nel vivo dei problemi di Vico Equense e che preannuncia una realtà possibile da venire, se solo lo si voglia davvero.

Luca Castellano non è l’unico giovane under 40. Ve ne sono molti altri nel gruppo di lavoro di Aldo Starace, il quale pensa al futuro del paese e cerca proprio coi giovani le possibili strade da percorrere per arrivarci preparati, in tempo. Come ha spiegato lui stesso “la classe dirigente ha bisogno di una ventata di freschezza” e per questo è fondamentale coinvolgere quanti più giovani è possibile, ascoltare le loro proposte, lasciarsi guidare dalla loro voglia di partecipare e dal loro entusiasmo. E proprio i giovani hanno inventato per lui il “Movimento in direzione ostinata e contraria”,  titolo preso a prestito dal celeberrimo testo del grande Faber, che sintetizza molto bene quale sarà il tema principale di questa candidatura.

Per dare forza a questo ragionamento, la serata non si è svolta come una “normale” riunione politica, ma ha accarezzato metafore e approfondito concetti filosofici per arrivare alla concretezza del progetto per Vico Equense, “Un paese turistico e produttivo che in questi anni non ha valorizzato fino in fondo le sue potenzialità”. Concretissime le proposte per incentivare il turismo, anche invernale, sviluppando le realtà esistenti e trascurate. La nostra tradizione presepiale, ad esempio, non può prescindere dalla sfilata delle Pacchianelle. Anzi deve rappresentare un indotto di pregio che ruota attorno ad essa e potenzia lo viluppo delle attività artigianali tradizionali. I nostri prodotti tipici vanno valorizzati oltre gli attuali schemi. I nostri alberghi e le attività di ristorazione devono essere supportati da una nuova politica di rilancio. Il Faito  deve essere recuperato come territorio di grande valenza naturalistica. E naturalmente il mare, nostra grande risorsa, oggi troppo maltrattata, da curare e restituire a tutti noi attraverso una nuova politica rispettosa degli interessi di ciascuno. Aldo Starace insiste tenacemente su questo concetto: la gestione del territorio e delle risorse non può prescindere dalla partecipazione attiva, vera e consapevole degli abitanti che, al di là dell’ordinaria amministrazione, devono essere al centro di tutte le scelte politiche.

Altro sogno da realizzare concretamente è quello di dotare il paese di una piscina comunale. “A Vico nessuno ha ancora avviato una vera politica per lo sport, anzi i nostri giovani sono costretti a spostarsi, a trovare altrove i centri attrezzati” ha ricordato Starace.

Insomma un programma molto aderente alle necessità del territorio, ma presentato in modo lieve, leggero, allegro e soprattutto nuovo. Un segnale per dimostrare che si vuole davvero uscire dagli schemi tradizionali per avviare un rinnovamento vero della politica, anzi del modo di fare politica.

 

Maria D’Ordia

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